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Aiuto, hanno invitato mio figlio a un compleanno!

Come sopravvivere alle feste di compleanno dei vostri pargoli riuscendo perfino a gustare un pezzo di torta e a lasciare là il marito😉

Come fai a capire che all’interno di un locale si sta svolgendo una festa per bambini? Semplicemente dal fatto che davanti all’ingresso di quel locale troverai un gruppo di papà, in maniche di camicia anche in pieno inverno, che sta fumando o bevendo birra nel totale silenzio. Sì perché, varcata quella soglia, dietro cui ti aspetterà il papà del festeggiato che ha il divieto assoluto di uscire se non per andare a ritirare il buffet, verrai travolta da indefiniti decibel di bimbi urlanti e da un caloroso effetto serra prodotto dal sudore dei bambini saltanti e danzanti, che ti darà istantaneamente l’idea di cosa significhi “riscaldamento globale”.

La location della festa di compleanno

Ormai la scelta della location della festa di compleanno dei bambini non può non ricadere nella mitica ludoteca indistruttibile (o distruttibile?) che prevede non solo i gonfiabili, ma anche Animatori, Maghi e Clown da dichiarare Patrimonio dell’Umanità. Una scelta, appunto, indispensabile quando i tuoi figli iniziano ad andare a scuola e vogliono invitare tutta la classe oltre ai soliti amichetti e parenti. E’ vero, quando eravamo piccoli noi le ludoteche non esistevano e si festeggiava in casa e “blablabla”: basta con questi discorsi nostalgici, sono passati 30 anni e, nel frattempo, sono cambiati usi, costumi, genitori e bambini.

Eccoci alla festa

Quando arrivi ad una festa per bambini, non hai neanche il tempo di cercare il festeggiato per stampare sulla sua fronte sudata un bacio di “buon compleanno” che i tuoi figli, a cui avevi fatto indossare i vestitini più carini del guardaroba, il fiocchetto sul ciuffetto e il gel effetto Prima Comunione, ebbene, quegli stessi figli, in un nano secondo, si spogliano con la stessa enfasi dell’Incredibile Hulk nel momento della sua trasformazione e, all’urlo di “Geronimoooooo”, annunciano il loro arrivo lanciandosi nella folla festante. Tu genitore, ti ritrovi sommerso di cappotti, cappelli e scarpe che ti hanno centrato in pieno, in un lancio perfetto, ed è proprio in quel momento che ti ricordi che i tuoi figli, durante la repentina trasformazione, non hanno indossato i calzini antiscivolo, quelli buoni, quelli da mettere alle feste.

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I “gruppetti” al compleanno

Superata la fase ingresso, allungando il collo come una giraffa, punti la mamma del festeggiato e soprattutto il tavolo di mamme di cui farai parte: una scelta di una delicatezza estrema che potrebbe rendere la “tua” festa un momento di sano relax o di insano gruppo whatsapp. Una volta poggiata la borsa, vuol dire che tu mamma (d’ora in poi parlerò sempre al femminile perché i papà hanno già preso posto fuori) hai fatto la famigerata scelta, da cui non potrai più tornare indietro, tra il tavolo delle mamme amiche, il tavolo delle mamme del gruppo scuola, il tavolo dei parenti del festeggiato.
IL TAVOLO DELLE MAMME AMICHE è quello solitamente più spensierato, in cui puoi sederti come vuoi e concederti pure qualche parolaccia in totale libertà. E’ il tavolo in cui si programma l’uscita stagionale al cinema e si parla di mariti e figli esordendo “sono troppo stanca”; è il tavolo investigativo che cercherà di carpire tutti i segreti di ogni mamma presente alla festa; è il tavolo in cui ti sentirai libera di urlare a tuo figlio di mangiare almeno un pezzo di pizza perché stasera non hai preparato la cena.

Le mamme ai compleanni

Il tavolo delle mamme del gruppo scuola è accessibile esclusivamente se conosci la parola d’ordine, la password del gruppo whatsapp. È il tavolo in cui ti siedi e non ti alzi più perché il confronto è perenne, ma a te serve dal momento che, in meno di due ore, saprai tutto quello che succede a scuola, compresi i dati anagrafici delle maestre, perché tu sei la mamma del classico figlio omertoso che non racconta mai nulla. È il tavolo in cui, all’inizio dell’anno scolastico, ogni mamma del gruppo acquista un volto da associare ad ogni compagnetto del figlio e, negli anni, sarà il tavolo che lentamente avrà meno mamme sedute perché i bambini diventeranno sempre più grandi e non avranno bisogno dell’assistenza genitoriale.

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IL TAVOLO DEI PARENTI

del festeggiato è quello più silenzioso e, tatticamente, lo scegli perché sei nella giornata “no” in cui non hai voglia di parlare con nessuno, tantomeno ascoltare nessuno, e vuoi goderti le sane frasi di circostanza che, a volte, possono risultare catartiche. È il tavolo del “quanto è cresciuto tuo figlio”, “quanto è bello tuo figlio”, “non ti preoccupare sono bambini” (anche mentre stanno devastando il locale), “assaggia questo che l’ho preparato io stamattina all’alba” ed è, soprattutto, il tavolo in cui c’è della presenza maschile, padre del festeggiato, nonno, zio e padrino di battesimo, tutti in silenzio. Lo consiglio vivamente!

 

Quella sedia su cui avrai poggiato la borsetta diventerà il tuo centro di controllo e smistamento cibo e bevande. Da lì assisterai a tutta l’animazione, da lì girerai il reportage video-fotografico da inserire nel gruppo famiglia per farlo vedere a tuo marito che sta sempre fuori a fumare e bere, da lì scatterai come un maratoneta alla partenza per recuperare tuo figlio perso di vista tra i gonfiabili; da lì cercherai anche di nutrire tuo figlio inutilmente, perché si sa che il buffet è solo per gli adulti e che i bambini al massimo mettono qualche patatina nel bicchiere, ma, pur sapendolo, lo inseguirei con la pizza rossa in mano cercando di centrare la sua bocca, perché lui, al tavolo con te, non ci vuole stare.

Evviva la torta

Ad un certo punto, voci di corridoio iniziano ad annunciare che, a breve, ci sarà la torta e, questa volta, toccherà a te mamma trasformarti repentinamente, in un Ninja però: rapida, silenziosa, con una mossa decisa e una minaccia studiata, bloccherai tuo figlio e ti accaparrerai l’unico phon a disposizione per far recuperare la forma solida al tuo sudato bambino, gli toglierai i calzini antiscivolo e, dopo averli igienizzati, li riporrai in una bustina presa in comodato d’uso dai RIS di Parma, gli rimetterai il gel o il fiocchetto e lo renderai nuovamente presentabile per il momento ufficiale “foto con torta”. Il tavolo della torta riunirà non solo adulti e bambini, ma anche timori e speranze: la paura che i capelli di tuo figlio prenderanno fuoco dai razzi che fungono da candeline e la speranza che riuscirai celermente a ritornare a casa bypassando l’inevitabile capriccio del “mamma, voglio giocare ancora con i miei amichetti”.

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Tanti auguri a te

Tutti questi pensieri, però, verranno distratti dal Tanti Auguri A Te cantato in italiano, inglese, cinese e siciliano. Spenta la candelina e riposto il cellulare in tasca, la festa si avvia al termine: i bambini correranno a prendere il regalino dell’Animatore ormai distrutto, tu mangerai la fetta di torta che tuo figlio avrà abbandonato, i gonfiabili verrano sgonfiati. La festa è finita. Con le orecchie tappate in stile aereo pressurizzato, ti lanci in macchina rimbambita, ma anche contenta nel vedere dallo specchietto i bambini ancora esaltati e pieni di gadget postfesta. Poi aguzzi la vista, dallo specchietto vedi qualcuno che ti corre dietro, a piedi e con la bottiglia di birra in mano: è tuo marito, te ne stavi quasi dimenticando!

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