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Una patologia diffusa tra i piccolissimi: la bronchiolite

Cause, diagnosi e terapie di una delle affezioni tipiche nella prima infanzia

Salve Dottoressa,
ho una bambina di 3 mesi, che è stata ricoverata in Ospedale per una bronchiolite. A casa pensavo avesse solo un raffreddore, ma poi ha iniziato a respirare velocemente, mi sono preoccupata e l’ho portata in ospedale. Potrebbe spiegarmi meglio di cosa si tratta? Grazie.

Valentina

 

Cara Valentina,
la bronchiolite è un’infezione virale molto frequente in questa stagione. E’ provocata nella maggior parte dei casi dal Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) e si trasmette tramite contatto con le secrezioni infette (ad esempio la saliva e gli starnuti). Negli adulti l’infezione si manifesta con un semplice raffreddore, mentre nei bambini il virus provoca la bronchiolite, una patologia che interessa le basse vie respiratorie, tipica nei bambini molto piccoli, che insorge entro l’anno di vita, con picco intorno ai sei mesi.
I sintomi di questa patologia sono: tosse stizzosa, colo di muco dal naso, difficoltà respiratoria, febbre. A questi può associarsi anche la perdita di appetito, che può condurre alla disidratazione.

La difficoltà respiratoria nei bambini piccoli si presenta con respirazione veloce e con rientramenti della muscolatura respiratoria (intercostale e sotto-costale) facilmente visibili e identificabili come anomali, rispetto alla respirazione normale del bambino che si è abituati a vedere. Bisogna preoccuparsi, quindi, quando compaiono i segni di difficoltà respiratoria sopra-descritti e/o nei casi più gravi, apnea e se il bambino non si alimenta adeguatamente.

Esistono delle condizioni che espongono i bambini ad un rischio maggiore di avere un’infezione a decorso più impegnativo, quali ad esempio la prematurità, la sindrome di Down, la fibrosi cistica, la presenza di cardiopatie congenite.

Consiglio dunque ai genitori di far visitare sempre il bambino dal Pediatra o presso un Pronto Soccorso Pediatrico, qualora compaiano i sintomi che sono stati descritti, in quanto potrebbe essere necessario un ricovero in ambito ospedaliero.

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Consigli per la prevenzione della patologia:

  • Evitare il contatto dei bambini più piccoli con altri bambini o adulti affetti da infezioni alle vie aeree
  • Lavarsi sempre le mani prima e dopo aver accudito il bambino
  • Favorire l’allattamento al seno e fornire una quantità adeguata di liquidi
  • Fare frequenti lavaggi nasali con soluzione fisiologica
  • Non fumare mai in casa, neppure in ambienti diversi da quelli dove si trova il bambino

4 risposte

  1. Salve Dottoressa. Ho una bimba di 11 mesi che dall’età di circa 5 mesiha iniziato ad ammalarsi quasi ogni mese. Muchi e tosse per poi sfociare in faringite. Addirittura una volta ha anche avuto la faringite erpetica ed è stata davvero male. Quando succede, attendiamo i tre giorni ma poi va a finire sempre sotto antibiotico e con quello riusciamo ad attutire la situazione. La.mia pediatra ha detto che vorrebbe approfondire con un prelievo per vedere a che livello.ha le difese immunitarie. Ma anche se fossero basse e fosse una bambina immuno depressa comunque non potrebbe prendere nulla che faccia effetto sotto i tre anni. Lei cosa mi consiglia? Comunque abbiamo notato che tutto ciò avviene in concomitanza dell’uscita dei dentini.
    La ringrazio infinitamente

    1. Cara Luana,
      la tosse è sicuramente una delle problematiche più frequenti da affrontare già a partire dalla prima infanzia. Il ricorso all’antibiotico spesso si rende necessario, soprattutto se in presenza di tosse che tende a non regredire. E’ corretta la pratica di attendere almeno 3 giorni in presenza di febbre, anche se con tosse, prima di somministrare l’antibiotico. E’ importante rivolgersi al pediatra qualora la tosse diventi cronica e insistente, in quanto bisogna orientare la visita alla ricerca di eventuali segni e sintomi di allarme (ad esempio scarsa crescita, infezioni ricorrenti delle basse vie aeree, come polmoniti). Consiglio di affrontare questa situazione con serenità, poichè nei primi anni di vita le cosiddette “flogosi delle vie aeree superiori” sono molto frequenti. Si rivolga alla Pediatra che, se lo riterrà opportuno, potrà effettuare degli approfondimenti mediante esami di laboratorio, tra cui quelli da lei citati. Non ritengo che l’eruzione dentaria possa favorire l’insorgenza di tosse o di faringite. Troverà all’interno della rubrica un approfondimento sulla tosse. Per qualsiasi altro chiarimento, rimango a disposizione.
      Saluti.

  2. Dottoressa salve,
    Ho una bambina di 3 mesi che ha contratto la bronchiolite rvs é risultato negativo lei in realtà non era così chiusa però dato che non riusciva a prendere nemmeno il bentelan le hanno fatto le punturine.. La terapia è stata augmentin broncovaleas e /forbest e bentelan ad oggi mi chiedo come mai le hanno dato questi farmaci per asma se in realtà non ne aveva bisogno? E potrebbe avere l’asma? Mia suocera è mia cognata ce lhanno potrebbe averla anche lei?

    1. Cara Ada, sebbene l’agente eziologico più frequente della bronchiolite sia il VRS, non è escluso che tale patologia possa essere provocata da altri virus. Ciò che guida nella diagnosi in questi casi è la clinica. Per quanto riguarda la terapia che è stata praticata alla sua bimba non posso entrare nel merito perché può variare da caso a caso. Ciò che posso dire, in relazione alla domanda posta per l’asma, è che la bronchiolite può determinare uno stato di cosiddetta “iper-reattività bronchiale”, che potrebbe tradursi clinicamente in manifestazioni di broncospasmo ricorrente. Non si tratta di asma e generalmente, qualora dovesse presentarsi, si risolve nei primi anni di vita. Si rivolga sempre al Pediatra per qualsiasi dubbio. Saluti.

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