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Coronavirus e reparti di maternità, scattano le nuove regole

Al Buccheri la Ferla di Palermo, la dottoressa D’Anna, primario del Materno-Infantile, ha predisposto il nuovo piano di regole anti Coronavirus

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È il luogo della nascita, lì la sala parto si chiama sala di accoglienza alla vita, la media dei nuovi nati è di oltre duemila all’anno.  È il reparto Materno Infantile e Ginecologico del Buccheri La Ferla di Palermo. Ha un’impostazione improntata sul contatto, sulla comunicazione verbale e fisica della triade, dove il papà non è mai un elemento marginale, tutt’altro. Sono stati i primi in Sicilia a parlare di “parto dolce”, grazie all’uso di tecniche anestetiche innovative. Sono stati antesignani nel coinvolgere i papà in sala parto. L’allattamento al Buccheri è un altro principio fondamentale, anche per le mamme con bimbi in Utin. Ed a proposito, la Terapia intensiva neonatale è sempre stato uno spazio, prese tutte le precauzioni del caso, di inclusione dei genitori e non di barriera verso questi. Una sorta di prolungamento della famiglia, dove partorire è quel che dovrebbe: un evento naturale. Eppure il Coronavirus ha imposto delle regole ferree anche qui. Ce ne parla la dottoressa Maria Rosa D’Anna, primario e anima del reparto e principale fautrice delle innovazioni che lo hanno riguardato negli anni.

Coronavirus e reparti di Maternità

“Il Covid-19 é un’emergenza a cui si deve fare fronte. In Italia ha dei numeri alti quindi è nostro dovere prendere le opportune precauzioni, in un reparto per definizione ‘delicato’, perché ha al centro mamme in attesa e bimbi neonati. Abbiamo improntato un piano con poche ma fondamentali regole. L’ospedale ha tre vie d’accesso al pubblico. Due di queste sono state chiuse ed è fruibile quella di via Messina Marina, così da filtrare meglio l’utenza. Al pronto soccorso ginecologico e comunque negli ambulatori, prima di entrare, chi accompagna la gravida (una sola persona per gestante) deve rispondere a un questionario, relativo alle condizioni di salute (influenza, febbre, tosse persistente) e a viaggi nelle zone a rischio. Ci appelliamo al buon senso e alla sincerità degli utenti, ma possiamo affermare che finora abbiamo ricevuto molta collaborazione. L’obiettivo è di limitare al massimo assembramento di gente.

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Limitazione visite ai parenti

Abbiamo anche posto dei paletti in merito alle visite dei parenti. Evitare assolutamente le calche. Ogni degente potrà ricevere la visita di un solo parente. Non un parente per volta, ma uno solo per il tempo consentito. Dobbiamo assolutamente evitare le calche, soprattutto intorno a bimbi tanto piccoli, del resto è nota la notizia di un neonato di venti giorni, in Lombardia, positivo al virus e ricoverato in Terapia intensiva, seppure reattivo alle cure. Comprendiamo che la nascita è un momento di emozione, gioia e condivisione familiare, ma in questo momento, a tutela soprattutto dei nuovi nati, occorre prudenza. Ci collaborano i nostri vigilantes, che forniscono un pass per visitatore, che dovrà essere restituito dopo la visita alla degente.

Coronavirus e nuove regole in Utin

L’Utin è per definizione un reparto delicatissimo, una sorta di scrigno, un prolungamento del grembo materno. Lì troviamo prematuri anche gravi, bimbi appena nati con patologie serie o con problemi respiratori. Già in tempi ordinari è richiesta massima cautela e le regole sono ferree, in questo periodo l’allerta è aumentata. Ridotto l’orario delle visite da un’ora a mezz’ora e potrà entrare un solo genitore alla volta. Ovviamente, nei casi possibili, le mamme possono allattare i loro piccoli in Utin.

Stop al day hospital e corsi pre parto

Da ieri in reparto sono state sospese le procedure di Day Hospital. Quindi no ai piccoli interventi programmati e ad esami diagnostici non urgenti. Gli ambulatori al momento sono tutti attivi, ma si sta valutando di tenere aperti solo quelli di gravidanze a rischio e di ecografie alle gravide. Interrotti anche i nostri corsi pre parto, altro nostro fiore all’occhiello. Abbiamo già dato comunicazione alle nostre gravide tramite la nostra chat whatsapp. Una decisione che ci costa molto, ma che era inevitabile

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Ovviamente parti,  visite, interventi urgenti, cesarei e assistenza alle malate oncologiche seguitano ad essere espletati con assoluta regolarità. È un momento difficile per la sanità, occorre razionalizzare le risorse perché anche da noi diminuiscono  i presidi comuni, quali ad esempio le mascherine. Ci vuole collaborazione e buonsenso, quello a cui invito gli utenti degli ospedali. Facciamo tutti squadra certi che supereremo questo brutto momento ed avremo la meglio su questo virus.

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