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AstraZeneca ritirato, i timori dei vaccinati e il parere dell’infettivologo Cascio

Nel pomeriggio la notizia del ritiro del siero e ora montano le domande e anche i timori

La bufera del ritiro del vaccino AstraZeneca arriva come un dardo scagliato contro le decine di migliaia di italiani che avevano prenotato la vaccinazione e contro gli altrettanti che vi si sono sottoposti. Da domani stop alla somministrazione e quindi alt alle migliaia e migliaia di rientranti nelle categorie del vaccino AstraZeneca: insegnanti, militari e settantenni senza particolari patologie.
Si attende il pronunciamento dell’Ema e intanto, in via precauzionale, l’Agenzia italiana del farmaco ha bloccato i vaccini AstraZeneca in tutta Italia. Quello su cui gli organi preposti stanno cercando di fare chiarezza è l’eventuale nesso causale tra la somministrazione del siero e cinque decessi, avvenuti in prossimità del vaccino e per eventi trombo-embolici.
L’AstraZeneca può causare coaguli di sangue tali da provocare trombosi gravi ed anche la morte? Questo il nodo da sciogliere. Intanto monta la confusione ed anche il panico. Disorientati coloro i quali si sono prenotati e quindi devono fare dietro front. Si attende anche di capire come e quando fare i richiami, sebbene i primi previsti dovrebbero iniziare non prima di maggio. Non mancano i timori tra i già vaccinati: “Cosa potrebbe accaderci? Rischiamo effetti avversi a lungo termine?”

Abbiamo chiesto un parere al professore Antonio Cascio, infettivologo, primario al Policlinico di Palermo e docente alla facoltà di Medicina dell’ateneo palermitano: “I timori sono legittimi, ma non precipitiamo nel panico. Chi ha fatto il vaccino non deve temere effetti a lungo termine. Se sta bene e se ha avuto quali eventi avversi quelli comuni, febbre, stanchezza, insonnia, dolori articolari, può dormire sonni sereni. Inutile farsi prendere da ansia retroattiva. L’augurio è che, fatti gli accertamenti, si possa ritornare con serenità a vaccinare. Ricordo che si tratta di un blocco precauzionale, atto a fare luce sull’eventuale correlazione tra eventi trombotici e la somministrazione del vaccino. Si auspica che entro due/tre giorni l’Ema si pronunci, così da avere risposte chiare e comprendere quali strade dovrà prendere la campagna vaccinale. Se gli accertamenti dovessero confermare un nesso causale tra trombosi, decessi e vaccini, si prenderanno i provvedimenti del caso, se così non fosse, si deve riprendere la campagna vaccinale, senza fobie ingiustificate e fidandosi dei pronunciamenti di organi che, stanno dimostrando, come è giusto,  massima attenzione per la salute pubblica.”

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Intanto é stata convocata una conferenza stampa dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza che ha dichiarato: “Certamente ai cittadini non si può chiedere di sottoporsi ad una vaccinazione in assenza di dati certi. Per questo la Sicilia chiede che si faccia presto chiarezza. La notizia di oggi crea un problema. Abbiamo comunicato a tutti i cittadini prenotati col vaccino AstraZeneca che questo vaccino sarà sospeso. La Sicilia chiede che si faccia chiarezza e presto anche alla luce di un lavoro importante già svolto, e avendo somministrato quasi 115mila vaccini con Astrazeneca, quasi 400mila dosi con Pfizer e circa 19mila dosi con Moderna. La campagna vaccinale, il vaccino, è il modo più sicuro per tornare prima possibile alla nostra normalità. Non dobbiamo avere paura del vaccino più di quanto faccia paura il virus”.

Il Governatore Nello Musumeci invoca che si sblocchi nell’immediato la campagna  vaccinale e su Fb dichiara:

“A questo punto, noi per primi, attendiamo risposte dalle autorità sanitarie europee e nazionali. Tutti i nostri hub vaccinali, approntati per garantire migliaia di somministrazioni giornaliere, sono pronti alla riconversione delle dosi #AstraZeneca bloccate, doverosamente, con altri vaccini. I siciliani hanno diritto a veder tutelata la loro #salute! Nessuna polemica, ma al Governo nazionale chiedo di aiutare chi è sul territorio a spiegare ai cittadini come comportarsi. Non si può mettere in discussione la campagna vaccinale. Tutti vogliamo tornare a vivere!”

 

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