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Quando l’accusa di stupro è un falso

I giornalisti tra i banchi del liceo Regina Margherita di Palermo, guidati dalla prof. Rosaria Cascio, questa settimana si cimentano in un tema delicato. Un racconto ispirato a una storia, che fotografa una realtà minore ma importante, quelle delle false accuse, da cui possono derivare ingiuste condanne

La legge è uguale per tutti. Sono chiuso in queste quattro mura da anni, non so che giorno è oggi, non so che ore sono, non so se fuori da qui si ricordano ancora di me, non so in che anno siamo, non so se nella mia città hanno costruito quel parco che tanto desideravano i miei fratelli, non so se mia la mia fidanzata mi ama ancora e se i miei fratelli si sono abituati alla mia assenza. Guardo questo tetto da circa 9 anni, non mi ricordo neanche l’ultima volta che ho sentito la voce di mio padre, probabilmente pensano che sia una persona orribile e che faccio schifo, probabilmente lo pensano tutti, non mi crede più nessuno forse neanche mia mamma che mi guarda da lassù. Tra cinque anni dovrei uscire, qua dentro sto impazzendo, nessuno mi capisce, nessuno capisce quanto schifo sto vivendo per qualcosa che non ho fatto, il carcere è un luogo terribile, un luogo terribile per chi non ha commesso nessun crimine, mi hanno accusato di violenza sessuale, non ho mai sfiorato nessuno, non mi sono mai permesso di alzare neanche un dito contro nessuno figuriamoci contro una donna.

Quella ragazza che mi ha rovinato la vita

Quella ragazza non aveva nulla da fare se non rovinarmi la vita, eliminare completamente quattordici anni della mia esistenza, sono entrato qua dentro quando avevo solo diciotto anni e adesso ne ho 27. Avevo mille sogni, volevo partire per l’Inghilterra e iniziare l’università fuori dall’Italia, volevo far conoscere ai miei fratellini la mia fidanzata e partire tutti insieme, fargli girare Londra ed assaggiare tutte le specialità, volevo studiare ed uscire con il massimo dei voti, lavorare come giornalista per L’Evening Standard e realizzarmi come scrittore di romanzi rosa, avevo un grande sogno, ma tutto è svanito quando mi hanno chiuso qua dentro, quando quel cavolo di giorno durante il processo mi hanno accusato di stupro, perché la verità viene oscurata dalla falsità? Mi sento completamente perso nel vuoto, mi sento solo, a pezzi, pezzi così piccoli che non riesco più a metterli insieme, mi ha rovinato. Avevo solo diciotto anni, ero in discoteca perfettamente sobrio e lei era lì, mi ha guardato, si è immersa nella folla ed è venuta da me, tra una canzone e l’altra ci saranno stati una serie di baci, baci consenzienti, mi ha tirato per la maglia e mi ha portato in bagno, tutto è successo così velocemente, così velocemente da prendermi il portafoglio e guardare il mio nome nella carta d’identità e andarsene come un razzo, non sapevo se preoccuparmi o meno ma ero un ragazzino che dovevo saperne io, potevo mai pensare che per una cosa consenziente da entrambi potesse nascere tutto questo? Sono nove anni che sono chiuso qua dentro ingiustamente, sono nove anni che lotto tra il suicidio e la vita, mi hanno consumato fino a farmi diventare pezza per i piedi, mi ha condannato ad una vita inutile da vivere.

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L’accusa ingiusta

Non pensate sia ingiusto condannare una persona a questa vita? Forse quello che manca adesso nel mondo è la definizione essenziale della generazione d’oggi, generazione basata sulla superficialità in cui si vivono gli eventi, generazione basata sulla precocità in cui si vivono le esperienze, dalle più delicate a quelle più futili. Definiamo il mondo in cui si vive, la base di tutto è il business, tutto ciò che fanno ormai è dipendere solamente da interessi economici, una generazione nata di narcisismo ed ipocrisia, generazione in cui pur di avere successo, pur di avere denaro si rovina la vita di una persona. Si sente tanto parlare di stupri, violenze sessuali, abusi di minori, ma avete mai pensato quante di queste persone dica l’esatta verità sull’accaduto, avete mai pensato quante condanne ingiuste, quante persone hanno passato un periodo della loro vita in quattro mura senza aver commesso realmente qualcosa, non si chiama giustizia questa, si chiama falsa realtà. La gente ormai pensa che tutti gli uomini siano stupratori, che tutti gli uomini abusino di una donna, sarà anche vero ma non tutti sono uguali, esistono anche donne che creano davvero l’inferno, tutto perché la cattiveria sta sommergendo il buon cuore, tutto perché tale argomento sta diventando un vera e propria “moda” da seguire. Quando è che la donna riesce a creare il su dominio? Semplicemente quando sa come farlo, chi non vorrebbe più attenzioni, ma chi rovinerebbe la reputazione degli altri pur di alzare il suo livello, le donne diventano prede della loro stessa carneficina, diventano predatori e poi fanno le vittime .Vivo in un mondo i cui la verità è veramente sotterrata dalla slealtà delle persone, vivo in un mondo in cui i valori sull’intimità non hanno più lo stesso significato , vivo in un mondo in cui una ragazza è capace di donarsi a più persone solo per la brezza di sentirsi desiderata, per la brezza di sentirsi considerata. Che ne dite, costruiamo un altro mondo?

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Francesca La Guardia II E

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