Un simbolo di memoria e di sentimento. Linearità delle forme e peso del ferro per esprimere dolcezza e insieme forza. Un’opera d’arte necessaria, che l’artista Roberto Fragale, che vive la creatività in maniera trasversale e assai riconoscibile, ha desiderato realizzare in ricordo dei “Bambini mai nati”. Ieri l’inaugurazione dell’opera, all’interno del cimitero di Santo Stefano Quisquina, un’installazione che avvalora ancora di più la potenza del simbolo d’arte. Non solo una creazione artistica, anche la sacralità del sepolcro, per ricordare chi non c’è più, ma resta anche se non vi sono spoglie materiali da onorare.

Una lastra di ferro zincato, dalla quale viene fuori la sagoma di una donna in gravidanza e ancora delle parole nascoste, leggibili solo quando vi sia proietta sopra la luce del sole, che illumina l’ombra sottostante. “Ai bimbi mai nati”. Un messaggio breve, che Roberto Fragale ha desiderato donare alle famiglie interrotte, a chi piange un bimbo mai conosciuto o andato via troppo presto. Un messaggio d’amore solidale, di ricordo perenne, di qualcosa che resta, nel luogo della pace. Un’opera contemporanea eppure antica: perché ha una maniera espressiva di oggi, ma racconta un sentimento ancestrale, che non teme il tempo. Il ricordo è poetico, perfino letterario: la sacralità dei sepolcri foscoliani, ancora più incisiva nel giorno della loro commemorazione.
Roberto Fragale parla con le sue opere. È un artista schivo, che non ama le catalogazioni o la promozione fine a se stessa. “Per me l’arte non è una disciplina olimpica, non è competizione. È passione, fuoco, libertà e testimonianza. Ogni opera, dice Fragale, nasce da una necessità interiore e trova il suo compimento quando riesce a parlare alle persone, a suscitare un’emozione, sperando di lasciare una traccia nel tempo”.
L’opera è dentro lo scrigno di memoria perenne, in un paesino ameno, sui monti Sicani, un luogo di boschi, d’alture, di pace, dove volle rifugiarsi in eremitaggio perfino santa Rosalia. Un posto d’armonia interiore, dove da ieri si potrà portare un fiore, esprimere un pensiero o solo restare in silenzio nel ricordo di chi non ha lasciato tracce sulla terra, ma le impresse nei cuori di chi è rimasto.
A inaugurare l’opera ieri c’era il sindaco di Santo Stefano Quisquina, Francesco Cacciatore, e l’arciprete don Giuseppe Alotto. Già ieri è partito il battage sui social, con tanti complimenti per l’artista Fragale e la richiesta che opere simili possano essere realizzati per altri comuni siciliani.