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Sono una mamma inglese d’adozione, ma il mio cuore resta italiano

La storia di Roxalina, mamma italiana trapiantata in Inghilterra. Con lei vogliamo augurare una felice festa della mamma a tutte le donne che sono madri lontane dalla loro terra

Continuano le nostre storie di mamme in occasione della festa della mamma. Oggi parliamo di Roxalina Di Franco, una trentenne dai capelli rossi, dal temperamento frizzante, dalla parlantina coinvolgente. Una ragazza vulcanica, cresciuta nella provincia agrigentina, figlia unica e adorata da mamma e papà. Roxalina, che coltiva la passione per il canto e per l’arte, vive le sue giornate nel suo paesino tra i monti Sicani. Si definisce una simpatica ribelle e non immagina quel che la vita ha in serbo per lei. Incontra un ragazzo, scocca l’amore e da lì inizia una nuova avventura, che la vede trasferirsi in Inghilterra. Un viaggio tra qualche esitazione, la malinconia di mamma e papà e la prospettiva di una nuova vita. Da lì Roxalina inizia a scrivere il libro della sua storia di moglie e di mamma. Raccontiamo la storia di Roxalina per riassumere anche quella di tante giovani donne che, con tanta nostalgia, devono lasciare l’Italia per garantirsi una vita umana e professionale. Che vivono come alberi, con le fronde protese in un paese straniero e le radici ferme nella loro terra d’origine. Sono tante le mamme italiane, che vivono e crescono i loro figli in paesi stranieri. Lo fanno sì con speranza, ma con una lacrima ferma sul cuore. A loro vogliamo dedicare un pensiero e un augurio speciale.

Roxalina, parlaci di te

Ho 35 anni, buona parte dei quali passati in Sicilia. Da diversi anni vivo nel Regno Unito, ad Harlow,nella contea di Essex, un luogo tranquillo, per nulla paragonabile alla metropoli londinese. Sono sposata con Michele e abbiamo due bimbe, Emma di sei anni ed Emily di due. Sono una mamma che cerca di essere una buona madre. Che come tutte le mamme fa degli errori, ma che comunque ci mette sempre il cuore. Sono stata e sono ancora una figlia molto amata. Sicuramente ribelle e testarda, ma profondamente innamorata dei miei genitori.

Difficile la scelta di trasferirsi in Inghilterra?

È stata un scelta dettata dall’amore per mio marito, all’epoca mio fidanzato. Ovvio che l’amore rende facili anche le salite più irte, però la realtà di un trasferimento in una terra tanto lontana dalla mia, non è stata una passeggiata estiva. Assolutamente. La gente pensava che mi trasferissi a Londra e commentavano che era fighissimo avere questa chance. In realtà l’Inghilterra non è solo Londra e ogni modo fare una scelta di vita così radicale non è come andare in vacanza, assolutamente. Ho dovuto imparare una nuova lingua, adeguarmi al contesto sociale, cercare un lavoro. Piano piano, però, mi sono integrata. C’è voluta pazienza, dedizione e buona volontà.

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A Londra hai messo su famiglia

Assolutamente sì. Le mie Emma ed Emily sono nate qui. Anche la scelta di piantare le tende nel Regno Unito non è stata scontata. Vivo in una città che offre mille opportunità, non patisce il pregiudizio, come magari capita nei piccoli contesti di provincia, puoi confrontarti con usi e costumi che non sono i tuoi e quindi allargare il tuo campo visivo verso nuove prospettive. Soffro però per la mancanza della mia famiglia d’origine, del mio paese, Casteltermini, dei suoi angoli più belli, degli amici d’infanzia, di cui ricordo ogni cosa, a partire dai giochi da bambini. Per fortuna qui vive la famiglia di mio marito.

Tua mamma è lontana migliaia di km di distanza

Sai che capisco nel profondo l’essenza di mia mamma solo ora che sono mamma anche io. Quando dai al mondo dei figli ti è tutto più chiaro, anche quel che sono stati e saranno i tuoi genitori, il loro valore più profondo. Della mia dolcissima mamma mi manca tutto. Se dovessi dire la cosa di cui ho più nostalgia è il suo profumo. Lo cerco per strada, vorrei intercettarlo, ma non lo trovo da nessuna parte, se non quando ci rivediamo. Il profumo della mamma è insostituibile. Da questa considerazione nasce anche un altro pensiero: essere mamma è una condizione tanto bella quanto dura, soprattutto quando non hai aiuti intorno. Ci vuole forza e tantissimo amore. A tal proposito mi sento di rivolgere un pensiero e un plauso a quelle donne che tirano su i propri figli completamente da sole. Sono loro le vere eroine della nostra società.
I pro e i contro della vita all’estero
Di vantaggi ve ne sono tanti. Anzitutto penso che sto già dando . un bel futuro alle mie figlie, già abituate a vivere in un contesto che azzera i limiti mentali, che le porta a conoscere diverse culture e a crescere con il vantaggio del bilinguismo. Mi auguro che tutto ciò sia un ottimo bagaglio per il loro futuro. Passiamo alle noti dolenti: non avere vicino la mia famiglia d’origine, la mia mamma in particolare. Non avere quel piccolo aiuto quando serve, ancor più una parolina di conforto sussurrata all’orecchio o la spalla materna su cui piangere, quando prende un momento di sconforto, come capita a qualsiasi mamma. È vero che oggi le comunicazioni sono facilitate anche tra due paesi stranieri. Ma non vi sarà mai alcun mezzo tecnologico capace di azzerare la distanza fisica. 

Come si svolgono le vostre giornate inglesi?

Mio marito lavora tutta la settimana ed io passo la maggior parte del mio tempo dedicandomi alle bimbe. Accompagno a scuola la maggiore, quindi torno a casa e accudisco la mia piccina e mi occupo di tutta la gestione domestica. Nei week end stiamo tutti insieme a goderci la nostra famiglia, facciamo lunghe passeggiate o andiamo a trovare i nonni paterni. Ci godiamo anche i nostri amici, con cui condividiamo dei bei momenti per noi e per i bimbi. 

Sogni nel cassetto?

Di sogni ne ho tanti.  Vorrei lavorare e soprattutto desidero che la mia famiglia sia sempre felice. Auguro a tutte le mamme di affrontare la vita senza paura perché noi mamme siamo davvero forti, abbiamo tutte innato un forte senso di indipendenza quindi dobbiamo imparare a non pensare ai limiti e a non temere il pregiudizio.
Dedico queste righe ed il mio augurio di oggi alla mia amata mamma e a un’ altra persona speciale, mia zia Pina. Grazie per tutto: siete il mio esempio di vita senza di voi non sarei qua e spero che le mie figlie siano orgogliose di me come io lo sono di voi.

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