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Variante Delta, quanto è pericolosa per i bimbi?

L’intervista al dottore Giuseppe Giordano, responsabile del reparto di Malattie infettive del Di Cristina di Palermo

Variante Delta e bambini, quanto è pericolosa?

La domanda è  più frequente dopo la notizia della morte di una giovanissima paziente, una bambina palermitana di 11 anni, che aveva contratto circa tre settimane fa questa variante del virus. La piccola, le cui condizioni sono apparse subito gravi, è stata ricoverata per circa tre settimane nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Di Cristina-dei bambini di Palermo. La bambina, come specificano fonti sanitarie, soffriva di una patologia metabolica rara ed il Covid è stato letteralmente il colpo di grazia.

É invece dell’altro ieri la notizia di un neonato agrigentino, anch’egli positivo alla variante Delta, trasferito al Cervello dal nosocomio agrigentino. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Se il Covid, dati alla mano, finora non ha creato grossi problemi nei piccoli, oggi i timori crescono.

Abbiamo chiesto un parere al dottore Salvatore Giordano, che dirige il reparto di Malattie infettive del Di Cristina, centro Covid pediatrico per la Sicilia occidentale.

Dottore Giordano, la variante Delta è davvero così pericolosa per i piccoli?

Stiamo verificando che si tratta di una variante molto più contagiosa rispetto alle altre e che quindi può colpire maggiormente anche la popolazione pediatrica. Che sia sintomatologicamente più pericolosa rispetto al virus originario e alla precedenti varianti, non possiamo dirlo con esattezza. Ad oggi, stiamo verificando che in bimbi senza particolari patologie pregresse, il decorso evolve nella guarigione. Non voglio però di base fare generalizzazioni. Mi spiego meglio: è vero che la malattia da Sars Cov 2 non è stata finora particolarmente grave nei bimbi, ciò non toglie che nel nostro nosocomio abbiamo ricoverato piccini con polmoniti, con sindromi infiammatorie o problemi a carico del sistema nervoso. Ribadisco che, in pazienti che partono con una base di buona salute, la prognosi è stata favorevole, ciò non toglie che il Covid non vada preso sottogamba.

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Consigli a tutela dei nostri piccoli per proteggerli dal Covid?

Va da sè che l’igiene, l’uso della mascherina e il distanziamento siano l’abc della prevenzione. Mi sento di dire ai genitori, soprattutto in questo tempo di vacanze, di diverimento e di cerimonie, di essere cauti. Evitiamo di portare un bimbo piccolo a un matrimonio con duecento invitati: il bimbo non si diverte e soprattutto lo esponiamo a un rischio, in una fascia di età in cui il sistema immunitario è immaturo e i bimbi non sono in condizioni di tutelarsi. Se proprio non possiamo farne a meno, vigiliamo costantemente sui nostri bambini e cerchiamo di evitare loro le calche.

In vacanza, con quali accortezze?

Non si deve correre il rischio opposto, ossia quello del diventare integralisti. Il Covid va prevenuto, anzitutto con i vaccini, quindi un genitore che vuole tutelarsi e tutelare i propri bambini, deve in prima battuta vaccinarsi. Sì alle vacanze: mare, montagna, campagna e comunque all’aria aperta, tutte occorrenze che fanno benissimo ai bimbi e che sono una riserva positiva per i mesi freddi. Il consiglio è sempre lo stesso: evitiamo i locali affollati, i posti chiusi. Usiamo le mascherine e facciamole usare anche ai bimbi sopra i sei anni, laviamo spesso le mani, evitiamo contatti troppo ravvicinati.

Con i neonati invece, quali precauzioni prendere?

Anche i neonati vanno portati in vacanza così da godere di condizioni salubri quali appunto il mare o la montagna. Con i piccolissimi occorre qualche cautela in più poiché, appunto, hanno un sistema immunitario ancora vergine. Carezze, coccole solo all’interno del nucleo familiare, per il resto no baci, carezze ed effusioni da parte di estranei. Questa cosa dovrebbe comunque valere sempre, non solo in tempo di Covid. Va da sè che un neonato non vada portato in locali pieni di gente, in luoghi comunque affollati. Non vi è motivo che accada, men che meno in questo momento storico.

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