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Un due tre…Primavera!

Come sopravvivere felici a gite scolastiche, gare e fattorie didattiche

Buone notizie: l’inverno sembra terminato! I miei outfits sempre più simili all’omino Michelin che alla “Milano FashionWeek” possono ritornare nei sacchi sottovuoto del cambio stagione, così come i cappelli improponibili con paraorecchi incorporati ancora più improponibili, che i miei figli sono costretti ad indossare; i lunghi pomeriggi reclusi in casa con i bambini a inventarsi più giochi in un’ora che in una puntata intera di “Giochi senza Frontiere”, sembrano un lontano ricordo; il calar della sera all’ora della merenda annunciato dagli ululati dei lupi, lascia il posto a quel limpido cielo azzurro segnato dal volo delle prime rondini che annunciano, invece, la primavera.

Tutto perfetto insomma, o quasi tutto, perché vorrei ricordarvi, cari colleghi genitori, che la primavera porta con sé anche degli appuntamenti, tanto attesi quanto, talvolta, “temuti” che mi preme sintetizzare in una rapida “Top Three”.

1.LE GARE SPORTIVE

Alzi la mano chi di voi ha trascorso gran parte dei pomeriggi invernali a fare da servizio taxi A/R ai propri figli per portarli a danza/scuola calcio/arti marziali/piscina/mini basket/mini volley/scherma/ballo da sala. Tutti ovviamente!
Poi, verso Marzo, arriva la chiamata alle armi: la convocazione alla gara, al torneo, al saggio di fine attività sportiva in cui, finalmente, le famiglie avranno l’occasione di appurare i progressi dei piccoli atleti. Il gruppo whatsapp della palestra improvvisamente impazzisce, non ci si scrive più per sapere semplicemente se l’allenamento è confermato, ma per avere ogni minimo dettaglio della nuance dell’ombretto glitterato per il trucco del saggio di danza o della sfumatura esatta di turchese per la cuffia della gara di nuoto.
Quando arriva la data X, la sveglia suona all’alba anche se la gara si svolgerà 12h dopo perché la preparazione dell’atleta/figlio e di tutto l’entourage/famiglia verrà vissuta con la stessa solennità della preparazione di un torero. Quindi ci si sposta in un’altra città, solitamente lontana 80km dalla propria, per ritrovarsi al palazzetto, una sorta di oasi nel deserto che, se tutto va bene, non ha segni di civiltà umana nel raggio di 10km. Ovviamente arrivi con largo anticipo, perché nel gruppo whatsapp è stata ripetutamente ricordata la PUNTUALITÀ, finché dopo 4/5h di estenuante e adrenalinica attesa, scandita dal rumore di crackers sbriciolati e dai saluti dello speaker di turno, si esibisce tuo figlio e tu maledici la batteria dello smartphone che non ha sopportato la lunga attesa.
Magicamente, però, ti rendi conto che la tua mente ha mantenuto quel 10% di lucidità per registrare, meglio di qualsiasi supporto audio/video, ogni minimo passo di danza, colpo di fioretto, bracciata di nuoto, tiro in porta, canestro, capriola e spaccata del tuo piccolo atleta. Quella mezzora di esibizione ti ripaga di ogni sacrificio e delle ore di attesa… certo, bisogna ancora aspettare il momento della premiazione ed è a quel punto che il tuo sguardo d’invidia va al genitore, più accorto di te, che sta montando i paletti della tenda!

2.LE GITE SCOLASTICHE

All’inizio dell’anno scolastico, solitamente, le insegnanti annunciano con entusiasmo che, tra le mille attività che svolgeranno con la classe, in primavera ci sarà l’uscita didattica. E tu, genitore, ti fai coinvolgere dallo stesso entusiasmo che comunicherai a tuo figlio, il quale, già a partorire da ottobre, ti chiederà: “Quando vado in gita?”
Si sa, il tempo purtroppo vola, e ti rendi conto che anche questa data X è ormai vicina sempre grazie al gruppo whatsapp della classe, che preannuncia l’evento con il messaggio della rappresentante, detta anche esattrice delle quote di partecipazione.
Pure in questo caso, la fase preparatoria all’evento, è scandita dalla “caccia al dettaglio”: ore esatte di viaggio e annesso bracciale antivomito; recapiti telefonici di ogni membro dell’equipaggio, dall’autista al marito della maestra, semmai la maestra non dovesse rispondere dopo 2 squilli; blitz a sorpresa nella rimessa dei pullman per testare la pressione delle gomme; pranzo domenicale “al sacco” benché il pranzo sia già compreso nella quota di partecipazione.
Così come per le gare sportive, anche la mattina della partenza la sveglia suona all’alba, dato che devi friggere la cotoletta da mettere nel panino, e tuo figlio, caso unico in tutto l’anno scolastico, in un nano secondo è già lavato/vestito/colazionato: non resta che mettergli il cappellino e il bracciale antivomito, spiegargli la disposizione esatta di ogni cosa contenuta nello zainetto, telefonare ai parenti stretti per salutarli e, stavolta con lo smartphone carico, iniziare a scattare le foto di rito che si concludono con quella del gruppo classe davanti al pullman.
Quando prendono posto sul pullman, quei sorrisi radiosi che sbucano da sotto i cappellini ti emozionano a tal punto da non renderti conto che stai facendo “ciao” con la mano anche quando il pullman è scomparso dall’orizzonte. E mentre tu trascorrerai tutto il giorno con il cellulare stretto in mano in attesa di aggiornamenti da parte della famigerata rappresentante, tuo figlio, invece, trascorrerà una delle giornate che più resteranno indelebili nella sua memoria.

3.LA FATTORIA DIDATTICA

Inevitabilmente il grigiore dell’inverno ti fa desiderare lunghe passeggiate sotto un cielo primaverile, pertanto, appurato che “ilMeteo.it” prevede una settimana di 15 barra 18 gradi costanti, ecco che stavolta ad animarsi è il gruppo whatsapp degli amici, finché il più audace propone: “Domenica scampagnata alla Fattoria Didattica”.
L’entusiasmo di trascorrere una giornata intera all’aria aperta stimola lo shopping compulsivo che rifà il look a ogni membro della famiglia: obbligatorio l’acquisto di giubbino 100g e set di paia di calzini “prendi 20 e paghi 18”; rispolveri, invece, sneakers e tute da scampagnata sempre uguali negli ultimi 10 anni di vita.
Guarda caso, anche questa data X è scandita dalla sveglia all’alba, perché anche questa volta devi percorrere almeno 80 km per giungere a destinazione: appuntamento con il resto del gruppo alla stazione di servizio e, dopo aver atteso il solito nucleo familiare ritardatario del gruppo e dopo aver fatto uno scambio rapido di figli perché la “grande” vuole andare con le amiche grandi e il “piccolo” con gli amici piccoli, la carovana parte canticchiando “Whisky il ragnetto” e suonando il clacson ogni mezzoretta per animare il tragitto.
Arrivati in fattoria non puoi non notare che, a differenza degli animali chiusi nei loro recinti, i bambini scorazzano felici e contenti, inseguiti, ogni tanto, da qualche genitore che mette e toglie la felpa o il cappellino. Partono i laboratori didattici della mungitura della mucca, della preparazione del pane nel forno a legna, della pigiatura dell’uva anche se un tantino fuori stagione; seguono momenti ludico-emozionali con gli animali, come, per esempio, dare il latte col biberon al capretto o fare un giro sul pony/cavallo; finalmente, in seguito a una mini sommossa capeggiata dal papà che ogni tanto suonava il clacson durante il viaggio, verso le 16 ci si mette a tavola per non alzarsi mai più. I bambini, ovviamente, non mangeranno quasi nulla di tutte quelle prelibatezze che li circondano e noi genitori li lasceremo liberi di vivere quella giornata all’aria aperta anche a digiuno, perché mentre loro si nutriranno di sole, natura e aria pura, noi non solo ci nutriremo di ogni sano prodotto artigianale, ma anche della sana piacevolezza di una chiacchierata tra amici.
Non mi resta che augurarvi “Buona Primavera” e, soprattutto, buona sveglia all’alba!

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