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Se la fotografia diventasse materia obbligatoria a scuola?

Insieme a italiano, matematica, storia e geografia ci vedrei anche la fotografia. Vi spiego perché

Se potessi, renderei lo studio della Storia della Fotografia materia obbligatoria a partire già dalle elementari. L’italiano e la matematica pongono le basi necessarie per scrivere e leggere il mondo; la storia, la geografia e le scienze per comprenderlo. Tuttavia, io credo che la storia della fotografia sia una materia ugualmente indispensabile in quanto sintesi perfetta tra scienza, arte e realtà che permette non solo di porre le basi di un’osservazione attenta di ciò che ci circonda, ma anche di analizzarlo con senso critico e da un punto di vista soggettivo.

La relazione con il mondo reale e con quello virtuale

Tutti noi, grandi e piccini, quotidianamente ci relazioniamo sia con il mondo reale che con quello virtuale; abbiamo in mano uno strumento, che sia uno smartphone o un tablet, tanto potente nella sua semplicità e se desideriamo che i nostri figli, dapprima piccoli, ma presto ragazzi sempre più indipendenti, si approccino al mondo “social” con spirito critico, personale, attento, lontani dall’omologazione di selfie tutti uguali o di affermazioni e commenti illeggibili dettati dalla forza del “branco da tastiera”, ecco che allora, secondo me, lo studio della fotografia diventa fondamentale.

Fermare l’attimo che fugge

Il desiderio di fermare il momento, l’attesa, l’osservazione, la concentrazione, la definizione fotografica, l’emozione che trasmette un ricordo fotografico, sono tutti elementi che andrebbero trasformati in valori necessari del nostro vivere quotidiano.
Perché, quindi, non avvicinarsi alla fotografia sin da piccoli? Perché non insegnare ai nostri figli che un “Click” non è solo quel gesto compulsivo e, a volte, ossessivo di ritrarre ogni singolo momento della nostra giornata per poi condividerlo e, quindi, svilirlo?

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Come avvicinare i bimbi alla fotografia

A volte basta poco, non è necessario correre a comprare ai nostri figli una Reflex o iniziare dai primi esperimenti di Niépce e Daguerre; basta sfogliare insieme un buon libro di fotografia, non necessariamente per ragazzi, e fermarsi ad osservare e ascoltare ciò che racconta una bella fotografia.

Tre libri di fotografia

A tal proposito, mi permetto di consigliarvi tre bei libri.

“Images à la Sauvette” (nella traduzione inglese “The Decisive Moment”) di Henri Cartier-Bresson (ed. Steidl) è un libro importante in ogni senso. Dalle dimensioni al prezzo, dalla qualità delle immagini alla qualità dei contenuti. E’ un libro di fotografia che non ti stanchi mai di sfogliare, a partire dalla copertina realizzata da Henri Matisse. Le pagine dal grande formato e dall’alta definizione, inevitabilmente, calamitano l’attenzione; le foto raccontano non solo l’arte di uno dei più grandi fotografi del 900, ma anche l’importanza di catturare e fissare nello sguardo e nella mente quel “momento decisivo” che rende speciale la nostra quotidianità, altrimenti considerata sempre uguale. Il prezzo del libro è importante, lo so, ma se pensiamo a tutte le cose che compriamo allo stesso prezzo e che poi non utilizziamo, allora meglio optare per un investimento di qualità, che supera i limiti di tempo e di tendenza e che, soprattutto, regala un momento di sano arricchimento da condividere insieme ai nostri bambini. Un mio spassionato consiglio è quello di sfogliarlo lentamente e di osservare ogni scatto intensamente. Del resto, lo stesso Cartier-Bresson scriveva: “Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”.

“Lei. Vivian Maier” di Cinzia Ghigliano (ed. Orecchio Acerbo. Vincitore Premio Andersen 2016-Miglior libro fatto ad arte) è un intimo libro illustrato sulla misteriosa Vivian Maier, la tata che in giro per New York e Chicago, documentava con la sua inseparabile Rolleiflex la “vita” incontrata per le strade statunitensi, anche quella riflessa sulle vetrine, creando ritratti e autoritratti dal fascino magnetico. La gran quantità di rullini e negativi, scoperti per caso ad un’asta e ancora da sviluppare, hanno reso il personaggio di Vivian Maier ancora più affascinante: una donna semplice, comune, che ha prodotto una collezione fotografica importante e imponente, antesignana anche della moderna street photography. Le bellissime tavole realizzate da Cinzia Ghigliano raccontano di questa figura così misteriosa e accattivante da un punto di vista originale e intimo: quello della Rolleiflex di Vivian, sempre al collo, sempre appoggiata vicino al suo cuore, sempre pronta a testimoniare la magia della vita quotidiana. Mentre sfogli le pagine e le illustrazioni di questo libro, sembra quasi di vederla Vivian Maier mentre cammina silenziosa, seriosa e attenta in giro per le vie di New York o per i quartieri poveri di Chicago; sembra quasi di immaginarla mentre guarda la sua immagine riflessa all’improvviso davanti ad una vetrina; sembra quasi di sentire il “click” che ferma quel momento di vita.

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“Guarda! La fotografia spiegata ai ragazzi” di Joel Meyerowitz (ed. Contrasto. Vincitore Premio Andersen 2018-Miglior libro di divulgazione) è un libro d’ispirazione fotografica rivolta ai ragazzi, ma che bisognerebbe sfogliare insieme agli adulti. L’intento dello stesso autore è, infatti, quello di stimolare l’osservazione della realtà da un punto di vista diverso, prendendo spunto dagli scatti di grandi fotografi presenti nel libro. Ognuna di queste foto racconta qualcosa o qualcuno: volti, vita di strada, oggetti comuni, animali, luci, in pratica tutto ciò che ci circonda e che, spesso, neanche vediamo, ma che Meyerowitz ti sprona ad osservare e a fissare nella mente e in uno scatto, tramite quel “momento decisivo” di cui parlava Cartier-Bresson.
“Prova a giocare con la prospettiva. Guarda la vita da un nuovo punto di osservazione. Sdraiati per terra in un posto in cui normalmente staresti in piedi. Oppure resta immobile in un luogo dove di solito cammineresti in fretta per andare da qualche parte. Potresti notare e, forse, sentire qualcosa che altrimenti non proveresti”.
Questa è la magia di uno scatto; questo è il potere della fotografia; questo è ciò che dovremmo insegnare ai nostri figli: la capacità di fermarsi ad osservare la straordinarietà del quotidiano, diventarne consapevoli e meravigliarsene continuamente.

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