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Per essere bella “basta” sentirsi bellissima

L'autostima è un argomento spinoso. In molte ne hanno in sovrabbondanza in moltissime non ne posseggono neanche un po'. Cerchiamo di capirne

Una volta da ragazzina qualcuno mi disse che gli altri ti vedono come tu ti vedi. Col tempo ho sperimentato un punto di vista diametralmente opposto: si può essere visti in modo ben diverso, contrario, da come ci si vede. Ma rimane il filo conduttore dell’immagine segreta che ognuna di noi disegna dentro di sé della propria figura femminile. Immaginiamo una donna tradita dal partner, abbandonata per un’altra o rimasta uno spettro per un uomo che ha scelto quella donna della quale non puoi neanche sentire il profumo, che non sei tu. Immaginiamo la stessa donna urlare al proprio lui ( o in silenzio dentro di sé nella terza solitaria opzione): “ ma perché proprio con lei che è così brutta! Non si può proprio guardare! Ma cosa ci hai visto?!”. Non sappiamo cosa ci avrà visto lui ma, naturalmente, secondo le regole della competizione femminile, a noi appare come la strega del mare de La Sirenetta. Ogni donna, tralasciando la rivalità in amore o nella vita, ha un suo beauty detector nello stimare le altre donne, che spesso non contempla pietà. La prima donna con cui sei spietata se invece non ti piaci e ti senti sempre un gradino più in basso coincide con te stessa. E se quella donna dell’ipotetico racconto realmente non fosse bella ma avesse quel quid che la fa brillare di luce propria?. Sembra esserci stato insegnato che la bellezza vinca sempre. Ne “Il Gobbo di Notre Dame”, la bella Esmeralda si lega nel lieto fine al bello della storia, mentre Quasimodo, sebbene riesca a salvarsi da se stesso, rimane solo. Nella realtà qualcuno sembra avere una ricetta segreta che traduce qualsiasi difetto fisico in un armonico specchio di perfezione.

Qual è dell’essere bella?

Cos’è “l’affrontamento passivo” del proprio corpo? Ciò che ci rende brutte
Sentirsi bella (oppure no) è una nozione personale e astratta, legata a numerosi aspetti. Una donna si considera bella quando soggettivamente, nell’immagine di sé che riflette allo specchio, crede di avere un bel corpo, di essere sensuale e proporzionata. Credersi e percepirsi bella produce nella donna sentimenti di attrazione e di benessere emotivo, che poi riverserà nelle relazioni sociali.
“Non influisce tanto l’indice di massa corporea di una donna, quanto la percezione che una donna ha della sua immagine – spiega un articolo della sezione psicologia de lamenteemeravigliosa.it -. Una donna dalle misure prototipiche, se realizza un affrontamento passivo del suo corpo, probabilmente non si sentirà bella. Al contrario, una donna dalla corporatura meno “pubblicitaria”, se realizza un affrontamento attivo del suo corpo, probabilmente si sentirà più bella, poiché avrà una maggiore percezione di autoefficacia”. Le donne che non si sentono belle, sviluppano dunque uno stile di affrontamento emotivo passivo quando si guardano allo specchio.

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Gli altri ci aiutano a essere belle

C’è da considerare che sviluppiamo la nostra percezione tramite l’interazione con gli altri: le circostanze nelle quali ci muoviamo giocano un ruolo fondamentale. Se ogni giorno una donna riceve informazioni riguardo i canoni che deve rispettare il suo corpo, come “ devi essere più magra, dei avere i capelli lisci, morbidi e setosi, la buccia d’arancia farà scappare ogni uomo” la sua percezione di sé verrà ridotta se non riuscirà ad avere il controllo delle sue risorse e dei suoi punti di forza. E sarà questa negativa e distorta percezione a restituirci un’immagine di noi che non riusciremo ad accettare.

Quella differenza tra bellezza interiore ed esteriore

La bellezza esteriore di solito si misura in base all’opinione generale o al consenso di un gruppo di persone. L’immagine che abbiamo del nostro corpo – secondo la psicologia – è una rappresentazione mentale della figura corporea, della sua forma e delle sue dimensioni. È influenzata da fattori storici, culturali, sociali, individuali e biologici, che naturalmente mutano insieme al tempo. Le norme culturali riguardo l’ideale di bellezza svolgono un ruolo importante nella relazione tra aspetto fisico e autostima della donna. La bellezza interiore, invece è più difficile da quantificare, perché include fattori psicologici, ed è – inevitabilmente – l’immagine che mette realmente a nudo un individuo quando ti relazioni con esso. Una donna può apparire e sentirsi più attraente per i suoi punti di forza interiori: eleganza (che parte da dentro), gentilezza, intelligenza, personalità ( tutte ne abbiamo una, e si disegna sempre col pennarello dell’autostima), simpatia. Ma quale influisce maggiormente sull’autostima? Ciò dipende da ciascuna di noi, da ciò che più conta (facciamo contare) nell’affacciarsi all’altro.

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Se la nostra immagine è mutata nel tempo ma noi siamo rimaste uguali
Quante donne hanno avuto, che sia da adolescenti o che appartenga a una parte di sé appena lasciata dietro l’angolo, un’immagine passata di sovrappeso e continuano a portarla con sé nel riflesso allo specchio. È dismorfofobia. L’insicurezza legata al sentirsi goffe, ingombranti, non attraenti permane. Ci si muove e spesso ci si veste ancora come se si dovessero ancora nascondere i tratti del proprio corpo, come se la luce del sole dovesse scoprire un’immagine che ci fa ancora paura. Ciò conferma come la vera immagine che proiettiamo all’esterno sia dentro di noi. In questi casi, imparare a valorizzare il proprio nuovo corpo e mostrarlo prima che agli altri a se stesse aiuta nella nuova armonia visiva ed estetica. La nuova taglia segnata sull’etichetta del capo non mente, siamo noi a continuare a prendere per il naso noi stesse.

Qualche piccolo segreto per sentirsi (e apparire) più belle

Il magazine Cosmopolitan ci dà qualche consiglio:
Sorridi. Rende belle per definizione e tira su le guance. Se riflettiamo, è più spontaneo avvicinarsi alle persone sorridenti.
Il tacco alto parte dalla mente: i tacchi sono consigliati – se hai la fortuna di saperli portare senza precipitare ripetutamente qua e là – , ma proiettati comunque più in alto con la mente, anche se l’uomo che hai davanti ti supera di parecchio. Ti sentirai e apparirai più alta. E quindi più sicura. Se non li sai o vuoi portare, fingi nella tua mente di avere un tacco immaginario, di non sentirti bassa se lo sei. Se invece sei alta… trasporta con leggerezza il tuo essere statuaria in mezzo alla gente.
Vestiti con outfit che ti facciano sentire a tuo agio. Inutile indossare qualcosa che ti ricorda costantemente un rotolo di troppo o una tetta fuori posto. Se sei sicura di come sei vestita, ti sarà più facile mostrare la tua bellezza.
Punta a distogliere l’attenzione da quelli che percepisci come difetti. Outfit e accessori ti serviranno proprio a questo. Se gli altri notano l’orecchino gigante invece del capello bianco o il tatuaggio (vero o finto) anziché la circonferenza del polpaccio da calciatore, sarà un successo.
Se usi trucco e parrucco easy ma intelligente, hai già una versione estetica migliore di te stessa. Ognuna di noi ha affinità con diversi tipi di maquillage, non per forza dobbiamo concorrere per un posto al museo delle cere. Quel personale filo di trucco contribuirà a farti sentire più sicura e più bella.
Ripeti a te stessa, dieci volte al giorno per almeno 21 giorni: sono “Maria” (sostituisci il tuo nome a Maria) e sono bella. Un esercizio potentissimo.
Ostenta sicurezza, anche se stai morendo dentro. Come si fa? Segui i consigli pratici appena elencati. E ripeti a te stessa che non hai niente da invidiare a nessun’altra donna.
Tutte noi possiamo cambiare idea in merito a noi stesse, evolverci, spostare un punto di vista che sembrava unico e fisso. La bellezza si declina in una moltitudine di volti e di corpi, anche in quelli di voi donne che non ve ne siete ancora accorte.

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Fonti: lamenteemeravigliosa.it
Cosmopolitan.com

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