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Potró sposarmi? Devo versare la retta dell’asilo? Mi spetta il contributo inps? Le risposte alle domande burocratiche più comuni

Ecco una serie di quesiti che la gente comune si sta ponendo in questi giorni e le risposte del nostro avvocato

Oggi proviamo a rispondere ad alcune domande che sono arrivate in redazione in questi giorni.

Le risposte terranno conto dei provvedimenti sinora adottati su tutto il territorio nazionale, aggiornati al DPCM del 01.04.2020.

Ci si può sposare? Quando si potrà festeggiare con amici e parenti?

Sembrerebbe di si, a condizione che si rinunci praticamente a tutto tranne che al “si” pronunciato con mascherine e guanti, magari anche bianchi, e gli unici partecipanti siano gli sposi, i testimoni e il celebrante.

A seguito delle varie misure di contenimento poste in essere per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus, infatti, sono state sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose che prevedano la partecipazione di significativi gruppi di persone, compresi i funerali. Pertanto è sospesa la celebrazione in presenza di una pluralità di fedeli della messa e degli altri riti religiosi come, a mero titolo di esempio, la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica, il culto evangelico domenicale o le funzioni presso la sinagoga durante il sabato. Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

Sui tempi è inopportuno qualsiasi azzardo al momento, poiché il lockdown è stato prorogato fino al 13 aprile e poi, come dichiarato dallo stesso Presidente del Consiglio, qualora la situazione dei contagi lo consentirà, ci potrà essere una ripresa a tappe, per scaglioni.

Presto dunque per qualsiasi previsione riguardo i già fissati matrimoni estivi. Gli esperti del settore consigliano di rinviare a settembre/ottobre o meglio ancora al prossimo anno.

Naturalmente nel caso si annulli la cerimonia, ci sono diversi aspetti da considerare, tra i quali i soldi già versati. Molti fornitori, ristoranti, fioristi, fotografi etc., accomunati dalla difficoltà del momento, sono ben disposti a cercare insieme ai futuri sposi nuove date e disponibilità, senza perdere gli acconti versati, ma nel caso di impossibilità a scegliere una nuova data la legge italiana prevede ai sensi dell’art. 1463 del Codice Civile, che i fornitori restituiscano la somma ricevuta, ma trattenendo gli acconti per le attività già svolte. In ogni caso, sarebbe meglio leggere il contratto e definire che non ci siano clausole che non sono state prese in considerazione. Ma è giusto sottolineare che se tutti decidessero di annullare le nozze chiedendo un rimborso ai fornitori, la situazione economica di questi ultimi potrebbe subire una crisi irreversibile, coinvolgendo l’intera “industria dei matrimoni.

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La retta dell’asilo privato o paritario va pagata?

Purtroppo non c’è una risposta semplice e univoca per tutti. Se nel pubblico molti Comuni hanno già disposto l’annullamento dei versamenti delle rette per gli asili nido e delle mense nelle scuole dell’ infanzia, nei privati ognuno si organizza come può, con una formula che non è uguale per tutti.

In molti hanno optato per un rimborso parziale, chiedendo ai genitori di poter trattenere parte della retta per poter pagare le spese fisse e sopravvivere.

In ogni caso, bisogna controllare il contratto firmato al momento dell’iscrizione, e capire se contiene una clausola che prevede il pagamento della retta anche con una chiusura imposta da eventi eccezionali e non prevedibili. Secondo l’organizzazione dei consumatori “Altroconsumo” se il servizio non viene prestato va rimborsato o scalato nelle successive mensilità e chi ha già pagato dovrà ottenere rimborsi proporzionali al periodo di chiusura degli asili. Dello stesso avviso il Codacons che sul proprio sito ha predisposto dei moduli da poter scaricare per poter richiedere il rimborso. Questo, secondo le associazioni di categoria, servirebbe a non creare disparità di trattamento tra cittadini.

 Come fare per avere il contributo di 600 euro INPS? A chi spetta?

Il bonus di 600 euro erogato dall’INPS è una misura prevista dal Governo con il Decreto Cura Italia, per sostenere i lavoratori autonomi la cui attività abbia risentito delle restrizioni previste per contenere l’epidemia di coronavirus. L’indennità è stata poi estesa anche ai liberi professionisti iscritti alle gestioni previdenziali di categoria.

Le domande possono essere inoltrate all’Inps e alle casse previdenziali private professionali dal primo aprile fino al trentaaprile 2020.

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Dopo una prima fase, che ha visto il verificarsi di numerosi disguidi nella prima mattinata di disponibilità alle domande, è stato chiarito che sarà possibile inviare le istanze per tutto il mese e senza urgenza

L’indennità di 600 euro Inps è stata introdotta con il decreto Cura Italia, cioè il D.L. 17 marzo 2020 n.18 e fa parte di una più ampia serie di stanziamenti rivolti ad attività produttive, lavoratori e famiglie che hanno avuto ripercussioni economiche negative a causa delle limitazioni imposte per contenere l’epidemia di coronavirus.

L’indennità ricevuta non sarà tassata e non farà reddito. Le misure non possono essere tra loro cumulabili e non possono essere erogate a chi percepisce già il reddito di cittadinanza.

L’indennità è destinata:

ai liberi professionisti che sono titolari di partita Iva al 23 febbraio, non titolari di pensione o iscritti ad altre forme di previdenza
ai lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attiva al 23 febbraio, non titolari di pensione o iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria;
Commercianti
Artigiani
Coadiutori diretti
Coltivatori diretti, mezzadri e coloni.
lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, nel caso in cui abbiano chiuso il rapporto di lavoro non per loro volontà tra il primo gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e non siano dipendenti al 17 marzo 2020, né titolari di pensioni.
operai agricoli a tempo determinato.
lavoratori dello spettacolo che abbiano versato nel 2019 almeno trenta contributi giornalieri e non siano stati titolari di un reddito annuale superiore a 50.000 euro, né abbiano contratti da dipendente al 17 marzo 2020.

La richiesta può essere inoltrata tramite i servizi Inps online. Si può accedere alla procedura telematica per richiedere il sussidio tramite Pin, Spid, CNS – Carta nazionale dei servizi, Contact center Inps.

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Circa i tempi di erogazione l’Inps ha spiegato alla stampa che rispetterà l’ordine cronologico delle domande e probabilmente ci vorranno circa 15 giorni per averlo a tutti gli effetti erogato sul proprio conto corrente.

Se devo fare una qualsiasi denuncia anzitutto posso e  Dove devo andare?

Ho rivolto la domanda direttamente al Commissariato di Polizia a me più vicino e la risposta è stata quella di recarsi ai commissariati solamente per denunce vitali e urgenti, rimandando al dopo emergenza qualsiasi altra denuncia.

Va segnalato, però, che per garantire l’accessibilità al pronto intervento della Polizia di Stato, esiste un’applicazione che permette di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia. L’app è stata di recente aggiornataprevedendo la possibilità di segnalare i reati di violenza domestica con le stesse modalità e caratteristiche delle altre tipologie di segnalazione.
Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è
stata potenziata anche per altre tipologie di reati. Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. E’ inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio, e per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

L’applicazione è facilmente installabile su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme per i sistemi operativi iOS e Android. 

Altre iniziative sono state di recente lanciate anche dall’Arma dei Carabinieri, come quella della “Denuncia via Web”. Accedendo via internet al portale www.carabinieri.it, da casa, dall’ufficio o da qualunque luogo ove sia disponibile un accesso ad internet, è possibile avviare l’iter per sporgere una denuncia di furto o smarrimento, risparmiando tempo perché all’atto della presentazione presso la Stazione / Tenenza scelta sarà possibile trovare una corsia preferenziale, avendo già espletato alcune incombenze necessarie.

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