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Guida ai malanni da vacanza dei bambini

Con la professoressa Claudia Colomba parliamo dei più comuni problemi pediatrici in villeggiatura

I malanni dei bimbi in vacanza sono comuni e facilmente risolvibili, ma possono allarmare oltre misura i genitori. Perché ci si trova lontani da casa, quindi dal pediatra di fiducia e perché spesso non si sa a chi rivolgersi in luoghi possibilmente del tutto nuovi.

Possono però essere utili pochi accorgimenti per vacanze serene, fermo restando l’imperativo categorico per i genitori: niente panico.

La professoressa Claudia Colomba

Con la professoressa Claudia Colomba, pediatra, infettivologa e primaria al Di Cristina di Palermo abbiamo fatto un excursus dei “malanni” più comuni in vacanza.

Rischio congestione

Dici congestione e pensi subito la bagno dopo mangiato e a possibili conseguenze drammatiche. Non è proprio così.

 

”Sfatiamo il luogo comune delle tre ore dopo mangiato  prima del bagno al mare, spiega la professoressa Colomba. Semmai cerchiamo di capire  le occorrenze che causano la congestione gastrica pediatrica ossia, anzitutto, uno sbalzo termico brusco e repentino.  La regola generale è che il bimbo troppo accaldato non si tuffi di botto in acque particolarmente fredde, soprattutto se ha mangiato da poco. 

Dopo aver mangiato, l’intestino si mette in moto per assorbire le sostanze nutritive provenienti dai cibi quindi richiama sangue da altri distretti corporei, attraverso un meccanismo di vasodilatazione a livello intestinale, che si accompagna a vasocostrizione a livello periferico. Il risultato è che mentre al distretto addominale arriva più sangue, in altre regioni del corpo (cervello compreso) potrebbe arrivarne un po’ meno. In pratica il sangue, durante la digestione, si concentra nella zona dello stomaco.

Nella fase digestiva, se si subisce un forte sbalzo termico, il corpo mette in atto un meccanismo cosiddetto di vaso-costrizione (restringimento dei vasi sanguigni) che diminuisce l’afflusso di sangue allo stomaco e all’intestino. Questo provoca il blocco digestivo.

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Il consiglio è semplice: pasti leggeri prima del bagno ed evitiamo di somministrare ai nostri piccoli bevande molto fredde, soprattutto se il piccolo è molto accaldato.

In caso di congestione la risoluzione dei sintomi avviene in concomitanza con quella del disturbo.

Nel dubbio di congestione, contattare il medico. Semmai si dovesse verificare la rara occorrenza della perdita dei sensi del piccolo, ci si deve subito recare in Pronto soccorso.

Parliamo di indigestione

“Si può verificare spesso in vacanza per via della quantità o della qualità del cibo ingerito dai nostri piccoli. In vacanza può succedere che i nostri bimbi si abbuffino o mangino, fuori di casa, cibo non conservato bene o contaminato per esempio da batteri. Il caldo estivo favorisce il deperimento veloce dei cibi, che di conseguenza può scatenare l’indigestione.
L’indigestione viene definita “dispepsia”, ossia un disturbo della funzione gastrica con alterata produzione di succo acido per cause molto diverse tra loro (emotività, stress, ansia, alimentazione scorretta, farmaci, infezioni gastro-enteriche). I sintomi caratteristici di un’indigestione sono: malessere generale, agitazione, sensazione di pienezza, franco dolore localizzato alla parte superiore dell’addome (alla “bocca dello stomaco”), nausea, vomito, raramente alterazione febbrile.

Quali rimedi per l’indigestione?

“Evitare che il bimbo corra il rischio di disidratarsi. Quindi provare a fargli bere acqua zuccherata, meglio una soluzione salina, a piccoli sorsi (un cucchiaino ogni 5 minuti) per non indurre nuovamente il vomito. Seguire per un paio di giorni un’alimentazione leggera (pochi grassi ma non necessariamente “dieta in bianco”) con bevande leggermente zuccherate per evitare le crisi di acetone. Se il bambino lo desidera, tenerlo a riposo a letto con la pancia coperta al caldo. È bene comunque contattare sempre il pediatra alla comparsa dei sintomi.”

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Come prevenire i disturbi gastrici in vacanza?

“In ferie, prosegue la professoressa Colomba, si va spesso al ristorante o comunque si mangia fuori casa. È importante fare attenzione a come sono trattati e conservati i cibi. È infatti la contaminazione e il deperimento di questi che favorisce dei processi tossici, che vanno a svantaggio della salute gastrica nostra e soprattutto dei nostri piccoli. Sarebbe bene, al ristorante, proporre ai nostri piccoli cibi semplici e preparati al momento. Evitare cibi “in vetrina”, poiché non sappiamo da quanto tempo sono stati preparati. I panini con salumi e insaccati andrebbero anch’essi essere preparati a vista, per garantirci maggiore sicurezza.

Colpi di calore

“Sono dovuti a un innalzamento improvviso della temperatura corporea e provocano sintomi quali: nausea, mal di testa, aumento della temperatura corporea, crampi, svenimenti e, nei casi più gravi, disturbi della coscienza.

Nel sospetto di un colpo di calore è bene portare il bambino in un ambiente ombreggiato e areato e somministrare liquidi non troppo freddi a piccoli sorsi. Monitorare la temperatura del corpo e le condizioni generali del piccolo. Chiamare sempre il pediatra per sottoporgli il caso e quindi seguire le indicazioni.

Come prevenire il colpo di calore?

Far bere spesso il bambino ed evitare di fargli praticare attività fisica o sportiva nelle ore più calde

Far indossare al bambino indumenti leggeri, traspiranti e dai colori chiari

Bagnare spesso la testa e rinfrescare tutto il corpo con una doccia o con un bagno

Dermatiti e altre irritazioni da contatto?

Sono un’altra occorrenza che può far penare in genitori in vacanza. Può succedere che, dopo la giornata in spiaggia al bimbo, compaiano dei puntini o delle bollicine sul corpo. Potrebbe trattarsi di piodermite, che è causata da vari agenti patogeni, i più comuni sono batteri come lo streptococco o lo stafilococco.

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La piodermite

“La piodermite, spiega la professoressa Colomba, compare con maggior frequenza durante i mesi estivi, indice del fatto che la proliferazione batterica è favorita da temperature caldo-umide. La piodermite colpisce prevalentemente, ma non solo, bambini di età compresa fra i due e i cinque anni e si presenta con

La piodermite porta alla formazione di vescicole, che poi divengono pustole, si rompono e formano delle croste. Al contempo, la cute coinvolta può manifestare arrossamento eritema, perdita di sostanza (disepitelizzazione), desquamazione. Sintomi comune e di esordio è il prurito.

Nel dubbio di piodermite, evitare il fai da te, contattare il pediatra, che dovrà vedere le lesioni per fare una giusta diagnosi.
I rimedi generalmente possono essere o terapie locali o se necessario la terapia antibiotica.
È bene lavare accuratamente le parti interessate, evitando detergenti profumati.

Oltre alle opportune terapie, la cura dell’igiene personale gioca un ruolo fondamentale nella gestione dell’infezione. In particolare, è necessario lavare spesso le mani, la biancheria e, in generale, gli oggetti venuti in contatto con il bimbo affetto da piodermite, che non dovrà condividere indumenti, asciugamani e teli mare con altre persone.” 

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