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Sono meglio le meraviglie d’Italia o il McDonald?

Cronaca di una mini vacanza, in cui le prospettive di genitori e figli non sempre coincidono

Andate bene le vacanze pasquali e feste nazionali? Siete tutti rientrati dalle vostre gite fuori porta lunghe un ponticello o un cavalcavia?
Nell’ultima settimana, aprire i social è stato come aprire un atlante; whatsapp, Facebook e Instagram sono stati invasi da foto provenienti da ogni dove, dai confini regionali a quelli nazionali e oltre, talmente assortiti da poter tranquillamente competere con le migliori puntate de “Alle falde del Kilimangiaro”. Giustamente direi.
Come non cedere alla tentazione di una boccata d’ossigeno dopo il lungo, lunghissimo inverno appena trascorso? Quindi vai con i selfie di famiglia o di coppia davanti ai monumenti, al selfie con bastone davanti alla tavolata lunga un pranzo e una cena durante la scampagnata, al selfie in spiaggia a piedi nudi e con la sciarpa al collo.

La nostra gita fuori porta

Del resto, io e la mia famiglia non siamo stati da meno, anche noi ci siamo concessi una rilassante gita fuori porta, un sano momento famiglia da trascorrere insieme.
Anche se, a dirla tutta, rilassante e sano sono due aggettivi che non rispecchiano pienamente  il leitmotiv della nostra mini vacanza.
Sì perché, si sa, le aspettative sono sempre quelle di una vacanza rilassante e sana, ma poi, con i bambini dietro, le aspettative si scontrano con la realtà punto e basta.

Le aspettative di un viaggio in e con famiglia iniziano dalla preparazione della valigia. Sei convinta di aver organizzato una valigia che per praticità e leggerezza farebbe invidia a Marie Kondo: tre giorni fuori equivalgono a tre cambi tattici per i bambini (quelli, per intenderci, per cui le macchie di sugo o di fango riesci a mimetizzarle per bene!), due cambi tattici per il papà e mezzo cambio tattico per la mamma, che è sempre quella che si adatta a tutto. Ma ecco che, al ritorno, quella valigia così ordinata e militaresca, si trasforma in un un pacco di bomba batterica accompagnato da mille sacchetti di souvenirs e citrullaggini varie comprate 1€ qua e 1€ là che ti sono costate più di tutta la vacanza.

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Le meraviglie d’Italia o il McDonald?

Le aspettative di un viaggio in e con famiglia ti spingono a far ammirare le bellezze della nostra Italia ai tuoi figli che, ormai grandicelli, devono prendere confidenza con la storia del nostro territorio. Perché hai la fortuna che a “poche” centinaia di chilometri il paesaggio e le città hanno una visuale così varia che ti sembra, ogni volta, di cambiare regione se non, addirittura, stato. Pertanto, stai lì, davanti a un’immensa chiesa barocca, a spiegare ai tuoi figli cosa stanno guardando, a chiedere loro cosa stanno notando e loro, che a differenza tua hanno una vista da rapaci, ti rispondono: “Ma quella lì dietro è la M di McDonald’s?”.
Le aspettative di un viaggio in e con famiglia sono quelle di perdersi, a piedi, tra i vicoli di un borgo per ammirarne le bellezze nascoste e i particolari più caratteristici, senza meta, liberi da orari e percorsi prestabiliti. Sì a piedi… per massimo un quarto d’ora forse, perché poi inizia la cavalcata sulle spalle di mamma o di papà e le alterne cantilene “sono stanco”, “un’altra salita noooo”, “quando arriviamo?”; allora per salvare capre e cavoli, cioè la schiena e il desiderio di visitare il suddetto borgo, cedi a qualcosa che MAI avresti fatto: noleggiare un risciò!
Le aspettative di un viaggio in e con famiglia ti fanno cercare su Google “i 10 posti da visitare in X città” autoconvincendoti che riuscirai a vederli tutti, ma la seconda sera, dopo aver messo a letto i bambini, le tue dita automaticamente cercano su Google “l’unico posto possibile che possa piacere, far divertire, non stancare e non far lamentare i bambini in X città e zone adiacenti”.

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Cosa piace ai nostri bimbi in vacanza?

E Google ti conforta subito indicandoti che a mezz’ora da lì, guarda caso sulla via del ritorno, c’è lo zoo safari. Lo zoo. Guardi tuo marito per avere un cenno di sostegno, lui annuisce e il giorno dopo si va allo zoo. Allo zoo safari. Scusate se ripeto continuamente “zoo”, ma, chi mi conosce bene, sa che non ho un particolare slancio per gli animali, di qualsiasi forma, razza, genere e numero.
Barattare un centro storico per uno zoo safari equivale al mio più grande atto d’amore nei confronti dei miei figli. Sappiatelo, miei cari Anna e Niccolò!

So già che, dopo aver visitato una meraviglia dietro l’altra, appena rientreranno a scuola, all’inevitabile compito d’italiano “Racconta le tue vacanze di Pasqua”, Anna narrerà di quel momento in cui la mamma è scappata alla vista del serpente o all’inevitabile domanda della maestra: “Niccolò, cosa ti è piaciuto della vacanza”, lui, diretto e conciso, risponderà “l’hotel”.
D’altronde i punti di vista di noi adulti e dei bambini sono distanti anni luce. Noi girovaghiamo con la mappa della città, loro vanno in giro con la mappa a testa in giù; noi puntiamo lo sguardo in alto, loro lo puntano alla loro altezza; noi ci esaltiamo di fronte ad un’architettura, loro di fronte ad un parco giochi; noi ci mettiamo in posa per un selfie, loro rendono dinamico quel momento che rimarrà per sempre.
Noi organizziamo aspettative, loro ci regalano l’inaspettato.
Il bello di un viaggio in e con famiglia è solo il frutto di un equilibrio dei differenti punti di vista. L’imponente bellezza di una Cattedrale Barocca si può ammirare sia da vicino, osservandone i particolari, scrutandola nella penombra degli interni e nella luce abbagliante dell’esterno, ma, vi assicuro, che si può ammirare anche sfrecciando su un risciò ridendo in libertà. In entrambi i casi ritornerai a casa con lo sguardo pieno di meraviglie e il cuore pieno di ricordi inaspettati.

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