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Sintomi sospetti nei bimbi, influenza o Covid? La dottoressa Kazmierska chiarisce i dubbi

Febbre, tosse, starnuti: malanni stagionali o nuovo Coronavirus? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Iwona Kazmierska, pediatra al Buccheri La Ferla

É bene proteggersi dal Covid ma non si deve vivere nella psicosi. Precauzioni sì, anche con i nostri bambini, ma evitiamo di allarmarci per qualsiasi sintomo loro presentino.

Sono caute e rassicuranti le parole della dottoressa Iwona Kazmierska, pediatra e dirigente medico all’Utin dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo.

Alla dottoressa abbiamo chiesto di chiarire i dubbi tra i sintomi dell’influenza stagionale o comunque di un comune raffreddamento e il Covid. Quando allarmarsi? Cosa fare di fronte a una sintomatologia che ci desta sospetto.

Sono le tante domande che si pongono i genitori, soprattutto in questo periodo in cui fanno capolino i malanni invernali.

Dottoressa, il Covid fa paura, ma è bene allarmarsi per qualsiasi sintomo presenti il nostro bambino?

Il nuovo Coronavirus è la paura principale di questi tempi. Dobbiamo però tenere conto che non ci si ammala solo di quello e che i bimbi, soprattutto quelli più piccoli, in genere sotto i dieci anni, hanno dimostrato di essere statisticamente refrattari alla malattia da Sars Covid. Ciò non vuol dire che non si infettino o che non presentino sintomi, ma che in linea di massima non hanno finora presentato evidenze cliniche importanti. Ovviamente la prudenza deve essere d’obbligo, ma non occorre farsi ossessionare per uno starnuto, un colpo di tosse o di fronte a qualche linea di febbre.

La febbre in questo periodo è proprio l’occorrenza più temuta. Come comportarsi se il nostro piccolo ha un rialzo di temperatura?

Anzitutto non dobbiamo perdere la calma, né pensare subito al Covid. I bimbi, soprattutto in inverno, sono soggetti alla febbre, che generalmente si risolve nel giro di qualche giorno senza lasciare alcuno strascico. Anzitutto dobbiamo fare alcune valutazioni: quanto è piccolo il bambino? Se è neonato le febbri sono rare, perché il lattante è protetto dagli anticorpi che gli ha passato la mamma in gravidanza e, qualora è allattato al seno, da quelli presenti nel latte materno. La febbre nel bambino molto piccolo è sintomo che c’è qualcosa che non va, quindi se compare malgrado l’allattamento, occorre rivolgersi subito al medico. Se il bimbo è più grande, è facile che sia andato incontro a un virus stagionale o più in generale a uno dei tanti processi virali, contro i quali il piccolo maturerà degli anticorpi. La febbre nei bimbi non è un sintomo preoccupante,  anzi indica che il piccolo sta combattendo la sua battaglia contro un virus o un batterio. Quando si tratta di virus la febbre deve fare il suo corso, può essere trattata con gli antipiretici (da non  somministrare al primo lieve rialzo termico, a meno che la storia clinica del piccolo e le indicazioni del pediatra di libera scelta non lo suggeriscano), alimentazione sana, idratazione, riposo. É bene consultare sempre il medico, che saprà suggerire le giuste condotte da porre in essere. In questo momento di grande paura per il Covid, se compare la febbre non si deve assolutamente correre in guardia medica o pronto soccorso, ma si deve anzitutto osservare il bambino: è vispo? Mangia? Ha un buon colorito? Quali altri sintomi presenta? Raccolte queste facili informazioni si contatterà il pediatra, che saprà dare le giuste indicazioni.

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Quest’anno l’influenza sembra essere sparita nel nulla. Nessuno ne parla, perché?

L’influenza ha colpito meno perché abbiamo usato le mascherine e perché la gente ha aderito in massa alla campagna vaccinale, bimbi compresi. Questo dovrebbe essere il periodo del picco, ma non lo stiamo osservando perché appunto sono state poste in essere una serie di condotte che stanno allentando la pressione dell’influenza stagionale. Ovviamente non vuol dire che i virus influenzali non vi siano. Di fronte a qualsiasi sintomo ad essi riconducibile occorre buon senso. Se il nostro bimbo è raffreddato, ha tosse, e/ofebbre dobbiamo riferirlo al pediatra, ovviamente non dobbiamo mandare il piccolo a scuola ed evitare che comunque incontri altri bimbi (per cautela di fronte a sintomi sospetti evitiamo che veda anche i nonni o più in generale persone al di fuori del nucleo familiare) e dobbiamo osservare l’andamento della sua sintomatologia. Il tutto senza alcuna ansia, ma fiduciosi che generalmente i malanni nei piccoli si risolvono completamente entro pochi giorni.

Se invece abbiamo il sospetto che il nostro piccolo si sia infettato?

 

Vi sono dei sintomi sentinella, soprattutto nei bimbi più grandicelli, che come esordio Covid presentano la perdita di gusto e olfatto. Di fronte a questi segnali o se il piccolo è stato in contatto con un positivo, occorre fare i dovuti accertamenti. Non dimentichiamoci che un asintomatico può creare reti di contagi. Non correre al Pronto Soccorso, in guardia medica o negli studi medici. Contattare il pediatra di libera scelta, che saprà indicare l’iter affinché il piccolo sia sottoposto a tampone. Semmai vi dovesse essere una sintomatologia preoccupante, si potrà andare nei Pronto Soccorso preposti ai sospetti casi Covid. Non dimentichiamo inoltre che sono operative le Usca, che raggiungono i sospetti casi Covid domiciliarmente, eseguono il tampone e fanno anche l’anamnesi. Da lì poi si deciderà l’iter, che di solito, di fronte a pazienti  asintomatici o con sintomi non gravi, prevede l’isolamento fiduciario ed eventuale terapia domiciliare. Lo ripeto: mai entrare nel panico. Se un bimbo sta male è più probabile che sia un virus comune e non il Covid. Non prendere comunque sottogamba qualsivoglia segnale, chiamare il medico e a questi affidarsi e quindi osservare quanto accade. Con il buon senso si potrà superare anche questo difficile inverno pandemico.

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