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Vi racconto la mia esperienza in una cucina da chef

Vera Morreale è stata selezionata per le fasi finali di Osterchef. Si è sfidata con impegno e talento. Ecco il resoconto dell'avventura

E poi arriva quell’occasione che tanto avevi desiderato, quella di entrare nella cucina di un ristorante e giocare a fare lo #chef, magari anche solo per un giorno e cucinare come fai sempre a casa, con amore, con passione e con fantasia, ma assieme ad una brigata vera!

E così è stato!

Dopo aver superato la prima selezione, proponendo il mio piatto originale e pubblicando la foto sui social, in quella cucina ci sono entrata davvero… e ho cucinato!

Wow! Ho pensato, mi hanno presa!

Sono stata scelta per Osterchef, il food talent di Sanlorenzo Mercato! Io, insieme ad altri sette vincitori, cuochi amatoriali, pronti a sfidarci tra i fornelli della cucina dell’Osteria!

Ma ci pensate? Il mio piatto, la rivisitazione della Pasta c’anciova, che fino a quel momento era stato un’affare di famiglia, ora  usciva fuori dalla cucina di casa e si presentava in tutto il suo splendore sui tavoli di un ristorante! Una figata pazzesca! Non riuscivo ancora a crederci!

Fino a quando il telefono non ha squillato e dagli uffici del Sanlorenzo mi sono sentita dire che ero stata brava e che ce l’avevo fatta e che dovevamo incontrarci tutti quanti…

Tutti lì, accomunati dalla nostra passione per la cucina e col sorriso stampato sulla faccia. Neanche a farlo apposta, con Jo sembrava che ci conoscessimo da sempre! Incredibile… ci siamo prese subito e poi ci siamo ritrovate insieme in sfida!

Abbiamo cucinato insieme

proprio come avevamo immaginato fin dal primo incontro, fin dal primo sorriso… e quando per noi si sono aperte le porte della cucina dell’Osteria è stato davvero emozionante… adesso bisognava fare sul serio!

Lo chef Giuliano Blasi di fronte a noi pronto ad accoglierci, un’intera cucina a disposizione, i nostri ingredienti e il nostro entusiasmo… non mancava proprio niente!

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Ma prima di arrivare lì non vi racconto il mio tormento interiore…

Ricetta provata a casa ben cinque volte, assaggiata da tutti e apprezzata persino da mio marito che, dovete sapere, non ha mai mangiato un’acciuga in vita sua! In perfetta sintonia con quanto richiesto dalla sfida in Osteria:
Spaghetti con alici e capperi di Salina, stracciatella di bufala, crema di aglio nero e mollica di pane di Tumminia. Sostenibilità e innovazione nella tradizione!

E poi… SPAGHETTI VS FUSILLOTTI!

Perché mai avrei voluto trovarmi di fronte a questa scelta… e invece ho dovuto fare i conti con le dinamiche di un ristorante, con l’impiattamento  e con i tempi di un servizio per tante persone… circa 50!

E se da un lato non potevo sottovalutare i consigli dello chef nel cambiare formato di pasta perché sarei sembrata testarda e impulsiva… dall’altro non volevo abbandonare il mio primo amore, lo spaghetto che legava così bene, che raccontava di osteria e che annidato era proprio chic! E allora Ragione o Sentimento?


E se poi la giuria di esperti mi dovesse penalizzare per il cambio? O piuttosto per un primo piatto scotto e colloso? E se lo spaghetto non si annida? Ma mai e poi mai avrei pensato che a a tradirmi sarebbe stato proprio il fusillotto! Quello che alla fine avevo scelto e che non si è rivelato in tutto il suo splendore!

Sul piatto, bello, ma non al meglio come il suo antagonista e anche se tra le sue spirali è riuscito ad accogliere lo straordinario sapore dei delicati ingredienti combinati alla perfezione… non ha mantenuto la promessa di essere un perfetto sostituto!

Alla luce delle luminarie dell’Osteria, tra piatti vintage, maioliche e cementine, i commensali attendono i piatti della sfida… microfoni accesi e telecamere puntate… sponsor e sostenitori… viene presentata la giuria… tutto è pronto! Adesso è il mio momento… in cucina una gran frenesia!

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Non c’era niente che poteva presagire la SCONFITTA! Tutto il giorno in cucina a preparare la linea in assoluta tranquillità e professionalità, anche con una certa dimestichezza nel muovermi tra pentoloni e utensili formato Gulliver, una sfidante altrettanto carica e una brigata confortante!

E poi il tragico epilogo… il fusillotto è rimasto al dente… anzi forse un po’ troppo! E la giuria tecnica non glielo ha perdonato!

MORALE: Cu lassa a strata vecchia pi chidda nova, sapi chi lassa ma un sapi chi trova!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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