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Coronavirus, come proteggere i nostri bambini

La Società italiana di Pediatria ha diramato una nota con tutti i consigli

Con l’arrivo in Italia del Coronavirus, sale la paura dei genitori. Come proteggere i nostri bimbi? È giusto mandarli a scuola? Possono continuare a svolgere le loro attività: palestra, corsi di lingue, musica, feste di compleanno.

Il noto infettivologo Tullio Prestileo invita alla prudenza: nessun allarmismo. Fidiamoci della comunità scientifica ed atteniamoci alle indicazioni dell’Oms. Chiudersi in casa, qualora non venga espressamente indicato da una precisa ordinanza, da parte di organi competenti, non serve e non va fatto.

Niente panico quindi, a meno che non si viva nei comuni dove è stato richiesto di limitare la vita sociale e dove i luoghi di aggregazione sono stati temporaneamente chiusi. Sul tema bimbi e Coronavirus si è espressa, con una nota, la SIP, Società italiana di pediatria. Poche regole possono tutelare i nostri bambini.

Regole di prevenzione per i bimbi

Anzitutto occorre proteggere i nostri bimbi dalle infezioni comuni, così da renderli più forti. Come fare: buona alimentazione, favorire un sonno sereno e continuativo, evitare luoghi affollati, umidi e/o con aria satura (fumo, idrocarburi).

  • Lavare spesso le manine dei piccoli. Non servono antibatterici. Basta il comune sapone
  • Utilizzare fazzolettini di carta in luogo di quelli di stoffa.
  • Invitare i bimbi a coprire bocca e naso prima di starnutire e/o tossire. Se lo fanno con il braccio ancor meglio. Il flugge (ossia le particelle che si sprigionano con tosse e starnuti) resteranno imprigionate nei maglioni.
  • Evitare luoghi affollati e chiusi. Assolutamente out le calche.
  • Invitare i bimbi a non mettere le manine nel naso, in bocca e a non strofinarsi gli occhi. Impresa non facile, specie nei più piccoli, ma che comunque può avere un margine di successo con il monitoraggio di chi li accudisce.
  • Se il tuo bambino non è in perfette condizioni di salute, se ha tosse persistente o presenta i primi sintomi influenzali non mandarlo a scuola e/o in ambienti aggregativi. È una piccola precauzione che, globalmente, può tornare molto utile.
  • Rivolgiti al pediatra per qualsiasi dubbio. No a diagnosi fai da te e corse al Pronto soccorso. Nelle ultime ore, infatti, i Pronto soccorso pediatrici italiani sono molto affollati, in molti casi di tratta di falsi allarme legati al Coronavirus. La corsa sconsiderata in ospedale può essere non solo controproducente, ma anche rischiosa e può intasare inutilmente i Ps.
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Non esistono evidenze circa la trasmissione materno fetale o tramite latte materno. Donne incinta o in allattamento devono vivere serenamente la loro condizione, affidarsi al medico curante o al ginecologo di fiducia per qualsiasi dubbio.

Il buon senso è la prima arma che protegge dalle infezioni. La prevenzione, come suggeriscono i pediatri, parte da noi. Se abbiamo il raffreddore, la tosse, la febbre, meglio rimanere a casa un paio di giorni, monitorare la situazione e porre in essere le misure precauzionali di cui sopra. Il Coronavirus è temibile, ma nella maggior parte dei casi è asintomatico e risponde bene alle cure (che però riguardano i sintomi e non la causa della malattia). Finora la fascia d’età meno colpita è proprio quella pediatrica. Non è una condizione che può diventare asserzione assoluta di sicurezza, ma lascia ben sperare.

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