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Antonella Arancio torna con “Quel vuoto immenso” e sogna Sanremo

La cantante catanese, che spopolò negli anni '90 propone il suo nuovo inedito dalle sonorità celtiche

Ricordate quella bella ragazza dalla chioma rossa, dalla voce intensa, dall’intonazione perfetta e con la modulazione di chi sa lavorare a perfezione con il mezzo vocale? Ancora qualche indizio: catanese, salita sulla ribalta nazionale con un brano, I ricordi del cuore (Sanremo 1994), che ancora spopola tra cover e karaoke.

Antonella Arancio voce calda del sud

È lei, Antonella Arancio, siciliana di Catania. Antonella che ha conservato la bellezza sia fisica che vocale di venti anni fa.

Torna a mettersi in gioco con un nuovo singolo. Un territorio musicale nuovo, quello celtico, dettato dal suo amore vuoi per le sonorità nordiche vuoi per un’artista irlandese, la fascinosa Loreena McKennett, con cui Antonella sogna di duettare.

Tanti anni lontana dalle grandi ribalte, ma non dall’amore per la musica?

Assolutamente. La musica è la mia vita. In questi anni ho continuato la mia attività. Io nasco cantante e musicista. Mi piace però raccontarvi anche di un’altra mia grande passione: il benessere. Mens sana in corpore sano dicevano i latini. Sarà anche per questo che, in questi anni, ho gestito una serie di palestre. Amo il fitness come stile di vita, come viatico per stare bene con me stessa. Sulla stessa lunghezza d’onda adoro la campagna, le piante, gli animali.

Antonella è una donna molto empatica. Luminosa, con un timbro di voce adamantino. È al settimo cielo per la nuova avventura musicale?

Antonella parlaci del nuovo singolo “quel vuoto immenso”?

Arriva dopo anni di silenzio in termini di inediti. Mi ripropongo con un brano sicuramente non facile. Le sonorità celtiche non sono la moda del momento, ma hanno suggestioni che toccano le corde dell’anima. Sono fiduciosa. Il brano, composto interamente da me, arrangiato da Cosmo Masiello e prodotto dalla Iced Not Music di Alessandro Gigli è già scaricabile sulla piattaforma ITunes. Confido che al pubblico dei miei fedelissimi, possano aggiungersi nuovi affezionati. È un bel progetto, un lavoro maturo. Ci credo molto.

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Parliamo di Sanremo. Ne hai fatti due, nel 1994 tra i Giovani e nel 1995 tra i big. Entrambi ti diedero grandi soddisfazioni

Nel 1994 esordivo con i “Ricordi del cuore”. Facevo parte della premiata scuderia Migliacci. Andò bene già al primo ascolto. Mi piazzai seconda dietro Bocelli, pensate un po’. L’anno successivo mi presentai con un brano più intimo e impegnato, Più di così. Fu l’anno della vittoria di Giorgia con Come saprei. Anche in quella circostanza ebbi un ottimo riscontro di pubblico e vendite. Ripensando a quei Festival mi viene la malinconia: grandi voci, grandi brani, la solennità che si addice a un evento del genere. Spero di cuore di tornare a calcare quel palco. Vi confesso che sto già pensando alle selezioni. Lo faccio da anni e non ho intenzione di arrendermi.

Il tuo mentore è stato il grande Pippo Baudo. Raccontaci di lui

Baudo mi scoprì per caso. Mi esibivo in una manifestazione di piazza in Sicilia. Non avevo idea che dietro le quinte vi fosse anche lui.

“Quella lì la voglio a Sanremo”. Disse agli organizzatorio. Iniziò tutto da lì. Pippo è un grande talent scout. Uno stakanovista. Amante del lavoro. Acuto e ironico come pochi. Abbiamo lavorato insieme nel fortunato programma Novecento. Seguiva tutto, dall’inizio alla fine. Mi suggeriva perfino gli abiti da indossare o la maniera di acconciare i capelli. Penso che Pippo dovrebbe tornare a condurre il Festival. Ha tutte le carte per farlo.

Ti è mancata la grande notorietà?

Inutile negare che, quando il grande successo è venuto meno, ho provato rabbia. Mi è mancato fare dischi, fare grandi live. Le dinamiche della fama sono imponderabili. Ci vuole anche un pizzico di fortuna. Non mi sono mai buttata giù. Ho coltivato l’amore per la musica, per la natura, per il benessere e per il bello in generale. Ho anche una figlia, oggi quattordicenne, con uno spiccato senso musicale, tradotto nell’amore per la danza. Mi sento fortunata.

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Sogno nel cassetto?

Intanto ricominciamo da questo inedito. Il resto si vedrà.

Grazie Antonella e ad maiora!

 

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