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Aiuto, mio figlio ha i vermi nelle feci

Cosa sono gli ossiuri? Che sintomi danno e come curarli?

È una delle occorrenze più temute da mamme e papà. La cosiddetta pupù con i vermi, molto più frequente e meno severa di quanto non si immagini, è causata da dei parassiti, il cui nome scientifico è enterobius vermicularis. Il nome medico di questi microorganismi è ossiuri ed effettivamente nello status parassitario e nella forma sono paragonabili a dei vermi. Sono bianchi, di forma cilindrica allungata e hanno una dimensione che va dai 4 ai 13 mm (gli esemplari più lunghi sono le femmine). Errato pensare che gli ossiuri siano visibili ad occhio nudo. Non sempre, eccezion fatta per gli esemplari più grandi, che si presenteranno come degli organismi biancastri, allungati e filamentosi. Generalmente i pediatri arrivano alla diagnosi dalla sintomatologia, dall’ispezione dell’ano, dallo scotch test o dal test sulle feci, questi ultimi da eseguire nei laboratori di analisi. I più colpiti sono i bambini, ma gli adulti non sono indenni.

Il contagio di ossiuri

Il contagio avviene con l’ingestione delle uova di questi parassiti, per mezzo delle mani che hanno toccato, in precedenza, oggetti contaminati.
Il più classico sintomo dell’infestazione da ossiuri è il prurito anale e perianale.
Per una diagnosi accurata di ossiuriasi sono fondamentali l’osservazione delle feci e della zona anale, e l’esecuzione di un scotch test.
La terapia odierna è di tipo farmacologico e consiste nella somministrazione orale di farmaci, quali il mebendazolo, l’albendazolo e il pirantel pamoato.

Cosa sono gli ossiuri?

Gli ossiuri sono elminti Nematodi, conosciuti in ambito scientifico con la dicitura di Enterobius vermicularis.

Questi piccoli vermi cilindrici causano un’elmintiasi (ossia una parassitosi da elminti) nota come ossiuriasi o enterobiasi.
Gli ossiuri sono un classico esempio di vermi intestinali, ossia di parassiti vermiformi che infestano l’intestino e causano disturbi, molto spesso, di tipo temporaneo seppur assai fastidioso.

Gli ossiuri, i vermi dei bambini

Data la loro spiccata tendenza a colpire i bambini, gli ossiuri sono conosciuti anche come “vermi dei bambini”.

Nella maggior parte dei casi, l’essere umano contrae l’infestazione da ossiuri per ingestione di uova embrionate, le quali possono giungere alla bocca attraverso il cibo o le mani che, in precedenza, sono entrate in contatto con le mani di persone contaminate, con oggetti contaminati, lenzuola contaminate e così via.
A tal proposito, studi scientifici hanno dimostrato che, sulle mani dell’essere umano, le uova degli ossiuri possono sopravvivere per diverse ore, mentre sugli oggetti contaminati, se l’ambiente è ottimale, possono sopravvivere anche per 3 settimane.
Oltre all’ingestione di uova embrionate, un’altra possibile e non trascurabile modalità di trasmissione degli ossiuri è l’inalazione delle uova embrionate.

Per la sopravvivenza delle uova degli ossiuri sugli oggetti ecc., l’ambiente umido rappresenta la condizione ottimale.
L’eccessivo caldo e il freddo, invece, sono poco tollerati: nel primo caso, la sopravvivenza massima è di un paio di giorni, mentre, nel secondo caso, supera di poco le 18 ore.

Ciclo vitale degli ossiuri

Il ciclo vitale degli ossiuri comincia con l’evento di ingestione delle loro uova, da parte del futuro organismo ospite.
Dopo la loro ingestione, le uova cominciano a percorrere l’apparato digerente fino a raggiungere l’intestino tenue, dove si schiudono dando vita alle larve. Nell’intestino tenue e nelle zone contigue, le larve degli ossiuri trovano il nutrimento che serve loro per  svilupparsi, accrescersi e inoltrarsi fino all’intestino crasso(cieco, appendice e colon); qui, divengono definitivamente vermi adulti.
Gli ossiuri femmine sopravvivono nel colon e nelle sedi vicine dalle 5 alle 13 settimane; gli ossiuri maschi, invece, per circa 7 settimane.
Nel periodo di permanenza nell’intestino crasso, i maschi fecondano le femmine, allo scopo di produrre una nuova progenie (cioè nuove uova).
Dopo la fecondazione, gli esemplari maschi vanno rapidamente incontro a lisi (per opera di alcuni enzimi intestinali) o sono eliminati con le feci; gli esemplari femmine, invece, aderiscono alla mucosa intestinale e si accaparrano parte del cibo che raggiunge l’intestino crasso (è il cibo ingerito dall’organismo ospite), al fine di nutrire e far maturare le uova generate mediante la fecondazione.
Si pensi che una femmina di ossiuro può contenere dalle 11.000 alle 16.000 uova.
Una volta concluso il processo di maturazione delle uova, gli ossiuri femmine disaderiscono (cioè si staccano) dalla parete intestinale e si muovono in direzione dell’apertura anale, per la deposizione delle suddette uova nelle pliche cutanee presenti all’infuori dell’ano; dopo la deposizione, le femmine muoiono in meno di mezz’ora e le uova impiegano dalle 4 alle 6 ore, per diventare infettive-infestanti (N.B: in condizioni ottimali).

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Cosa favorisce l’intestazione da ossiuri?

 

L’età pediatrica

Il sovraffollamento e gli ambienti chiusi

Prendersi cura di un individuo infestato da ossiuri

Le scarse abitudini igienico-sanitarie

I bambini sono particolarmente suscettibili alle infestazioni da ossiuri, a causa dell’immaturità dei sistemi di difesa immunitaria e a causa di una loro spiccata tendenza a trascurare le buone abitudini igienico-sanitarie (es: tendono a mettere le mani in bocca senza averle prima lavate, giocano spesso per terra e con la terra ecc).

Sintomi e complicanze

Tranne per un terzo di loro che è totalmente asintomatico, le infestazioni da ossiuri sono responsabili di sintomi e segni caratteristici, quali:

Frequente e marcato prurito anale e perianale, soprattutto alla notte

Sonno notturno inquieto e insonnia, dovuti al sopraccitato prurito

Dolore in sede anale e perianale

Eruzione cutanea e altri tipi di irritazione in sede anale e perianale

Presenza di ossiuri adulti o uova di ossiuri nelle pliche anali

Presenza di ossiuri adulti nelle feci

Da cosa dipende il prurito anale e perianale e perché è più marcato di notte?

Quando è in corso un’infestazione da ossiuri, il prurito anale e perianale è dovuto allo spostamento degli esemplari femmine all’interno dell’intestino, in direzione della zona rettale e dell’ano; tale spostamento è compiuto con lo scopo di deporre le uova a livello delle pliche anali.
Gli ossiuri femmine si rendono protagoniste di questo spostamento soprattutto nel corso della notte e ciò spiega per quale motivo le persone infestate manifestino il prurito anale e perianale prevalentemente durante il sonno notturno.

Conseguenze del prurito anale e perianale

Il prurito anale e perianale dovuto agli ossiuri induce il paziente a grattarsi; l’atto di grattarsi con le mani ha due importanti conseguenze:

Comporta il trasferimento delle uova, presenti in sede anale e perianale, alle dita delle mani, per la precisione sotto le unghie. In questo modo, le mani diventano un efficace veicolo di trasmissione degli ossiuri ad altre persone.

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Produce delle lesioni cutanee, da cui possono originare infezioni batteriche secondarie, come per esempio dermatiti o follicoliti.

Sintomi meno comuni

In un numero contenuto di casi clinici e più spesso nei bambini che non negli adulti, le infestazioni da ossiuri possono essere causa di: perdita di appetito, calo del peso corporeo, irritabilità, instabilità emotiva ed enuresi (ossia involontaria emissione di urina).

Altre complicanze da infestazione ossiuri

Di norma, gli ossiuri non compiono grandi spostamenti e si mantengono prevalentemente tra l’intestino crasso, il retto e la zona anale.
Nelle donne, però, può capitare che, una volta fuoriusciti dall’ano per deporre le uova, si trasferiscano nei pressi della vulva e s’introducano nella vagina, invadendo l’uretra e, talvolta, perfino la cavità dell’utero, le tube di Falloppio, le ovaie e la cavità peritoneale in generale.
Quando tutto ciò avviene (è molto raro), gli ossiuri possono essere responsabili di vulvovaginite(infiammazione di vulva e vagina) e/o disturbi urinari simili a quelle delle infezioni urinarie.

Diagnosi infestazione da ossiuri

Oltre che sulla ricerca e sul riscontro visivo degli ossiuri nelle feci e nella zona perianale (quest’ultima è da effettuarsi preferibilmente nelle ore notturne o al risveglio), la diagnosi di infestazione da ossiuri si basa anche su un semplice esame, chiamato scotch test o tape test (in inglese).
Eseguito in parte a domicilio e in parte nel laboratorio analisi di un centro ospedaliero, lo scotch test prevede nell’ordine:

L’applicazione, per qualche secondo, di un breve segmento di nastro adesivo (2,5cm), nell’area anale del paziente. Il nastro adesivo serve per raccogliere le eventuali uova deposte dagli esemplari femmine del parassita.
Questo fondamentale passaggio procedurale deve avvenire al mattino, subito dopo il risveglio, prima di qualsiasi defecazione e di qualsiasi lavaggio, per il motivo che – come si è detto in precedenza, parlando delle cause del prurito – gli ossiuri femmine depongono le uova nelle pliche anali nel corso della notte. Il trasferimento di tale segmento su un vetrino da laboratorio e la successiva deposizione di tale vetrino in un sacchetto di plastica, fornito di chiusura sigillante. La consegna del sacchetto di plastica e del suo contenuto al laboratorio analisi, il cui personale si occuperà di valutare al microscopio il nastro adesivo e ricercare eventuali uova rimastevi adese.

Di norma, affinché lo scotch test possa considerarsi attendibile, la suddetta procedura dev’essere ripetuta per 3 volte, in 3 giorni separati.

Terapia ossiuri

Gli ossiuri sono particolarmente sensibili al trattamento con farmaci, quali per esempio il pirantel pamoato, il mebendazolo e l’albendazolo.
In genere, la terapia farmacologica andrebbe estesa a tutti i membri del nucleo familiare, a cui appartiene il paziente, in modo da essere certi di debellare in modo definitivo i parassiti in questione.
Inoltre, sarebbe opportuno provvedere alla sterilizzazione degli effetti personali, in particolare lenzuola, biancheria intima ecc.

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Pirantel pamoato

Il pirantel pamoato inibisce i recettori nicotici della placca neuromuscolaredi diversi vermi intestinali – tra cui gli ossiuri – con conseguente paralisi motoria irreversibile di quest’ultimi. Tutto ciò comporta il distacco dei parassiti bersaglio dalla parete intestinale e la loro espulsione attraverso le feci.
Possibili effetti indesiderati: anoressia, diarrea, vomito, crampi addominali, cefalea, vertigini e sonnolenza.

Mebendazolo

Il mebendazolo trova particolare indicazione nel trattamento delle infestazioni da ossiuri, sia in adulti che in soggetti di giovane età.
Brevemente, il suo meccanismo d’azione consiste nell’impedire l’utilizzo del glucosio – uno zucchero semplice – da parte dei sopraccitati vermi; senza poter attingere al glucosio, gli ossiuri mancano di una fonte energetica e nutritizia fondamentale, pertanto vanno lentamente incontro alla morte.
Possibili effetti indesiderati: mal di stomaco, eritema cutaneo, diarrea a flatulenza.

Albendazolo

Utile contro diversi Nematodi, l’albendazolo agisce contro gli ossiuri in modo simile al mebendazolo: anche lui, infatti, impedisce l’utilizzo del glucosio, la fonte principale di nutrimento.
Possibili effetti indesiderati: disturbi gastrointestinali, cefalea, leucopenia, trombocitopenia,  rash cutaneo e lieve stato febbrile.

Rimedi naturali contro gli ossiuri

Di seguito, si riportano, per completezza, alcuni rimedi a cui la tradizione popolare riconosce una certa utilità nella cura degli ossiuri, ricordando tuttavia che tali rimedi non possono e non devono assolutamente sostituirsi al consulto medico e ai farmaci sopraccitati.

Al mattino, a digiuno, è indicato un bicchiere di acqua con due spicchi d’aglio, precedentemente tritati finemente e fatti macerare in acqua calda. Altri alimenti utili e con funzione vermifuga come l’aglio sono: la cipolla, il finocchio, le fragole(specie se assunte al mattino), il limone e il succo di un ananasintero (quest’ultimo è da consumare nel giro di 24 ore, se il paziente è un adulto, e nel giro di 48 ore, se il paziente è un bambino). Può risultare utile ricorrere ad alcune piante ad azione vermifuga, come la corteccia di melograno, il seme santo, l’assenzio e il tanaceto. L’uso di tali piante è controindicato negli infanti e nelle donne in gravidanza, in quanto, per questi soggetti, sono tossiche;Fare uso di lassativi naturali, come per esempio le prugne o il rabarbaro, per facilitare l’eliminazione degli ossiuri attraverso le feci.Prevenzione

Per quanto concerne il tema “prevenzione degli ossiuri”, i medici raccomandano di:

Cambiare frequentemente e lavare ad alte temperature (60°C) la biancheria intima, le lenzuola, gli abiti e gli asciugamani utilizzati dal paziente

Evitare l’uso promiscuo dei suddetti effetti personali (es: asciugamani)

Lavare frequentemente le manie tenere le unghie corte e ben pulite. Tale raccomandazione si riferisce specificatamente al paziente, che, a causa del prurito anale, ha una spiccata tendenza a grattarsi

Provvedere, subito dopo il risveglio mattutino, a un’accurata igiene intima, per eliminare le uova che gli ossiuri femmine hanno deposto nelle pliche anali, nel corso della notte

Continuare con le suddette raccomandazioni anche durante il trattamento farmacologico degli ossiuri.

Qualsiasi terapia o rimedio andrà somministrato solo su indicazione del pediatra. Il presente articolo ha, infatti, un mero scopo informativo.

Fonti: Società italiana di Pediatria e My personal trainer.

 

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