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La gita di inizio estate è ad Agrigento

Nella città dei Templi abbiamo trascorso due giorni family friendly, con tuffi in un mare limpido, tour archeologico e ottima accoglienza

Una domenica quasi estiva proprio come quella di oggi. Il cielo trasparente e il caldo che non disturba, ma rende piacevole la gita. Con mio marito decidiamo di passare un week end “dalle mie parti”.

Agrigento è una città tranquilla

lontana, vuoi concettualmente vuoi paesaggisticamente, dal caos metropolitano. Ha il privilegio dei Templi: una delle meraviglie Unesco, che raccontano una storia di fascino, arte e antichità. Agrigento, che fu Akragas, è infatti un gioiello della Magna Grecia. Di quel colonialismo d’oro, che riguardò molte altre parti d’Italia, è la città italiana che conserva più tesori. Fondata nel 580 a.c, la polis venne chiamata Akragas, sotto il dominio arabo divenne Kerkent, quindi Girgenti fino al 1927, quando prese l’attuale nome di Agrigento. Sin dai tempi del liceo mi intrigava una definizione che ne ha dato il poeta Pindaro:

“La più bella fra le città dove hanno albergo gli uomini”

Ammetto che, da ragazzina, questa definizione mi sembrava eccessiva. Ero abituata a quella passeggiata archeologica, che ti fa inciampare ora nel tempio della Concordia, ora nel Gigante (il Telamone), ora nella tomba di Terone. Una volta allontanatami dai miei luoghi (sono originaria di Casteltermini, un paesino dell’agrigentino), tornandovi, però, li ho riscoperti belli senza misura. I Templi, il mare che hanno di fronte, i promontori lievi, l’aria pulita mi fanno pensare davvero a una meraviglia. Desideriamo da tempo che Raffaele conosca la zona archeologica.

L’itinerario è relativamente lungo per un bimbo di due anni

Decidiamo quindi di dividerlo in due tempi. Nel corso di questa gita ci concentreremo nella visita della Chiesa di San Nicola e del museo archeologico. I Templi, quello più celebre, la Concordia, ci faranno da sfondo. A San Nicola ci imbattiamo in una celebrazione eucaristica in lingua inglese. Il clima è accogliente.

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Una cinquantina di turisti seguono con attenzione. Le mura antiche dell’edificio rendono il luogo fresco. Mio figlio ha una calma che mi stupisce. Si guarda intorno, mi fa, a modo suo qualche domanda. La chiesa, sebbene sia inserita lungo la passeggiata archeologica e si trovi nel cuore della Valle, non ha alcuna origine greca. In comune con i Templi è la facciata, in tufo arenario conchiglifero, dall’inconfondibile colore giallo sabbia.

È una chiesa medioevale

costruita dai monaci cistercensi intorno al 1200. Ha in sè la semplicità e il rigore, che dovrebbero essere propri di un ordine monastico. Ha una sola navata e quattro cappelle, nella terza vi è un sarcofago, che una guida dice avere valore inestimabile.

Vi sono scolpite scene della tragica storia di Fedra e Ippolito, ossia l’amore incestuoso che esplode nel cuore della madre verso il figlio.

A pochi passi dalla chiesa vi è il museo archeologico

I gentili impiegati alla biglietteria ci anticipano che il museo è un gioiello a livello mondiale, considerato il valore dei reperti.

Ricordo le numerose visite fatte ai tempi del liceo. Prima di arrivarvi si passa davanti all’ekklesiasterion.

All’apparenza pare un teatro, ma è in realtà il luogo dove avveniva la vita politica della polis. Lì si votava e lì si varavano le leggi. Dentro il museo, ci soffermiamo dove Raffi incrocia maggiore entusiasmo.

Di fronte “all’infinito” Telamone, o all’Efebo, la statua di un giovinetto imberbe e dal fisico volitivo.

 

La pregiata collezione di crateri (vasi) e la sala dei sarcofaghi andrebbero ammirati meglio, ma con un piccino al seguito, riusciamo a vederli velocemente. Torneremo per dedicarvi l’attenzione che meritano.

Terminata la gita al museo è il momento di rilassarci in spiaggia. Pranzo al sacco veloce e via al viale delle Dune di San Leone in zona Bellavista.

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Lì vi è una spiaggetta adatta ai piccoli

Acqua tiepida, bassa ed ambiente familiare. È il primo bagno della stagione per Raffaele. Il mare agrigentino è proprio bello ed a giugno lo è ancora di più.

Nei due giorni di permanenza ad Agrigento abbiamo alloggiato nel b&b di proprietà di

Valentina e Giuseppe, locandieri di Villa Volli

Villa Volli si trova a San Leone, borgo di mare agrigentino e centro della movida estiva agrigentina (lungomare, porticciolo, ristoranti di pesce, gelaterie e chioschi sul mare sono l’anima del posto). Villa Volli non è un semplice b&b quanto un’esperienza di relax, per interrompere la routine e fa godere di quella pace che ricarica.

Non è la prima volta che siamo loro ospiti e il bis è stato una conferma.

Le camere sono a misura di bimbo

accoglienti, con i toni chiari che si addicono a un luogo vicino al mare. La cura dei dettagli, di cui Valentina è un’esperta, fa il resto. Non mancano i fiori freschi, le piccole coccole per chi alloggia (dalle tisane, agli infusi, alle candele profumate). Asciugami e lenzuola freschi e dai toni pastello fanno il resto. Mio figlio si è così rilassato che, per la prima volta, ha dormito da solo in un lettino “da grandi” (con le opportune precauzioni).

L’esterno di Villa Volli è un’oasi in miniatura

Fiori, piante, alberi ti presentano la natura nella sua veste migliore. Le lanterne, che illuminano diffusamente le chiacchiere serali (sottovoce) degli ospiti, fanno il resto. Le ceramiche, il carretto e tanti piccoli oggetti vintage regalano sicilianità all’ambiente.

I due locandieri Valentina e Giuseppe sono ottimi padroni di casa: discreti, cortesi, raffinati, disponibilissimi.

La colazione è un rito

Sotto la tettoia, in un clima che somiglia ai brunch delle ville inglesi, si gustano specialità dolci e salate, rigorosamente handmade  (squisite marmellate bio, caldi e fragranti pancake, panna cotta e crostate…

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Il tutto preparto da Valentina, che ci mette il cuore e si capisce). L’armonia di tovagliato, tazze e posate fa il resto.

Un soggiorno a Villa Volli pare che passi sempre troppo in fretta. Una volta congedatici da Valentina e Giuseppe, abbiamo fatto un’ultima tappa: Scala dei Turchi (vista solo dalla ringhiera panoramica per via di qualche difficoltà, legata alla gestione del piccolo) ed una rilassante passeggiata nella spiaggia Kaeso, tra Porto Empedocle e Realmonte.

Siamo tornati a casi soddisfatti per aver visitato una parte della zona archeologica senza avere incontrato alcuna difficoltà o barriera architettonica.

Contiamo di tornare a settembre a completare il giro della Valle (in piena estate, con bimbo al seguito, lo si potrebbe fare solo al tramonto).

Che dirvi, vi consigliamo un tour come il nostro. Agrigento e la sua costa sanno garantire tante delle cose, che si desiderano per una vacanza familiare. Spiagge ampie, di sabbia fine e ben attrezzate (la costa si estende per decine di km, da Agrigento fino a Menfi – spiaggia con Bandiera Blu Legambiente – vi è proprio l’imbarazzo della scelta). Buona ristorazione e atmosfere familiari. Giugno è il mese ideale per godere a pieno di tali scenari.

Non vi è calca, il clima è mite ed anche i siti archeologici non sono affollati. Ve lo consigliamo, certi di darvi un’ottima dritta.

 

Ps: Questo post non ha finalità pubblicitarie, ma solo descrittive. Lo abbiamo in parte redatto con la collaborazione amichevole dello staff di Villa Volli, che ci ha fornito alcune delle foto. Per info sul nostro itinerario, potete cliccare su

www.lavalledeitempli.it

www.villavolli.com

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