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Vaccini dai medici di famiglia e in farmacia, le certezze e i dubbi di chi dovrà somministrarli

Entro maggio in Sicilia partirà la campagna vaccinale dai medici di base e nelle farmacie. Abbiamo intervistato un medico di famiglia e una farmacista per capirne di più

Vaccinazioni anti Covid dai medici di famiglia e in farmacia. L’accordo tra Ministero della Salute, Conferenza Stato-Regioni, rappresentanti di categoria e sindacati è stato faticosamente raggiunto. Lo start in Sicilia è previsto già a inizio maggio. L’iter prevede l’arrivo delle dosi, verosimilmente di vaccino Moderna, già in tempi brevi. Ciascuno studio medico potrà somministrare venti dosi a settimana. Il calendario vaccinale rispetterà gli elenchi già formulati a inizio della campagna vaccinale, con precedenza agli over 80, a insegnanti e militari, a categorie estremamente vulnerabili. L’obiettivo, va da sé, è quello di velocizzare la campagna vaccinale, che ancora in Italia non ha preso il ritmo previsto. In Italia i vaccinati sfiorano i 10 milioni, in Inghilterra sono quasi tre volte di più. I vaccini da medici di famiglia e farmacisti aiuteranno realmente lo sprint?

Le perplessità oggi sono tante. A Palermo l’adesione dei sanitari c’è, ma con dei distinguo. Vi sono i medici che hanno dato disponibilità a vaccinare nel proprio studio e vi sono quelli che si sono invece resi disponibili a somministrare i sieri, ma in altre sedi individuate dagli organi competenti.

Le perplessità dei medici di famiglia

Abbiamo intervistato la dottoressa Giuseppa Di Gaetano, medico di famiglia nel capoluogo siciliano.

 

“Ahimè, seppure con dispiacere, mi sono resa disponibile a somministrare i vaccini anti Covid, ma non nel mio studio. Ritengo di non avere uno studio attrezzato per la somministrazione dei vaccini: occorre una stanza dedicata, quindi spazi ampi, tali da garantire il servizio tanto a chi dovrà vaccinarsi, quanto ovviamente ai miei regolari assistiti. Quando decidi di somministrare un vaccino in studio, devi tenere in conto varie cose: il fatto che il vaccinato deve per prassi permanere in studio per almeno un quarto d’ora, l’eventualità, seppure peregrina, di una qualsiasi reazione anche lieve, che comunque comporterebbe di fatto un blocco della regolare attività medica. É vero che, da tempo immemore, somministro in studio vaccini anti-influenzali, ma si tratta in quel caso di vaccini rodati, che sono diventati una prassi. In questo caso occorre prudenzialmente più attenzione. Ritengo che un medico, per scegliere di somministrare il vaccino anti Covid nel suo studio, debba avere maggiori certezze ed ovviamente debba essere debitamente attrezzato per affrontare eventuali situazioni non previste. Ho comunque dato disponibilità a somministrare i vaccini nei centri Asp preposti. Da medico devo rispondere presente all’appello di questa situazione d’urgenza, quindi mi sono resa disponibile anche nei giorni festivi e se fosse necessario anche negli over time, considerate che lavoro in studio anche fino alle 20.30. Ritengo che al fine di far decollare la campagna vaccinale, ben vengano le soluzioni a più ampia copertura di somministrazione dei sieri, occorre però considerare che gli studi debbano essere ampi e ben attrezzati, affinché la campagna vaccinale dal medico curante sia efficiente.”

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Sul fronte delle farmacie, una nota di Federfarma Palermo – Utifarma, riferisce: “Nell’ipotesi di adesione di tutte le 370 farmacie sul territorio e con una media minima di 10-15 vaccinazioni per ogni struttura, si riuscirebbe ad avere fino a 5.550 immunizzazioni al giorno in più nella città di Palermo e nella sua provincia, dice al nota.

In questo periodo la Regione dovrà recepire l’accordo e l’Asp dovrà predisporre la distribuzione dei vaccini.

“Le farmacie – continua – potranno operare al loro interno, nelle adiacenze o in gazebo allestiti all’esterno attraverso la concessione gratuita del suolo pubblico, e dovranno stabilire i percorsi e le modalità di accesso, i dispositivi di sicurezza, nonché utilizzare i canali informatici forniti dalla Regione al fine di comunicare i dati all’anagrafe vaccinale. Per venire incontro alla spesso evidenziata limitatezza degli spazi, è data ai farmacisti la possibilità di effettuare le vaccinazioni fuori dagli orari di apertura.

I farmacisti dovranno seguire un corso online di 8 ore erogato dall’Istituto superiore di sanità per l’abilitazione alla vaccinazione: l’Ordine provinciale ha già avviato la distribuzione delle credenziali di accesso.

A seguire, le prime cinque inoculazioni saranno assistite da un tutor (medico o infermiere) che al termine attesterà l’abilitazione. I farmacisti potranno vaccinare i pazienti indicati, per classi d’età, nel nuovo piano vaccinale redatto dal generale Francesco Paolo Figliuolo”.

La dottoressa Eugenia Viola, titolare di una farmacia a Palermo, conferma: “Abbiamo aderito. Saremo a disposizione per la somministrazione dei sieri. Attendiamo fiduciosi direttive, così da contribuire a un auspicabile sprint della campagna vaccinale.

 

 

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