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#quandopotróuscire l’idea dell’istituto Petrarca di Palermo

Le maestre hanno chiesto ai bambini cosa manca loro in questi giorni particolari. Da lí il contest che sta già spopolando tra i piccoli

Articolo di Chiara Lizio, giornalista professionista e mamma di Costanza e Federico

Uno scrigno in cui contenere i pensieri dei bambini. Emozioni, riflessioni, tutti desideri raccontati su fogli e cartoncini attraverso matite e pennarelli colorati. Racchiusi in una bottiglia, una scatola, o un contenitore decorato. L’Istituto Petrarca di Palermo ha lanciato un nuovo hashtag per coinvolgere i suoi piccoli alunni. Dopo il successo dell’arcobaleno colorato col suo #andratuttobene, in poche ore diventato virale con le sue lenzuola bianche appese sui balconi di tutta Italia, parte la nuova sfida per i piccoli, inevitabilmente annoiati tra le mura domestiche: #quandopotrouscire.

Come è nata l’idea?

“L’idea è nata per provare a capire cosa sta mancando ai nostri bambini in un momento così particolare – spiega la maestra Genny Casella – . A scuola abbiamo spesso parlato delle emozioni, come rabbia, paura, tristezza ed è proprio per questo che vogliamo capire i loro desideri e conoscere sempre di più i nostri piccoli. Siamo abituati a parlare tanto in classe e in questo momento purtroppo non possiamo farlo, così, insieme alle colleghe Aurora e Teresa, abbiamo ideato questo nuovo hashtag. Ogni giorno i bambini dovranno fare un disegno o una scritta diversa per poter capire quale è in questo momento la loro mancanza più grande. Quando ritorneremo a scuola guarderemo tutti insieme questi fogli e ci metteremo seduti a cerchio, come facciamo sempre, per ascoltare le loro mancanze, ma anche i bimbi ascolteranno quelle di noi maestre. Un’idea proposta ai piccoli attraverso mini video lanciati nella chat di classe, un po’ come facciamo quotidianamente da qualche giorno a questa parte per cercare di impegnarli in modo creativo e non far sentir loro la mancanza della routine”.

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I disegni dei bimbi

E così nelle prime ore c’è chi ha già disegnato i nonni, scrivendo “Quando potrò uscire andrò in giro con loro”, chi una gita con le amiche al parco, chi una passeggiata al mare, chi sport all’aria aperta o in palestra. E c’è perfino chi, in preda a una dolcissima nostalgia, ha disegnato compagni di classe e maestre alle prese con esercizi e quadernoni, augurandosi che la scuola ricominci quanto prima.

“Il nostro obiettivo principale – spiega ancora la maestra – è il feedback dei bambini. Molti di loro fanno fatica ad esternare le proprie emozioni e abbiamo così pensato che con questo gioco riusciranno a sentirsi più liberi proprio perché non ci sarà una domanda diretta a loro rivolta, ma potranno esprimersi in modo libero e sincero. Anche per noi insegnanti è stato difficile e ci siamo trovate abbastanza spiazzate nel non vederli più da un giorno all’altro. Così come non è stato semplice ritrovarci a fare didattica a distanza dall’oggi al domani. Ma stiamo cercando di mettercela tutta, certi che da questa brutta situazione ne usciremo più forti”.

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