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Ecco la mia favola, mandaci la tua. L’idea della giornalista Laura Avalle

La giornalista milanese ha inventato una storia per spiegare il Coronavirus alla sua bimba e lancia un progetto dedicato ai genitori

Caterina Bosio, la mia maestra delle elementari, diceva sempre: «Ai bambini si può spiegare ogni cosa, limportante è usare le parole giuste». Mi chiamo Laura Avalle, sono giornalista e soprattutto sono mamma di una bambina di tre anni. Lemergenza sanitaria che ci troviamo ad affrontare non è facile per nessuno, tanto meno per chi ha bambini piccoli, ma può diventare unopportunità per insegnare loro il rispetto del senso civico, il valore della responsabilità e della solidarietà. Come? Spiegando loro quello che sta succedendo con un linguaggio semplice e comprensibile, tipo quello delle fiabe. È nata da questi presupposti Storia del mostro dagli occhi rossiscritta per mia figlia e prodotta da Raflesia Group per Storylands, ascoltabile gratuitamente sulle piattaforme di Spotify (https://open.spotify.com/episode/2otBuFOVXbz8jnC7nLU5xh), Spreaker (https://www.spreaker.com/user/storylands), Podcast Addict (https://podplayer.net/?podId=2774885), Podchaser (https://www.podchaser.com//storia-del-mostro-dagli-occhi-1) e Deezer (https://www.deezer.com/show/1007122).

La mia bimba e la sua richiesta di sapere

  I primi giorni della quarantena Deva (la mia bimba) chiedeva in continuazione a me e al papà di uscire per  andare ai giardinetti. Ogni volta era una coltellata al cuore e, non sapendo cosa rispondere, cercavo di cambiare discorso. Il suo atteggiamento è cambiato quando le ho raccontato di questo virus piccolissimo tutto ricoperto di occhi rossi, che si mangia il respiro delle persone, attorno al quale ho costruito la fiaba, cercando di soddisfare la sua sete di conoscenza (i nostri cuccioli ci riempiono sempre di mille perché e per come). Ebbene, da quel giorno non ci ha più chiesto di uscire. Ha compreso la gravità della situazione, ma ha capito anche che questo mostro non è invincibile e che per combatterlo dobbiamo stare a casa. Che solo così possiamo salvare noi e le persone alle quali vogliamo bene. I nostri figli sono molto più responsabili e giudiziosi di quello che pensiamo! Sta a noi genitori educarli al rispetto delle regole.

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È necessaria la passeggiata con i bimbi?

  Per questo motivo, personalmente, non sono daccordo sulla nuova circolare del Viminale che consente la camminata con i propri figli nei pressi della propria abitazione. Non voglio fare nessuna polemica in un momento tanto delicato come questo, parlo per quella che è la mia esperienza di mamma di una bambina di tre anni: grande per passeggiate rigorosamente in passeggino e troppo piccola per passeggiate attorno al perimetro di casa di cui, lo dico senza mezzi termini, non gliene può fregare di meno. Chi ha figli lo sa: uscire per loro significa andare ai giardinetti, sulle giostre, a prendere un gelato, al parco, ma tutto questo adesso non è possibile. Loro vogliono giocare, correre, incontrare altri bambini, ma adesso non si può. La passeggiata nel raggio di 200 metri da casa ha senso per chi ha un cane, non per chi ha figli, soprattutto se piccoli. Parlo sempre per cognizione di causa, perché la nostra famiglia è composta anche di un cane che, come tutti i rappresentanti della specie, hanno dei bisogni fisiologici da espletare. C’è poi la questione che i bambini toccano tutto. Quindi, lungo il perimetro di casa (una gitadi cui a loro come già detto non frega nulla), toccheranno panchine, cestini dellimmondizia, pali in acciaioqualcuno proverà anche a buttarsi a terra. Sono bambini e non ci dobbiamo stupire se i bambini fanno queste cose. Qualora poi incontrassero altri bambini è normale che vorranno giocare con loro. E di nuovo si sentiranno dire che no, non è possibile nemmeno questo. Dal canto mio non me la sento di dare a Deva ulteriori frustrazioni: si tratta di aspettare ancora un paio di settimane o comunque il tempo necessario per superare lemergenza e vincere, tutti insieme, il mostro dagli occhi rossi. Ma dobbiamo essere uniti nella lotta. Se vogliamo far sgranchire le gambine dei nostri figli, facciamo ginnastica, mettiamo della musica e mettiamoci a correre con loro attorno al tavolo, ma restiamo a casa. Approfittiamo della quarantena per far volare la fantasia: quella niente e nessuno ce la potrà mai imprigionare.

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Mandateci le vostre favole

  Da qui lidea di unaltra iniziativa targata Morellini Editore, pubblicata sulla pagina Facebook della casa editrice. «La nostra amica Laura Avalle ha avuto una bella idea della quale volentieri ci facciamo portavoce, raccogliendo anche lo spunto della nostra Ughetta Lacatena col suo blog https://mammabietola.blog, con la quale, tra l’altro, stiamo portando avanti un bel progetto di fiabe create dai ragazzi della scuola media», spiega Mauro Morellini. «Molti di voi in questi giorni hanno cercato di spiegare ai bambini questi strani giorni, ostaggio del coronavirus. Molti lo hanno fatto attraverso una fiaba: se volete, potete far circolare le vostre fiabe attraverso questa pagina scriveteci a info@morellinieditore.it, lo diffonderemo in PDF (o, se in audio o video, in questi formati) attraverso questa pagina e magari ne nascerà un ebook».Insomma, come diceva Rita Levi Montalcini: Non temete i momenti difficili, il meglio viene da lì”.

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