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Detenuta lancia dalle scale i due figlioletti. Una è morta, l’altro è grave

Cosa spinge una donna verso il più estremo tra i gesti? A quali segnali fare attenzione?

A Roma, carcere di Rebibbia, una detenuta tedesca lancia i due figlioletti dalla tromba della scala. La più piccola, appena sei mesi, è morta sul colpo. Il fratellino di due anni è in Rianimazione al Bambin Gesù di Roma in condizioni disperate. Dovrebbe essere sottoposto a un delicatissimo intervento neurochirurgico. La tragedia è successa ieri verso l’ora di pranzo. La tedesca trentunenne, in carcere per detenzione di stupefacenti, ha atteso che le altre detenute si mettessero in fila per il pranzo e ha lanciato la bimba più piccola dalla tromba delle scale del nido ed ha scaraventato il più grandicello giù per i gradini . Secondo la normativa le era concesso di tenere i bimbi con se all’interno del penitenziario. Alcune fonti riferiscono che la donna soffrisse da tempo di depressione, occorrenza che pare sia certificata in alcune relazioni, redatte dagli agenti di Polizia penitenziaria.

Cosa spinge una madre a un gesto tanto estremo? Come può una madre diventare assassina dei suoi stessi figli? La solitudine, la disperazione, l’abbandono, un senso di “nullità”.

Abbiamo chiesto un parere alla psicologa Valeria Augello.

 cosa spinge una madre a diventare un’assassina?

La disperazione. I pensieri negativi e disfunzionali prendono il controllo e ti orientano verso scelte drammatiche o d’impulso. La rabbia e il dolore, a volte, lasciano intravedere un’unica via d’uscita: tagliare il cordone con la vita.
Sicuramente non si e’ lucidi, l’orientamento cognitivo ed emotivo equilibrato non accompagna gesti simili. A volte, pero’ , e’ presente una freddezza d’animo che consente di agire dissociando l’apetto emotivo da quello cognitivo.

A quali segnali prestare attenzione?

I segnali sono legati all’umore (fortemente instabile), allo stress (non tollerato), alla rabbia (non contenuta), alla tendenza a compiere azioni impulsive o all’eccessivo ritiro collerico. Tutti indicatori di una personalita’ disequilibrata. Tanto piu’ sono presenti e forti questi segnali tanto prima bisogna intervenire.

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Un familiare cosa può fare?

Sempre segnalare ad uno specialista competente. Medico, psichiatra, psicologo. Attivarsi ed attivare senza paura di sbagliare. Le figure adeguate saranno in grado di valutare e gestire. Cio’ che agevola questi drammi e’ l’indifferenza. Segnalando non si sbaglia mai.

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