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Litigare di fronte ai figli: “istruzioni per l’uso”

Non esistono famiglie perfette ed il litigio è una forma di comunicazione. Un'indagine rivela gli effetti che le coppie litigiose hanno suo loro figli

Un sondaggio condotto da Eures rileva che il 26,5% delle famiglie italiane vive almeno un conflitto quotidiano. I genitori litigano, si sa. L’amore non è bello se non è litigarello, recita il vecchio detto. Sempre secondo il sondaggio Eures, i contrasti di coppia aumentano con l’arrivo dei figli e si fanno particolarmente intensi dal primo al terzo anno di vita dei piccoli. Le abitudini cambiano, la coppia si allarga e diventa triade, vi è la contezza che le libertà della vita a due subiscono forti limitazioni.

Gli stili educativi sono un’altra ragione di conflitto

Mamme e papà sovente hanno maniere differenti di intendere l’educazione dei figli. Se a ciò aggiungiamo la stanchezza e le ore di sonno perse, il conflitto è dietro l’angolo. Cosa fare quando sta per scoppiare la bagarre e capita che di fronte vi siano i figli?

Quanti buoni propositi mandati in aria le volte che si dice: non litigheremo più davanti ai piccoli

A volte il conflitto è inevitabile. L’associazione italiana pediatri ha condotto un’indagine relativa agli effetti delle litigate nella psiche dei bimbi. Il risultato più eloquente è stato quello relativo all’insonnia o all’instabilità del ritmo sonno-veglia. Il 55% dei genitori, che hanno dichiarato di litigare di fronte ai figli almeno una volta a settimana, ha anche affermato che i piccoli hanno difficoltà a prendere sonno. Si tratta o di bimbi che soffrono di vera e propria insonnia o di piccoli che hanno un’alternanza sonno veglia poco equilibrata (dormono molto nelle ore diurne e poco in quelle notturne). La spiegazione data dai pediatri è semplice: il sonno è un variabile dipendente dalla serenità con cui si trascorrono le giornate. Bimbi sottoposti a stimoli stressanti, da parte delle figure genitoriali (che simbolicamente sono quelle preposte a infondere sicurezza e serenità ai piccoli) non forniranno, ed è il caso di dirlo, sonno sereni. Un altro dato emerso dell’indagine è che i bimbi maggiormente sottoposti ai litigi familiari sono insicurj, evidenza che si rivela tanto nel contesto familiare, quanto in quello scolastico e sociale più in genere.

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Cosa fare per arginare i conflitti

La famiglia del “Mulino bianco” è utopia e pensare a un nucleo familiare dove alberghi solo la concordia non è verosimile. Il conflitto è naturale in qualsiasi aggregazione sociale e affettiva. I pediatri dell’associazione suggeriscono una serie di piccole regole:

1) Imparare a stare dentro il conflitto. Evitando di “strafare” con urla, insulti e frasi violente quali “ti odio”, che alle orecchie di un bimbo suonano come destabilizzanti se pronunciate dai genitori. Evitare di offendere la dignità del partner. Questa è una regola che dovrebbe valere sempre, a maggior ragione di fronte ai figli. Un partner “bersagliato” con apostrofi ricorrenti rischia di diventare un genitore poco stimato.

2) Cercare di limitare le litigate, dandosi anche un obiettivo settimanale. Quando sta per scoppiare la lite, se vi sono i figli presenti, tentare di smorzare i toni, rimandando la discussione aiuterà a stemperare la criticità.

3) Non fingere di fronte ai piccoli. Se i bambini sorprendono la coppia nel bel mezzo di una litigata, fingere che si tratti di uno scherzo o di un gioco è fuorviante. I bimbi, anche se piccoli, hanno una capacità di comprensione che i grandi a volte non immaginano. Essere onesti con i figli è fondamentale. Meglio ammettere e spiegare, che negare e mentire. I genitori devono essere esempio di lealtà.

Qualora i conflitti siano tanti e tali da rendere la coppia quasi “impotente”, si può scegliere di fare un percorso psicoterapeutico nell’interesse dell’intera famiglia.

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