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Bimbo di due anni muore. Il papà lo aveva dimenticato in auto

La tragedia é accaduta nel parcheggio della cittadella universitaria di Catania

Cinque interminabili ore dentro l’auto, seduto sul suo seggiolino, con una temperatura esterna che superava i 30 gradi. La tragedia è successa nel parcheggio della cittadella universitaria di Catania, la vittima è un bimbo di appena due anni. Il papà si sarebbe dimenticato di portarlo all’asilo. E quando la moglie, una cardiologa dell’ospedale Cannizzaro di Catania, intorno alle 13, lo ha chiamato, dopo essere andata al nido per prelevare il figlioletto, e non avendolo trovato, l’uomo si è precipitato trovando il piccolo esanime. Lo ha portato al Policlinico di Catania dove i medici ne hanno constatato la morte. Il padre, 43 anni, è un ingegnere ed un dipendente amministrativo dell’università catanese ed è indagato, come atto dovuto, per omicidio colposo. Sulla tragedia sono in corso indagini della polizia e il titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Andrea Norzi. “È un uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto”, ha riferito un investigatore. In Italia non è ancora scattato l’obbligo di dotarsi di dispositivi antiabbandono sui seggiolini, già entrato in vigore nel 2018. Scatterà a novembre 2019. Un ritardo dovuto alle decisioni sulle caratteristiche tecniche, rimandate a un ulteriore decreto attuativo. A giugno questo ritardo era stato segnalato dall’Asaps, l’associazione sostenitori Polstrada. Il bilancio dello Stato prevede uno stanziamento di un milione di euro per il 2019 e un altro milione nel 2020.

Nel 2018 in Italia sono morti tre bimbi dimenticati in auto

Nel 2018, in Italia, sono stati tre i casi di bimbi morti per una fatale disattenzione da parte di uno dei genitori. Le dinamiche sembrano somigliarsi tutte. Genitori che compiono azioni veloci, quali quelle di installare il piccolo nel seggiolino, quindi di fretta verso gli obiettivi quotidiani: l’asilo e l’ufficio. Purtroppo, nella frenesia della routine quotidiana, capita che uno dei “passaggi” salti e che il piccolo rimanga malauguratamente in auto. Si tratta di casi limite che, fortunatamente, solo in bassissima percentuale sortiscono in tragedia. Per evitare il ripetersi di queste infauste occorrenze, dovrebbe diventare esecutiva la legge sull’obbligo di allarme nei seggiolini auto. Il testo, che è stato approvato al Senato nel settembre 2018, doveva diventare esecutivo già da tempo. Un rallentamento nelle consultazioni popolari, che hanno posto in essere decine di osservazioni sulle caratteristiche dei dispositivi e sulle agevolazioni per acquistarli, fanno pensare a uno slittamento all’autunno prossimo. Sono comunque disponibili dei dispositivi ad allarme acustico, che lanciano un alert nel momento in cui viene spento il motore dell’automobile, segnale che si ripete appena vengono chiusi gli sportelli. La domanda più frequente è perché un genitore dimentica il proprio figlio in auto?

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È l’ennesimo caso che si verifica

I pediatri dell’associazione nazionale avvertono: basta poco perché tragedie del genere non si verifichino più. Esistono dei piccoli, ma preziosi accorgimenti che possono salvare la vita dei nostri piccoli.

 

Puntualizzano inoltre che nel 99% dei casi i genitori non hanno alcuna colpa volontaria

Generalmente la trascuratezza dei genitori non è alla base di incidenti tanto gravi. Si verificherebbe il cosiddetto surmenage ossia un sovraccarico mentale da parte del genitore alla guida. Vi è mai successo di parcheggiare l’auto e di cercarla in tutt’altra strada? Il meccanismo mentale è più o meno lo stesso. Il cervello umano, se stanco, provato psicologicamente o semplicemente a corto di ore di sonno, rischia una sorta di default che causa dei vuoti. Un genitore può quindi dimenticare di aver “installato” il bimbo nel seggiolino. Il fatale errore può capitare a chiunque, perfino al genitore più meticoloso.

 

Ecco i suggerimenti dei pediatri

1)Mettere al fianco del seggiolino la borsa ed il telefonino. Paradossalmente sono oggetti quasi impossibili da scordare. Una donna non chiude mai l’autovettura se prima non ha recuperato la borsa e il telefonino

2) Quando il bimbo non è in auto, mettere al suo posto, sul seggiolino, un peluche. Al momento in cui si posizionerà il bimbo sul seggiolino sarà opportuno spostare il peluche nel sedile anteriore. Questo sarà un efficace promemoria.

3) Puntare lo specchietto retrovisore in modo da poter vedere il bimbo costantemente.

4) Chiedere a nonni o a insegnanti di inviarci un messaggino, che serva da alert.  Non si sa mai!

Esiste un dispositivo, acquistabile solo online, brevettato da due papà italiani. È collegato al seggiolino. Appena si sfila la chiave dal quadro, inizia ad emettere un sibilo. Il suono è generato dal peso del piccolo sul seggiolino. Solo quando il bimbo viene prelevato, l’allarme smetterà di suonare.

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I pediatri avvertono: attenzione a lasciare incustodita l’auto nel giardino di casa. I bimbi possono, inavvertitamente, salire e restare chiusi dentro.

In auto le temperature sono più alte di circa 10 gradi rispetto a quelle esterne. La temperatura dei bimbi fino a tre anni tende a salire in maniera molto più veloce che negli adulti. Si crea una sorta di pericolosissimo effetto serra con le conseguenze che possiamo immaginare. Meglio prevenire. Piccole attenzioni possono salvare i nostri piccoli.

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