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Sicilia, Covid e bimbi, in sei ricoverati al Di Cristina

La più piccola ha solo diciotto mesi. I sintomi sono variabili, ma i pazientini rispondono bene alle terapie

Sono sei i bimbi con Covid ricoverati al Di Cristina di Palermo. Circa dodici in tutto i pazienti pediatrici che, nelle ultime due settimane, sono stati trattati al cosiddetto “ospedale dei Bambini”.

Un numero che registra un aumento dei casi, seppure fonti sanitarie interne al reparto di Malattie Infettive rassicurino circa il buon decorso della patologia nei pazientini.

”I bimbi trattati e quelli tuttora ricoverati hanno presentato quadri sí delicati ma con ottimi margini di ripresa. La particolarità che salta all’occhio è che il Covid nei bimbi non ha come sintomo lampante solo la polmonite interstiziale, ma anche tutta una serie di altre manifestazioni: vasculiti, febbre alta con convulsioni (in ordine di tempo, l’ultima ricoverata e risultata positiva al tampone è una piccola di 18 mesi, del nisseno che presentava tali sintomi), malattie infiammatorie sistemiche ed abbiamo avuto anche un caso di miosite, ossia di un’infiammazione muscolare che provoca debolezza e dolore dei muscoli colpiti.”

 

Questi numerI devono allarmarCi?

Vanno osservati con attenzione ma senza terrore. Da agosto a oggi abbiamo avuto circa venti casi, con un aumento dei numeri nel mese di ottobre. Il dato di fatto è che il virus circola e oggi sicuramente più che nei mesi estivi. La maggior parte dei bimbi però o è asintomatico o paucisintomatico. Ciò non vuol dire che si debba abbassare la guardia, perché comunque un positivo, a prescindere dai sintomi, può diventare un vettore di contagio. A maggior ragione i bimbi che incontrano i nonni che, già per ragioni anagrafiche, rientrano nelle categorie a rischio.

Dove rintracciare la causa dell’aumento dei contagi pediatrici?

Anzitutto nell’ambiente familiare. In molti puntano il dito sulla scuola. Può senz’altro capitare che un bimbo si contagi a scuola, ma alla base vi è quasi sempre un focolaio esterno alle aule, che va ricercato in famiglia, nei gruppi di amici e nelle aggregazioni senza criterio.

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Quindi, come prevenire?

Con il buon senso, seguendo le norme indicate dai decreti, ed evitando estremismi. Non va bene rinchiudere in casa i bimbi, anzi la scuola in presenza, con tutte le cautele del caso, è una risorsa. Vanno però evitati i comportamenti troppo permissivi. É vero che il governo ha posto un alt a feste, aggregazioni in ludoteche e parchi divertimenti al chiuso. Ciò non vuol dire però che dobbiamo organizzare assembramenti e festicciole dentro le case private. Un dato di fatto che accomuna diversi dei bimbi positivi é l’aver partecipato, nelle scorse settimane, a cerimonie o feste con tanti invitati. Altra cosa importante, se il piccolo ha anche solo il raffreddore evitiamo di farlo incontrare con i nonni, soprattutto se questi sono compromessi. Sono accortezze piccole ma che possono diventare molto importanti. È un momento sicuramente delicato e cruciale, che stabilirà le regole ufficiali da seguire nei mesi più freddi. Con senso di responsabilità penso che potremo arginare il crescere dei contagi.”

Come ci riferiscono le fonti sanitarie, la popolazione pediatrica affetta da malattia Covid non può essere trattata con i protocolli previsti per gli adulti (anti-retrovirali, cortisonici, eparina), ma sono curati con terapie sintomatiche ad hoc a seconda della manifestazione clinica del virus. I bimbi seguitano a confermare la teoria di una maggiore resistenza all’aggressione virale, con pochissimi casi gravi e altrettanto pochissimi decessi su scala mondiale. Sarà anche per questo che in diversi comitati tecnico-scientifici, compreso quello nominato dalla Regione Sicilia, non vi é la presenza di alcun pediatra?

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