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Tutti pazzi per le serie tv, ecco la nostra classifica

Un piccolo vademecum alla ricerca delle serie più coinvolgenti

Trovatemi qualcuno che ami l’inverno e state pur certi che susciterà la mia più sincera curiosità. Insaccati in cappotti e/o giubbotti, che ti fanno andare in giro con la stessa agilità di un pinguino. Cappelli che non fanno rima con la messa in piega dei capelli. Sciarponi che puntualmente si impigliano nella portiera della macchina o nella serie infinta di ganci sparsi qua e là. Vestizione e svestizione che manco i migliori matador. Pioggia, vento, pioggia e vento, nebbia, neve, freddo glaciale fuori, caldo tropicale dentro. Apri l’ombrello, vola l’ombrello, chiudi l’ombrello, impreca contro l’ombrello. Occhiali che si appannano e craniate contro i pali che scansi a fatica. Mettici uno o più figli al seguito, anche loro accessoriati da capo e piedi, e capirete bene che, dal mio punto di vista, sono i tre mesi più lunghi dell’anno già in tempo di pace, figuriamoci in tempo di pandemia!
Ammetto però che c’è un aspetto che va salvato dell’inverno. Il connubio serale, ma anche notturno, tra figli che dormono e luci spente, divano, plaid, piedi sul pouf, telecomandi a portata di mano, serie tv.
Adesso più che mai. Privati della socialità, dei cinema, dei teatri, degli spettacoli, ci restano le serie tv che, negli ultimi anni, hanno raggiunto livelli davvero alti per contenuti, cast, fotografia, regia, sceneggiatura.
Poiché la scelta nel mondo digitale è infinita, di seguito, troverete i miei personali consigli, in ordine sparso e in tempi di Covid.

Dai caffè tra amiche alle super sovrane

“Big Little Lies”. Consigliato a chi ha nostalgia dei crocicchi con le amiche, dei caffè spettegolanti, ma anche dei caffè confortanti.
Il cast d’eccezione (Reese Witherspoon, Nicole Kidman, Zoe Kravitz, Laura Dern, Meryl Streep) ruota attorno alle mille sfaccettature della maternità, alle scelte, ai compromessi, alle mezze bugie e alle mezze verità che inevitabilmente verranno fuori nel momento meno adatto e con la violenza meno adatta.
Un’altalena di emozioni che vi porteranno ad empatizzare con uno o l’altro personaggio, perché in ognuna di quelle storie troverete sicuramente la vostra. Il brano iniziale, poi, lo canticchierete per giorni e giorni. (Regia di David E. Kelley, Sky Atlantic-2 stagioni)

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“Kidding-Il fantastico mondo di Mr. Pikles”. Consigliato a chi si rifugia in un mondo visionario per fuggire alle maschere della realtà. Ruota attorno al mondo di Mr. Pikles (un favoloso e insuperabile Jim Carrey), che cerca un equilibrio tra gli strascichi di una tragedia personale e la finzione di un ruolo da interpretare, quello del presentatore sempre sorridente e “felice” di uno show per bambini, idolatrato dal suo pubblico e braccato dalle dinamiche milionarie che ruotano attorno al suo successo.
Dissacrante, geniale, teatrale, performante, commovente, divertente, colpisce dritto alle emozioni come un pugno nello stomaco. (Ideato da Dave Holstein, Sky Atlantic- 2 stagioni)

“The Crown”. Consigliato a chi decide di stare tutta la notte seduto sul divano. Difficile staccarsi dalla curiosità morbosa che rappresenta la storia della Corona più tribolata, antica e contemporanea della storia. Difficile abituarsi al balzo di personalità (e di personaggio) della Regina Elisabetta, difficile non rimanere incantati dalla cura dei dettagli: la fotografia fedele alle luci naturali, scenografie stupende e accurate, costumi impeccabili, fedeltà del contesto storico, tutto rivolto a rendere spettacolare (nelle varie declinazioni del termine!) la saga di una famiglia che ancora oggi suscita un incessante interesse. Nel bene e nel male. (Ideato da Peter Morgan, Netflix – 4 stagioni)

Dal docufilm alla serie sulla ribellione buona

 

“Sanpa- Luci e tenebre di San Patrignano”. Consigliato a chi ama ascoltare e studiare le situazioni prima di parlare, semmai vorrà parlare. Nell’ultimo periodo si è tanto discusso del documentario sulla comunità di San Patrignano e della personalità ambigua e maestosa di Vincenzo Muccioli. Le testimonianze degli ospiti della comunità, dei loro familiari, i filmati del periodo, gli sguardi e le parole di Muccioli, ipnotizzano lo spettatore, in alti e bassi di empatia, compassione, dolore, rabbia. Un documentario che va visto perché fa parte della nostra storia, della nostra nazione, senza se e senza ma, in silenzio e con attenzione. Senza l’ansia di un giudizio. Soprattutto se non ci si é mai addentrati-direttamente o indirettamente- nella rete intricata del mondo della droga. (Ideato da Gianluca Neri, Netflix- 5 episodi)

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“Unorthodox”. Consigliato a chi crede nella forza delle persone che sembrano invisibili. Vi innamorerete della figura, del personaggio, dello sguardo e della personalità di Esther Shapiro (magicamente interpretata da Shira Haas). Un vero e proprio scricciolo che decide di ribellarsi ai dettami ultra-ortodossi della comunità di Williamsburgh (Brooklyn). Tratto dall’autobiografia di Deborah Feldman, verrete trasportati in una realtà parallela a quella di oggi in cui sentirete il desiderio di prendere Esther per mano e accompagnarla lì dove lei riuscirà comunque ad arrivare. L’episodio del matrimonio ultra-ortodosso è una perla unica, così come gli ultimi venti minuti della serie. (Regia di Maria Schrader, Netflix- 4 episodi)

 

Le serie più seguite e che vale la pena seguire

“The Handmaid’s Tale”. Consigliato a chi ama i contesti post-apocalittici. Tratto (abbastanza fedelmente) dal romanzo di Margaret Atwood, lo scenario è quello della società statunitense del futuro dopo che un virus (guarda caso!!) ha causato un drastico calo della fertilità. Ne consegue l’istituzione di un regime che, in nome di Dio, pone al comando l’uomo e sottomette la donna a ruolo di puro contenitore. E’ una serie cruenta (soprattutto nel ricordo della vita normale che fu), dolorosa, ma non fine a se stessa. Apre un lungo dibattito, ahimè sempre attuale, sulla condizione e la parità di genere, sull’incastro delle scelte tra tra politica e religione. E il colore predominante del rosso ricorderà sì il colore del sangue, ma anche della passione che sprona alla rivolta di un sistema. (Ideato da Bruce Miller, Tim Vision e Amazon Prime- 3 stagioni)

“The Undoing- Le verità non dette”. Consigliato a chi vuole litigare con il marito o con il compagno! Nicole Kidman e Hugh Grant mettono in scena due personaggi con tutta la loro imponenza hollywoodiana. Dalla prima all’ultima puntata sarà un continuo “ho capito chi è l’assassino!” ma sarà anche un continuo “caro, dove sei stato tot giorno in x orario!”. La famiglia perfetta, dalla casa newyorkese perfetta, dai lavori perfetti, il figlio educatissimo e un nonno pieno di soldi, tutto verrà stravolto da un omicidio che scardinerà ogni perfezione. Tranne la bellezza perfetta di Nicole Kidman dalla chioma riccia perfetta. Ma questo è un altro discorso! (Regia di Susanne Bier, Sky Atlantic- 6 puntate)

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“La casa di carta”. Consigliato a chi ama vedere le serie cult del proprio tempo. Va vista e basta, un pò come X-Files o Beverly Hills 90210. Viaggerai nel limbo delle preferenze: è più affascinate il Professore o Berlino, Nairobi o Tokyo? Mette in scena il sogno che tutti noi abbiamo fatto almeno una volta nella vita, ovvero quello di fare il colpo perfetto, rapinare una banca o la zecca di stato, poco importa. Non è una serie “bella”, ma ti arruola in momenti belli. Uno fra tutti, quando viene intonata Bella Ciao. Insomma, è – o è stata- la serie del momento, catartica quanto basta in un periodo flagellato dalla pandemia, obiettivamente coinvolgente, dai contenuti facili e dai personaggi affascinanti. Vuoi mettere, poi, quel sapore nostalgico nel vedere tutti quegli assembramenti in ogni episodio? (Ideato da Alex Pina, Netflix – 2 stagioni)

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