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Tre domande alla pediatra: la febbre nei neonati, ecco i consigli

Risponde alle domande la dottoressa Giuliana Vitaliti, pediatra

Nella seconda puntata della rubrica “Tre domande alla pediatra” parliamo di febbre nei neonati. Questa occorrenza è una delle principali cause di timori dei genitori. Il panico non aiuta mai, sebbene occorra, soprattutto quando la febbre compare in bimbi piccolissimi, porre in essere talune accortezze. Ci spiega tutto la dottoressa Giuliana Vitaliti, pediatra palermitana.

La dottoressa Giuliana Vitaliti

Cos’è la febbre? 

La febbre è definita come un’incremento della temperatura corporea al di sopra dei limiti di normalità; l’OMS nel ’96 definisce la temperatura corporea normale tra 36,5°C-37,5°C. Secondo le raccomandazione della Società Italiana di Pediatria la misurazione della temperatura corporea deve avvenire tramite termometri elettronici in sede ascellare.

Come gestire la febbre nei neonati, quando contattare il medico?

La febbre in epoca neonatale , nei primi 30 giorni
di vita, deve essere sempre valutata attentamente dal medico di fiducia. La gestione dipenderà dal singolo caso. Nel caso di episodi febbrili nel primo anno di vita, epoca del lattante, la febbre deve essere sempre attenzionata, ma con meno preoccupazione. La gestione dipenderà dal singolo caso e la somministrazione di farmaci (come gli antipiretici) deve essere sempre subordinata al consulto del medico. Pratiche casalinghe come la frizione con alcol della cute, l’applicazione di panni freddi o peggio del ghiaccio, o l’esposizione a correnti fredde sono assolutamente sconsigliate! Durante il rialzo termico è indicato alleggerire gli indumenti del piccolo e proporgli bevande tiepide o anche semplice acqua. La somministrazione dell’antipiretico sarà indicata nel caso di malessere generale.

Febbre nel neonato, a cosa prestare più attenzione? Il

Il primo aspetto da considerare è la risposta alla somministrazione di antipiretici: la temperatura corporea a distanza di un ora dalla somministrazione è scesa di almeno un grado centigrado? La durata dell’episodio febbrile: gli episodi febbrili che rispondono alla somministrazione di antipiretici, sono ancora presenti dopo 48 ore? Hanno la stessa frequenza nell arco della giornata? L’inappetenza persistente: il piccolo, al di fuori dei rialzi termici, riesce ad alimentarsi? Riesce ad assumere bevande liquide con regolarità? L’eccessiva sonnolenza diurna: il piccolo dorme più del solito durante ore diurne? La sonnolenza compromette il gioco e la socialità in casa?
La febbre è parte di una risposta difensiva nei confronti di microrganismi o di strutture inanimate che vengono riconosciute come patogene o comunque estranee; pertanto il sintomo febbre deve essere visto come la naturale risposta dell’organismo e come tale raramente dannoso per stesso.

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