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Ospedali pieni e hub vaccinali vuoti, l’appello alla prevenzione della dottoressa Maniscalchi

In migliaia hanno disertato la prenotazione, ma le terapie intensive si riempiono. La dottoressa Tiziana Maniscalchi, che dirige il Pronto soccorso dell’ospedale Cervello, lancia un appello

“Gli ospedali sono pieni e gli hub vaccinali sono vuoti. Così non va bene, si rischia grosso!”

È l’allarme che lancia la dottoressa Tiziana Maniscalchi, primario facente funzioni al Pronto soccorso dell’ospedale Cervello di Palermo, centro Covid, commentando il vuoto che si è creato negli ultimi tre giorni negli hub vaccinali. Dopo il buon successo dell’open week end, ci sono state defezioni su defezioni.

“Si è innescata la psicosi da AstraZeneca perché in Sicilia si sono registrate alcune vittime a causa delle trombosi – ha detto Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento regionale per la pianificazione strategica e dirigente generale ad interim del dipartimento regionale delle attività sanitarie e dell’osservatorio epidemiologico – ma ancora deve essere dimostrato il nesso con la vaccinazione e non va affatto bene. Forse i siciliani non hanno compreso che se non ci vacciniamo tutti subito prima o poi prenderemo il Covid, visti anche i numeri di questi giorni. Dobbiamo prendere esempio dagli inglesi, che hanno fatto AstraZeneca e adesso hanno potuto riaprire tutto. É inutile e controproducente continuare a scappare dal vaccino”.

La vicenda sta molto a cuore ai sanitari e la dottoressa Maniscalchi si fa portavoce: “Il dato più rilevante non è quello che sembrano riaumentare i contagi, questo lo avevamo messo in conto. La cosa che allarma è che abbiamo casi gravissimi di pazienti in target vaccinale. Oggi abbiamo avuto quarantacinque accessi e in una sola notte abbiamo intubato tre sessantenni, che versano in condizioni critiche. In questi giorni assistiamo a quadri devastanti proprio in quella fascia di età, che potrebbe accedere con facilità al vaccino. Non credo sia ammissibile.”

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Dottoressa, si è generato il panico da AstraZeneca, come rassicura la gente?

I vaccini sono la strada per uscire fuori dai virus. È sempre stato così. Sono farmaci e possono avere effetti collaterali anche gravi, si tratta però di percentuali bassissime. La poliomielite fu debellata con il vaccino, che in qualche raro caso causó delle vittime. Un sessantenne, se becca il Covid, ha ampia probabilità di morire, se si vaccina, la probabilità di avere un effetto infausto gravissimo si aggira intorno allo 0,04/1000. Fate voi due conti.

Si è parlato tantissimo di statistiche, resta però il dolore di chi ha perso una persona cara, per loro non vale il ragionamento dello 0,04/1000

Umanamente sono fatti dolorosissimi. Non ci sono parole e giustificazioni che possono colmare tali vuoti. Occorre però avere la lucidità e non entrare nella spirale del terrore. Si è fatto un forte bombardamento social e mediatico e questo non va bene. È bene sapere, ma non si devono mai esasperare le informazioni o peggio fare terrorismo.

Avete ricoverato con Covid anche soggetti già vaccinati?

È successo, però chiariamo due cose: si è trattato di pazienti che si erano sottoposti solo alla prima dose di vaccino e comunque in qualche modo sono stati coperti dal siero, infatti non hanno presentato quadri gravi.

Tanti ricoveri, ma anche qualche lacuna nella campagna vaccinale, che ne pensa?

É vero, il 44% degli over 80 deve essere ancora vaccinato. C’è stato un errore di sistema, ma si stanno approntando dei correttivi (vaccinazioni dai medici di famiglia e mediante il personale 118). La criticità riguarda in parte anche i fragili, ma anche i soggetti under 60, che non sono ancora stati chiamati e ai quali, per esempio si sarebbero potute somministrare le dosi rifiutate in questi ultimi giorni. Ci auguriamo che si calibrino le esigenze e che si proceda spediti con una copertura di massa della popolazione.

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Cosa vuole dire agli scettici?

Vi é una sorta di parallelismo: chi non vuole vaccinarsi, invoca però le riaperture a tappeto. Sembra un controsenso, ma è così. Dobbiamo capire che, se vogliamo riaprire, dobbiamo cautelarci e cautelare. Al contrario, se a giorni vi saranno le riaperture previste, temo conseguenze davvero disastrose già entro maggio. Come si può riaprire tutto con 400 morti al giorno, una campagna vaccinale che deve decollare, una media nazionale di 13.000 nuovi postivi al giorno e la gente che rifiuta il vaccino? Personalmente mi sono vaccinata il 27 dicembre, il primo giorno di campagna vaccinale. Era un’incognita, eravamo i primi. Eppure mi sono fidata. Molti miei congiunti si sono vaccinati con AstraZeneca, scelta da me sostenuta. Siamo kamikaze? No, ci fidiamo del progresso e della scienza.”

Da domani negli Hub e Centri di riferimento della Regione sarà possibile vaccinarsi – con il siero AstraZeneca – per gli ultrasessantenni (persone tra 60-79 anni, che non presentano fragilità) anche senza prenotazione. In occasione dello scorso fine settimana, sono state oltre 26 mila le somministrazioni del vaccino di Oxford nelle 66 strutture operative nelle nove province”.

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