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Palermo, fuga dai pronto soccorso e attività commerciali in ginocchio

Se la comunità medica siciliana è ottimista, a Palermo non si ferma la psicosi. Pronto soccorsi vuoti e molte attività commerciali in ginocchio

Sul fronte Coronavirus a Palermo i segnali sono incoraggianti. Martedì le scuole riapriranno i battenti, così come previsto dall’ordinanza di Sindaco e Governatore. Guariti due dei tre contagiati e in ripresa la sessantenne  bergamasca ricoverata all’ospedale Cervello. Non ha più febbre e risponde bene alla terapia sintomatica, fermo restando che, come sostengono fonti mediche, le sue condizioni non si sono mai presentate critiche. Resta in quarantena in hotel  la comitiva di bergamaschi, che si trovava in viaggio di piacere a Palermo insieme alla donna, caso uno di malattia nell’Isola ed agli altri due contagiati.

“Non si sono sviluppati focolai, dice il dottore Tullio Prestileo, infettivologo dell’ospedale Arnas Civico di Palermo. I contagi sono stati circoscritti e quindi possiamo ben sperare di aver messo in atto tutto quanto possibile per spezzare la catena del contagio.”

Dottore, quali sono le cure sintomatiche del Coronavirus?

”Dobbiamo distinguere le terapia per i casi più complessi, quelli che richiedono ospedalizzazione e quelle per i casi curabili a domicilio. Nella prima accezione, come dimostrato dai bravissimi colleghi dello Spallanzani, che hanno trattato brillantemente la coppia di turisti cinesi, oggi guariti, si é trattato di una terapia sperimentale, con l’uso di un farmaco anti Ebola. Queste cure sono oggetto di studio. I pazienti dello Spallanzani hanno risposto bene, ma è presto per avere dati generali certi. Si è tentata anche una terapia con un farmaco anti hiv, ma meno promettente. In generale è bene parlare di cure di supporto, che consistono nel tenere tutti i parametri vitali nella migliore condizione possibile. Chi è in isolamento a casa deve bere bevande zuccherate, spremute di arance, mangiare cibi altamente digeribili. Ovviamente ricorso ad antipiretici per la febbre e a sedativi della tosse. Parliamo di quei casi senza implicazioni gravi, per i quali non si è reso necessario il ricovero.”

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Dottore Prestileo, lei seguita a essere fiducioso?

“Assolutamente sí. Niente allarme sociale, sí alla prudenza, nella consapevolezza che parliamo di un virus molto meno pericoloso di quanto si creda, che però è bene evitare. Atteniamoci alle famose dieci regole igieniche e di buon vivere comune e non facciamoci prendere da ansie immotivate.”

Dal campo sanitario oltre ai dati incoraggianti, ne arrivano altri singolari. I Pronto soccorso degli ospedali cittadini registrano un picco in discesa degli accessi, con punte che arrivano a toccare lo zero. Mentre scriviamo, sono le 15:21, sono cinque i pazientini in attesa al ps del Di Cristina (contro gli usuali 70 ed oltre del week end) nessun paziente al pronto soccorso pediatrico del Cervello. Ventotto in attesa al ps dell’ospedale Civico, contro la media degli oltre 100, che si registrano nei week end. Solo 12 pazienti in attesa al pronto soccorso del Cervello e 24 a Villa Sofia. “Un dato che fa riflettere, come riferisce un sanitario  dell’Arnas Civico, sul fatto che si intasino i punti di primo accesso degli ospedali per esigenze non propriamente gravi. Sarebbe auspicabile sempre la razionalità nell’accedere al Ps, nella consapevolezza di andare solo in caso di effettivo bisogno, un po’ come capita in questi giorni. Quel che accade però fotografa sicuramente la psicosi.”

Quale la situazione negli studi medici specialistici? Ce la racconta il dottore Alessandro Sciabbica, noto oculista palermitano.

Dottore scIabbica, la sua sala d’attesa pullula sempre di pazienti. Anche adesso?

Le diró, da ieri la situazione si è normalizzata. Nell’indimenticabile martedí, che ha segnato l’inizio di questo periodo l’afflusso era  ridotto. Non so per via del Coronavirus o della vacanza da martedì grasso. Aumentavano le richieste di visite domiciliari. In un quadro di psicosi ci può stare, da medico ovviamente sono certo che tutto ciò sia un’esagerazione della realtà. Confido però che già dalla prossima settimana tutto torni alla normalità per come è giusto che sia. Molti colleghi specialisti mi confermano che il trend si avvia alla normalità.”

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In ginocchio molte attività commerciali

Continuano a boccheggiare molte attività commerciali ed alberghiere. Giovanna Analdi, titolare della storica tabaccheria di fronte alla Cattedrale, rincara l’allarme lanciato un paio di giorni fa.

”Va di male in peggio. Non registriamo alcun miglioramento. Chiudo l’esercizio a orari impensabili, la sera anche prima delle diciannove. I miei due impiegati dovranno anticipare le ferie. Non ho soluzioni. Se continua così come finirà? Dovremo abbassare le saracinesche?”

Ad Analdi fa eco Francesco Massaro, titolare dell’omonimo bar in zona università. “L’altro giorno vi parlavo di un calo di vendite del 30%, oggi va peggio. Abbiamo dimezzato la produzione. Banchetti annullati, affluenza ridotta. Aspetto la prossima settimana, quando si riapriranno le scuole e l’Università per valutare il da farsi. Se dovesse continuare così dovrei valutare anche delle inevitabili decisioni in merito al personale (ho 35 impiegati). Sono però razionale. Non mi demoralizzo.”

Allarmato anche il signor Ignazio Mastrolembo, del bar Marocco, in corso Vittorio Emanuele. “Tutto fermo. Nessun segnale di ripresa, anzi. Aspettiamo con ansia che lunedì arrivi la nave da crociera e che martedì riaprano le scuole. Se dovessero essere deluse le aspettative non so quali scenari si prospetteranno. Questa crisi va avanti da quasi una settimana e rischia di diventare insostenibile.”

Molto allarmati anche gli albergatori. Sentiamo il titolare di un hotel a quattro stelle, di una bellissima zona della città.

”Prenotazioni annullate fino ad aprile, perdita di oltre il 50 %, gruppi di stranieri che hanno dato forfait dall’oggi al domani. Hotel semi vuoto. Attendevamo due comitive di americani in questi giorni, ma tutto si è risolto con un nulla di fatto. Non era mai successo nulla di simile. Se non ci rialziamo a breve si rischia di prendere provvedimenti drastici.”

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Su altri fronti però la vita palermitana pare essere tornata alla normalitá. È tornato routinario il traffico, le code ai semafori, le auto in doppia fila. Le vie del centro tornano a ripopolarsi. Aperti i musei, con iniziative gratuite per tutto il week end. Nessuno stop, ma pochissima affluenza per le palestre, piscine cinema e teatri. Un trend per certi versi bizzarro, quello registrato a Palermo, dove sono stati affollati due mega eventi, in 300 accalcati alla Feltrinelli per Gabbani e in 500 alla Mondadori Forum per Elettra Lamborghini. C’è chi insegue i propri beniamini senza timore del virus, c’è chi teme di prendere il caffè al bar. Paradossi nella terra del paradosso.

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