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Punture di zecche, tutto quel che c’é da sapere

Intervistiamo il professore Antonio Cascio, infettivologo e primario al Policlinico di Palermo

Quanto è pericolosa la puntura di zecca?

Potenzialmente potrebbe esserlo tanto, a giudicare dalla triste vicenda della settantenne della provincia di Nuoro, deceduta nei giorni scorsi per una forma severa Rickettsiosi da zecca.

Questo anticipo di estate favorisce la proliferazione di questi parassiti, che si diffondono nel periodo caldo, generalmente si attaccano sui cani, ma che possono migrare anche nell’uomo, con il rischio di causare infezioni anche assai pericolose.

 

Abbiamo chiesto un parere al professore Antonio Cascio, infettivologo e primario al Policlinico di Palermo.

Il professore Antonio Cascio, infettivologo

Rickettsiosi, di cosa si tratta?

Le rickettsiosi sono un gruppo di malattie infettive provocate da dei batteri della famiglia delle Rickettsiaceae. Questi microorganismi sono diffusi in tutto il mondo e vengono per la maggior parte trasmessi mediante il morso di parassiti quali zecche, acari, pulci e pidocchi. Il parassita nutrendosi di sangue dell’organismo ospitante, generalmente cani nel caso della zecca, può migrare nell’uomo e potenzialmente trasmettere un’infezione.

Quali sono i sintomi del morso di zecca?

Premesso che la zecca non può pungerci se non siamo stati in un ambiente di campagna/ montagna o se non abbiamo avuto contatti con animali. Dopo una gita in campagna è bene controllarsi. Se notiamo delle sporgenze scure sul corpo, qualcosa che sembra somigliare a un neo, o una crosta molto scura, possiamo pensare a una zecca. Il parassita infatti si attacca alla pelle e inizia a succhiare il sangue. Nel sospetto di avere addosso una zecca non si deve staccarla come si farebbe con una crosticina, ma occorre estrarla per intero, servendosi di una pinzetta ed avendo cura che non rimangano parti sotto pelle. Una volta estratta la zecca è bene verificare se sia o meno gonfia, in quel caso vuol dire che ha succhiato molto sangue, indizio di una permanenza medio- lunga nell’organismo.  È bene quindi consultare il medico che darà i giusti consigli.

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Quali i sintomi dell’infezione?

Febbricola, malessere, nausea, dolore articolare. La zona dove si è stati punti potrebbe presentare una caratteristica eruzione cutanea. Sono maggiormente a rischio di complicazioni gli anziani, i cardiopatici e nefropatici e i diabetici.

Quale il tempo di incubazione?

Generalmente non oltre i 7/10 giorni

Diagnosi e cure?

È importante la tempestività. Di fronte al sospetto è bene subito rivolgersi al medico. La diagnosi avviene con esame obiettivo e analisi del sangue. Le cure prevedono la terapia antibiotica e il corredo di cure sintomatiche.

Come proteggersi dal morso di zecca?

Anzitutto sottoponendo i nostri animali domestici a profilassi antiparassitaria, una pratica semplice e alla portata di tutti. Quando facciamo gite all’aperto è bene indossare indumenti chiari, così da capire subito se siamo attaccati dalle zecche, che sono riconoscibilissime, hanno il corpo tondeggiante, simile a una lenticchia e otto zampette. Gli spray e i cerotti repellenti anti-insetto possono dare un aiuto a tenere lontane anche le zecche. Di ritorno dalle nostre gite è bene controllare, anche con l’aiuto dello specchio, tutto il nostro corpo. Sono piccole accortezze che possono tornare molto utili.

 

 

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