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Io insegnante vi racconto di una mamma che ha ripreso a studiare insieme al figlio

Il racconto di un’insegnante palermitana, che descrive i giorni delle lezioni a distanza e delle aule cuore

Di Chiara Lizio

Gli insegnanti sono ancora più importanti per i loro studenti in questo difficile periodo di lontananza forzata dalla scuola: noi continuiamo ad abbracciarli, seppur virtualmente, aiutarli, star loro vicini ed essere sempre presenti, senza orari. Marianna Amato, docente di lettere all’Istituto comprensivo Perez – Madre Teresa di Calcutta di Palermo, racconta tra sorrisi ed occhi lucidi gli ultimi giorni vissuti a distanza coi “suoi” ragazzi. E, insieme ai colleghi, lancia un nuovo hashtag per far sentire in ogni istante la presenza dei prof: #ionontimollo

Come stanno vivendo questi giorni così particolari i ragazzi?

Dopo un primo momento di entusiasmo chi non avrebbe esultato all’idea di potersi alzare un po’più tardi e,soprattutto, chi non avrebbe esultato all’idea di saltare uninterrogazione o una lezione con il prof antipatico stanno vivendo questa situazione come un momento di attesa, ma anche di smarrimento. Chiedono spesso se quello che sentono in televisione o leggono sui social corrisponda a verità. 

E come li state vivendo voi insegnanti?

Anche noi insegnanti abbiamo vissuto un primo momento di grande smarrimento: è come se all’improvviso ci avessero tolto una parte della nostra identità. Ci siamo chiesti, soprattutto nei primi giorni, come potevamo essere utili lontano dalle nostre aule, dai nostri ragazzi. Poi invece, abbiamo capito che eravamo ancora importanti per loro, che i ragazzi avevano bisogno di noi e ci siamo sbracciati e ci sbracciamo ancora per raggiungere tutti, ma proprio tutti i nostri studenti, grazie alle nuove tecnologie. Insieme ai mieicolleghi abbiamo inventato l’hasthag #ionontimollo.

Qual è la domanda che più spesso vi rivolgono?

Quando torniamo?”. Cercano rassicurazioni e cercano la fine di un tempo che per loro spesso è lunghissimo tra le pareti di casa. 

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Come dar loro un segnale di ottimismo e positività in un momento così difficile?

La storia ci aiuta: non è la prima volta che epidemie così importanti hanno sconvolto nei secoli la società: oltre la peste, citata in molti casi in questi giorni, ci sono tutte le malattie che noi europei abbiamo portato nelle Americhe e che hanno decimato i popoli  amerindi. Ma non solo, è importante farci vedere sicuri/e di noi quando diciamo che presto finirà, sorridenti e propositivi. 

Qual è l’approccio più giusto per invogliarli a studiare da casa?

In tutte le scuole si stanno attivando delle lezioni online e,mai come in questi giorni, il mio telefono non smette mai di ricevere messaggi: dagli alunni, dai genitori, dai colleghi, dalla preside. Io credo però che l’approccio più giusto siaquello di far sentire i ragazzi importanti, far capire che il nostro/loro futuro è davvero nelle loro mani. Abbracciarli, anche se virtualmente, chiamarli anche singolarmente, aiutarli, essere loro vicini. È molto faticoso e tutti noi docenti in questo momento lavoriamo senza orario, ma va bene così. I nostri ragazzi hanno bisogno di noi. 

Qual è l’attività che seguono più volentieri?

Vi sorprenderò, io insegno italiano e al momento quello che piace loro di più è leggere: racconti d’avventura, horror, storia. È ovvio che la tecnologia per loro è una sorella e tutte attività online riscuotono successo, ma la lettura… 

Ci racconta un aneddoto legato a questi giorni così particolari?

Mi piace raccontarvi della madre di un mio alunno. In questi giorni ci sentiamo spesso. Non molla! E lei, che ha smesso di studiare quando era ancora giovane, mi chiede aiuto, lavoriamo insieme al computer per scaricare le piattaforme, per capire cosa voglia dire quell’app tutta scritta in inglese. Proprio oggi pomeriggio mi ha detto: Professoré, ma chi me l’avrebbe detto che per i miei figli avrei ripreso a studiare alla mia età!”. E ve lo devo proprio dire, quando ho chiuso avevo una lacrima sulla guancia. 

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#lascuolanonsiferma #noinonlasciamoindietronessuno

Marianna Amato 

Docente di lettere Istituto comprensivo PEREZ-MADRE TERESA di CALCUTTA 

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