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Muore a 28 anni per la puntura di un’ape

È successo a Cammarata nell’agrigentino. Perché una puntura di insetto può causare lo shock anafilattico?

Morto a 28 anni per una puntura d’ape. È successo a Cammarata, nell’agrigentino, dove due giorni fa il giovane è stato punto dall’insetto.

Il ragazzo si trovava a bordo della sua automobile in compagnia della giovane fidanzata quando l’ape lo ha morso: da quel momento Lorenzo, secondo una prima ricostruzione, ha cominciato a sentirsi male e ad accusare problemi respiratori. Immediata la corsa al prpnto soccorso di Cammarata, dove le condizioni del giovane sono apparse subito serie e il trasferimento in elisoccorso al Sant’Elia di Caltanissetta.

Lì i medici hanno provato a fare di tutto per salvargli la vita ma, dopo due giorni in rianimazione, Lorenzo è deceduto.  Questa mattina la tragica notizia che ha sconvolto la comunità agrigentina.

Cos’è lo schock anafilattico?

Lo shock anafilattico è una reazione allergica particolarmente severa, che si manifesta solamente in alcune circostanze. Le punture di insetti fanno parte della casistica che causa lo shock. Saperne riconoscere prontamente i sintomi risulta quindi essenziale per arrestare l’innesco di una cascata di eventi emodinamici che possono portare a morte del paziente.

Il quadro sintomatologico associato allo shock anafilattico, complesso e multiforme, passa generalmente attraverso una serie di manifestazioni di gravità crescente:

brusco calo pressorio e tachicardia → prodromi dello shock anafilattico: pallore intenso, orticaria generalizzata (pruritoche inizia di solito a mani e piedi), sudorazione profusa con cute fredda, vertigini, senso generalizzato di grave malessere, ansietà, angoscia, raucedine, abbassamento della voce, disfonia, tossestizzosa;

angioedema delle vie aeree superiori → broncospasmo e importanti difficoltà respiratorie, tachipnea con respirazione superficiale (ipocapnia); possono comparire sintomi enterici (dolori addominali, nausea e vomito) e si apprezza una reazione cutanea generalizzata (arrossamento e prurito diffuso);

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cianosi (colorazione bluastra della cute) e marcata sensazione di soffocamento;

→ collasso circolatorio, perdita di coscienza e convulsioni → coma e morte che sopraggiunge in seguito all’asfissia, alla grave ipossia o per arresto cardiocircolatorio legato all’ipotensionesevera.

La comparsa dei sintomi tipici dello shock anafilattico segue l’esposizione all’allergene di un tempo variabile da pochi secondi ad oltre un’ora (intervallo medio inferiore ai 10 minuti), subendo in tal senso l’influenza di diversi fattori, come la struttura e la via di introduzione dell’antigene (orale, inalatoria, endovenosa…). Nelle forme ad esordio rapido, per esempio, lo shock anafilattico compare in maniera brusca, scorporato dai prodromi appena elencati.

Dal momento che soltanto una terapia tempestiva ed adeguata può riportare progressivamente alla normalità i parametri vitali ed il quadro clinico, la prognosi è tanto più grave quanto più breve è il tempo che intercorre tra l’esposizione all’allergene e la comparsa del quadro clinico tipico dello shock anafilattico. Inoltre, è noto come la gravità della reazione allergica sia inversamente proporzionale al tempo di insorgenza, anche se in alcuni casi una sintomatologia grave può manifestarsi a distanza di alcune ore.

 

INCIDENZA DELLO SHOCK ANAFILATTICO: stimata in 30-50 casi ogni 100.000 abitanti per anno, con una mortalità dello 0,0006% (negli Stati Uniti si stima che un decesso su 1600 sia dovuto ad uno shock anafilattico, mentre la popolazione considerata a rischio è compresa tra l’1 ed il 15 percento).

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