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Aria aperta anche in inverno e dieta mediterranea per prevenire i malanni nei più piccoli

Intervistiamo la dottoressa Annalisa Ferlisi, pediatra e pneumologa

Tosse, naso chiuso, febbre e problemi intestinali. In queste settimane ne soffrono molti bimbi. Colpa dei virus parainfluenzali.

Per capire meglio le dinamiche influenzali e come aiutare i nostri piccini ad affrontarli, abbiamo intervistato la dottoressa Annalisa Ferlisi, pediatra, pneumologa e dirigente medico all’ospedale Di Cristina- dei Bambini di Palermo.

La dottoressa Annalisa Ferlisi, pediatra e pneumologa

Dottoressa Ferlisi, perché tanti sintomi influenzali nei bimbi già a novembre?

 Diciamo che la pandemia, se da un lato ci ha vessati, dall’altro ci ha protetto da molte altre infezioni virali per via del distanziamento e dell’uso di mascherina. Di contro il sistema immunitario dei bambini, che è di suo immaturo, non ha avuto grandi contatti con virus e germi, cosa che invece sta capitando in questo periodo. Le restrizioni sono state allentante, si usa meno la mascherina e non vi sono grosse indicazioni di distanziamento.
I virus  influenzale cominciano a circolare nella stagione autunnale/invernale, ciò che cambia è che i bambini li stanno affrontando con una immunità minore. Per questo i sintomi sono maggiori e precoci.

 

Come prevenire i malanni?

Buona alimentazione e aria aperta sono due parole d’ordine. I bimbi all’aria aperta, anche di inverno, ne è prova il fatto che nei paesi nordici i bimbi escono tutti i giorni, ben coperti, facendo anche attività didattica all’aria aperta. Evitare le correnti d’aria, ma non temere di stare fuori.
L’ambiente chiuso, paradossalmente a quanto si pensa, soprattutto se con riscaldamento acceso e senza adeguata umidificazione, favorisce la proliferazione di virus e microorganismi. Occhio al fumo  dei genitori, che danneggia le ciglia che sono delle “piccole spazzole” che rivestono le vie respiratorie e che hanno la funzione di allontanare le sostanze nocive.
Occhio all’alimentazione: dieta mediterranea che continente frutta e verdura, ricche di vitamine e oligoelementi in grandi quantità. Nei lattanti fondamentale é il latte materno, ricco di anticorpi e sostanze che combattono i virus.

 

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Le terapie immunostimolantI aiutano?

Anzitutto il loro utilizzo va sempre valutato con il pediatra di libera scelta, no al fai da te. Alcune categorie di immunostimolanti possono ridurre la gravità e la lunghezza degli episodi infettivi, ma non possono evitarli. Non funzionano in tutti i bambini , ma non hanno grandi effetti collaterali. Quindi va bene utilizzarli, ma senza affidare ad essi aspettative eccessive. Si all’uso di probiotici, i fermenti lattici, che regolando la flora intestinale del bambino, garantendo un benessere generale, che da lí parte.

Sport in inverno, fa bene?

Assolutamente sí. Lo sport fortifica i nostri piccoli. Si devono prediligere gli sport all’aria aperta ed anche il nuoto, che si può fare anche di inverno. A tal proposito é da sfatare il mito che gli asmatici non debbano fare nuoto. Occhio a igiene e distanziamento negli ambienti comuni, quali gli spogliatoi o le sale d’attesa.

Vaccino antinfluenzale per i piccoli?

Sí al vaccino antinfluenzale, che protegge i piccoli ed anche coloro i quali non si possono vaccinare. Il vaccino è ben tollerato e gli effetti collaterali più frequenti sono lievi, generalmente si tratta di febbricola e malessere generale. Come ogni sostanza esterna può avere reazioni allergiche, ma si tratta di eventi assai rari. È questo il momento di vaccinare i nostri piccoli e per farl basterà consultare il pediatra di libera scelta, che saprà dare tutte le indicazioni del caso.

 

Consigli ai genitori in vista dell’inverno?

Il primo consiglio è di affrontare la stagione fredda ed eventuali malanni con serenità. I piccoli devono sviluppare il loro sistema immunitario, quindi è normale che incontrino i virus ed è auspicabile che mantengano attivo il loro sistema immunitario. Per dirla in breve: non possiamo tenere i piccoli sotto una campana di vetro, sarebbe loro nocivo e da un punto di vista organico, che mentale. Ovviamente seguiamo i consigli di cui sopra e se abbiamo un neonato, proteggiamolo dal rischio di virus respiratorio sinciziale. In un lattantino basta il contatto con un comune rhinovirus perché si verifichi una complicazione respiratoria. Quindi in presenza di bimbi piccini o immunocompromessi occhio all’igiene frequente delle mani e all’uso individuale di stoviglie ed asciugamani. Prese le giuste precauzioni, il genitore non deve vivere nel terrore del malanno, ma deve essere certo che  i bimbi sono più forti di quanto noi possiamo immaginare e che riescono a fronteggiare stimoli antigenici multipli in maniera maggiore rispetto agli adulti.

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