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La famiglia “allargata” croce e delizia del nostro tempo

I termini giusti per definirla sono ricostituita o ricomposta. La psicologa ci spiega le dinamiche che vi si verificano e ci dà i consigli per fronteggiare alcune "criticità"

 

Il numero delle cosiddette famiglie allargate (in realtà i termini esatti per definirle sono ricomposte e ricostituite), in Italia, è cresciuto del 15% negli ultimi dieci anni. Un dato Importante, che ne rispecchia uno a forte impatto sociologico e psicologico.

Cosa vuol dire famiglia ricostituita o ricomposta?

È vero, queste forme familiari sono sempre più frequenti nel panorama italiano e si distinguono perché hanno caratteristiche differenti da quelle tradizionali soprattutto rispetto alla complessità dei ruoli ricoperti.
Parliamo di famiglie ricomposte quando il nucleo familiare viene a comporsi progressivamente dopo la separazione e il divorzio, cioè quando più nuclei familiari vengono costituiti dai genitori separati.
Abbiamo, invece, famiglie ricostituite quando uno o entrambi i partner, che formano il nuovo nucleo familiare, portano figli da unioni precedenti.

 Le famiglie ricomposte fanno pensare a una serie di difficoltà

di “gestione” della famiglia stessa. Quali sono le problematiche più diffuse in questi nuclei?

Quasi sempre è possibile osservare la presenza di una gerarchia meno marcata, rafforzata dai legami tra consanguinei, che porta ad un disequilibrio del “potere” tra l’adulto genitore e quello non genitore.
È normale che questo tipo di famiglia sperimenti modi diversi per fronteggiare i problemi relativamente alla gestione della vita quotidiana, in quanto è chiamata a trovare strategie ed adattamenti veloci per affrontare insieme le nuove situazioni. Oltre al rapporto con il genitore, che deve essere rigenerato, occorre ridimensionare spazi e regole, sia fisicamente che mentalmente, il che non è sempre semplice.
Tali difficoltà possono riflettersi nella vita dei figli qualora questo nuovo equilibrio rallenti ad arrivare. A volte, infatti, possono insorgere difficoltà scolastiche, problemi nel ciclo sonno-veglia, problemi di enuresi soprattutto nei bambini più piccoli, problemi alimentari, comportamentali, relazionali e sociali, e si può, anche, assistere alla nascita o all’’esacerbarsi di importanti conflittualità intrafamiliari.

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 La gelosia è uno dei sentimenti più comuni quando si parla di questo tipo di famiglie

Figli gelosi dei nuovi compagni dei genitori o dei nuovi fratellini. Come comportarsi?

La capacità di comprendere ed accettare la ricostituzione di un nuovo nucleo familiare avviene gradualmente e può passare anche dalla gelosia. Questo meccanismo di coping, benché sia disfunzionale, potrebbe, inizialmente, rappresentare una forma di protezione necessaria rispetto alla sofferenza del momento, ma quando viene perpetuato nel tempo rischia di innescare dinamiche disturbanti che necessitano di essere contenute.

 Approfondiamo il tema gelosia nei confronti dei nuovi fratellini

A volte tocca punte inspiegabili. Come gestirla? Può diventare pericolosa?

Tutto ciò che non porta all’evoluzione del nuovo nucleo familiare è potenzialmente pericoloso. Il compito di ogni membro del nuovo nucleo familiare non è troppo semplice, ognuno è chiamato a continuare a costruire una storia senza che vi sia una storia apparentemente comune alle spalle, ma soprattutto bisogna creare un legame affettivo ed emotivo superando ed accettando il vuoto della separazione. È importante che, in questo percorso, tutti possano esprimere liberamente i loro sentimenti senza paura di essere giudicati, le emozioni devono comunque poter circolare senza ferire gli altri. Ogni comportamento, alla base, deve essere mosso sempre da un reciproco volersi bene, al di là del vincolo parentale, puntando sull’accettazione incondizionata. Quindi bisogna far capire al bambini che è lecito provare gelosia, ma che questo sentimento non impedirà agli altri volergli bene nè di continuare a volergliene.

Vi sono alcune famiglie allargate in cui si arriva a delle fratture profonde. Come fare per prevenirle?

Le fratture avvengono quando l’armonia viene imposta e non costruita gradualmente, quando non si accettano i complicati e necessari passaggi emotivi, che in situazioni come queste, predispongono ad una crescita condivisa, quando la comunicazione diventa paradossale. Per prevenire bisogna non perdere mai di vista il bene dell’altro.

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 Non esiste la ricetta per la famiglia felice

ma esistono i buoni consigli. Quali dà ai genitori che si barcamenano in una famiglia ricomposta?
Alla base di tutto c’è sicuramente una buona gestione della separazione, segue una condivisione nella creazione del nuovo assetto familiare, regole e abitudini devono trovare uno spazio prima fisico, poi emotivo, infine curare molto l’aspetto comunicativo ed empatico.

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