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Bimbi e rischio soffocamento, gli errori da non fare (video con le manovre disostruttive)

Ecco una serie di semplici regole per evitare l'evenienza più temuta

Il soffocamento è una delle evenienze che più terrorizza i neo genitori. Purtroppo le statistiche non sono incoraggianti. Nei primi due anni di vita, il soffocamento è la principale causa di morte infantile. Per un bimbo morto, però, ve ne sono 110 soccorsi nei ps pediatrici. Anche in quel caso occorre fare una precisazione. Il 20% dei bimbi che soffocano riporta danni neurologici per via della mancanza di aria al cervello, il 15 riporta una perforazione dell’esofago. Come suggerisce la Società italiana di pediatria, nelle sue linee guida

la parola d’ordine è prevenire

I bimbi fino a tre anni soffocano con maggiore facilità perché hanno un sistema respiratorio ancora immaturo. La forma della loro trachea non ha ancora una forma cilindrica, poiché è in via di sviluppo. La dentizione, non ancora completa, fa sì che la masticazione non sia accurata. I bimbi piccoli hanno inoltre l’abitudine di tenere il cibo in bocca per tempi lunghi. Evenienza, questa, che aumenta il rischio soffocamento.

Cosa fa soffocare i bimbi?

Sotto la lente l’ingrandimento della Società di pediatria non vi sono solo i cibi, ma anche una serie di oggetti

I bottoni. Lo avreste mai detto che una camicia con bottoncini andrebbe evitata in un bambino sotto i 18 mesi? Fino a quell’età (talvolta anche oltre), i bimbi sono ancora nella fase orale. Conoscono il mondo portandosi gli oggetti in bocca. Un bottoncino al polso (ma anche sotto il collo) diventa una tentazione. Bastano due dentini perché questo si stacchi e venga ingerito.

I fazzolettini usa e getta. Un tragico episodio che li riguarda è capitato anni fa nel Friuli. Nella sala d’attesa di un medico, una mamma, per intrattenere la sua piccina, le ha dato un pacchetto di kleenex. In un attimo di distrazione, la bimba ha ingoiato l’adesivo, utilizzato per richiuderli. Purtroppo gli esiti della vicenda sono stati infausti. Occhio quindi a far giocare i bimbi con kleenex o con tutto quanto sia richiuso con adesivi. In caso di ingestione, il rischio è che l’adesivo si attacchi alla trachea non consentendo la respirazione.

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Palloncini gonfiabili. Sono amati dai bimbi ma sono anche pericolosi. Accade che questi si sgonfino ed i bimbi li ingoino o che, nel tentativo di gonfiarli, questi vengano risucchiati dai piccoli.

Giocattoli con pezzettini piccoli. Prima dell’acquisto è opportuno leggere l’età per la quale il gioco è indicato.

Occhio alle comunissime batterie. Sono altamente tossiche. In caso di ingestione il rischio è di un grave avvelenamento in tempi brevissimi.

Le monetine allettano i bimbi ma per la loro forma sono assai pericolose. Qualora venissero ingoiate, ostruirebbero totalmente la trachea, rendendo vane anche le manovre disostruttive.

Cibo

Gli episodi di soffocamento più frequenti avvengono a tavola. L’età più a rischio è fino a tre anni, ma molti episodi si verificano anche fino ai sei.

Ecco i cibi da evitare almeno fino a 24 mesi:

Caramelle gommose tipo marshmellows (sono difficili da masticare e una volta in gola hanno un effetto colla).

Caramelle dure

Wurstel. Al di là della non salubrità dell’alimento, la forma e la consistenza vischiosa li rende un alimento a rischio.

Acini d’uva interi. Sono nella top ten degli alimenti più pericolosi. Via libera all’acino purché tagliato in quattro parti.

Ananas. È ricco di filamenti, che possono andare di traverso. È un frutto che può essere somministrato in forma di succo oppure frullato (almeno nei primi 18 mesi di vita).

Accorgimenti

Ecco come somministrare in sicurezza altro cibo a rischio

Spicchi di mandarini. Non vanno mai affidati ai bimbi interi. È bene tagliarli in tre parti.

Carote. Evitare il taglio a rondelle, assai rischioso. Somministrarle in piccoli pezzi.

Mozzarella. Va tagliata a dadini.

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Prosciutto. Tagliato a quadratini e completamente sgrassato.

Frutta da masticare (pera, mela, pesca etc) va tagliata in pezzetti piccoli.

Occhio anche a pane particolarmente ricco di mollica, biscotti non solubili, merendine. Evitare che il bimbo li mangi troppo in fretta, riempiendo del tutto la bocca.

Educare alla masticazione

Occorre insegnare ai bimbi a masticare bene. La spiegazione va fatta in modo semplice:

“Guarda come mastica la mamma”. Un semplice invito a imitare i genitori (che sono modelli per eccellenza dei bimbi) può facilitare l’impresa. È ovvio che i bimbi ci metteranno un po’ per imparare, ma basta non desistere.

Chiedere, di tanto in tanto, al bimbo di aprire la bocca, durante il pasto, nel dubbio che questa sia ancora piena.

Evitare smorfie, cartoni, giochi, tablet durante il pasto. È abitudine comune, per rendere più allegro il momento della pappa, intrattenere i piccoli. Secondo la Società di pediatria è un’abitudine sbagliata. Il bimbo quando mangia non va distratto. La sua capacità di sincronizzare, ad esempio, la masticazione con una risata non è ancora completa.

No ad allarmismi

Prevenzione, raccomando i pediatri, non deve significare eccessivo allarmismo. I genitori devono essere sì prudenti, ma non avere paura di tutto, in particolare di far svolgere, al proprio piccolo, le naturali tappe progressive dell’alimentazione. Un bimbo che vedrà un genitore terrorizzato al momento della pappa, si terrorizzerà a sua volta. Di seguito un breve video che mostra le manovre di disostruzione.

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