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Mamma è colpa tua! Viaggio nel mondo dei preadolescenti

Cambiano il corpo, il linguaggio, i gusti. Se prima amava Minnie e Topolino oggi ne farebbe un falò. Breve vademecum per sopravvivere con un preadolescente in casa

Oh genitori, lasciate ogni speranza voi ch’entrate nel mondo della preadolescenza.
Dante perdonami. Ma non riesco ad immaginare incipit più pertinente per parlare della turbolenta fase dei nostri figli, tra i 9 e i 12 anni. Che poi, non è tanto un Inferno, quanto un vero e proprio Purgatorio. Un Limbo dal quale si spera di uscire attraverso una strada che porti ad una parentesi più paradisiaca.
Un bambino entra nella preadolescenza di punto in bianco, annuncia il suo ingresso sbattendo la porta, non suonando il campanello e presentandosi come galateo imporrebbe.
Un bambino entra nella preadolescenza camminando come una mina vagante, pronta a scoppiare per un “non-so-che” che avverte o vede solo lui.

Le altalene della preadolescenza

Un bambino, nell’arco di 24 ore, ha la rapidità di entrare nella preadolescenza e di uscirne istantaneamente alla velocità della luce, in un’altalena perenne che mette a dura prova la psiche ormai labile di ogni genitore.
Ora, a parte Dante che ha avuto un intuito lungimirante, siccome nessun manuale, di quelli che ogni genitore ha spulciato di nascosto tra gli scaffali della libreria buona della città almeno una volta a stagione, vi parlerà dei segnali palesi di questa terribile fase, ma cercherà solo di darvi consigli su come superarla, eccomi qui a indicarvi alcuni campanelli d’allarme per cui sarà necessario dotarsi di elmetti medievali e di santa pazienza.
Perché, di lì a poco, scoppierà la guerra generazionale tra genitori (“vecchi”) e figli (“gggiovani”)!

I “campanelli d’allarme” della preadolescenza

IL LINGUAGGIO VERBALE. Figo e Tipo diventeranno un intercalare costante e rappresenteranno, per un preadolescente, la sintesi di ogni concetto che potrebbe essere espresso in un modo più affascinante ed articolato, così come noi genitori pretenderemmo da un figlio che va a scuola da circa cinque anni.
Esempio pratico:
“Tesoro, che ne pensi di questo libro?”
“Figo”
“Quindi, di che parla questo libro?”
“È tipo Piccole Donne”
“Allora ti è piaciuto?”
“Mmmm, sì dai è figo”
Ad ogni Tipo e Figo di un preadolescente, Dante si rivolta nella tomba, un seguace dell’ Accademia della Crusca subisce un infarto e un genitore alza lo sguardo al cielo invocando silenziosamente un Santo qualsiasi.

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IL LINGUAGGIO CORPOREO. Ogni contatto fisico che ricordi lontanamente una coccola, verrà vissuto con ribrezzo, specie se nelle vicinanze si trovano altri coetanei del figlio preadolescente. Piuttosto si farebbero stritolare dall’abbraccio di un Boa Constrictor che subire un abbraccio genitoriale. In pubblico però.
La preadolescenza, infatti, è un’altalena di sentimenti, quindi il bacio della buona notte, i piccoli fetenti lo pretendono sempre. Certo, al buio, nella propria cameretta, lontano da occhi indiscreti, non sia mai che un coetaneo preadolescente si materializzi proprio lì in quel momento!

Il VESTIARIO. Sentite puzza di bruciato? È lui, il preadolescente. Quel bambino che il giorno prima amava le tute di Spider Man o la T-Shirt delle Winx, ha appiccato un falò degno del Tribunale dell’Inquisizione in cui brucia ogni riferimento alla Disney e roba simile. D’ora in poi, punterà il guardaroba del genitore chiedendo amorevolmente: “Fighi i tuoi jeans, me li lasci quando muori?”.
Caro genitore, in tal caso, ti consiglio di non lanciare il figlio preadolescente nel falò insieme a Minnie e Topolino, ma sii furbo, lascialo di stucco, usa un Barbatrucco (che hai dovuto sorbirti per anni) e rispondi: “Un genitore non muore maaaaiiiiii!”. Con annessa risatina satanica.

Mamma è colpa tua

È SEMPRE COLPA TUA (O MEGLIO, DELLA MAMMA). Sei nel lato Sud della casa, seduta immobile sul divano a parlare al telefono? Ebbene, se il preadolescente scivola accidentalmente nel lato Nord della casa perché è inciampato sulla sua stessa scarpa e si è fatto male, urlerà contro di te: “E daaaaiiii però mamma!!!”. Bah, mistero. Manco fossi David Copperfield che si materializza dove e come vuole.
È agosto, stai andando al mare con la promessa (mai promettere nulla ad un preadolescente!) di una bellissima giornata all’insegna del sole e delle nuotate, ma all’orizzonte avvisti dei nuvoloni neri, le onde si fanno alte e minacciose mentre il prendisole svolazza grazie al vento che cambia? La reazione del preadolescente sarà: “Uffaaaa Mammaaaaa!!” (I preadolescenti non argomentano mai, utilizzano frasi basiche con eco di vocali). Bah, mistero anche questa volta. Manco fossi iLMeteo.it.

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LO SMARTPHONE. Il vero tasto dolente. Se glielo vieti sbagli, se glielo concedi sbagli; se gli racconti che alla sua età usavi la cabina telefonica, sbagli di nuovo; se gli dai un vecchio Nokia caduto in disuso per cercare di accontentarlo, per sbaglio, il Nokia, volerà dalla finestra.
Senza giri di parole, il preadolescente è attratto dal mondo Smartphone con annessi accessori, così come Winnie The Pooh è attratto dal miele. Inizierà a cercarlo, a desiderarlo perché gran parte dei suoi coetanei lo possiede. Non ti chiederà più le Tic Tac, ma ti chiederà d’installare Tik Tok. Il mio consiglio? Far capire loro che uno Smartphone in mano può essere sì utile, ma può anche trasformarsi in un’arma che gli si può rivoltare contro. Se fino all’altro ieri, era un bambino non ancora maturo per mettere sul fuoco la pentola dell’acqua, come possiamo adesso dargli in mano qualcosa con cui può bruciarsi, e anche tanto?

E qui si passa alla nuova concezione del TEMPO per un preadolescente. Questi mezzi bimbi e mezzi ragazzi, che giusto due anni prima hanno imparato a leggere l’orologio, adesso pretendono tutto e subito. Perché vogliono far parte di un gruppo che non è quello familiare, ma la micro cellula di una prima comitiva. E una comitiva è composta da coetanei che, essendo giovani e non vecchi come noi, hanno una concezione del tempo istantanea, giustamente al passo con il loro tempo.
Ora, dato che noi genitori dei preadolescenti di oggi tanto vecchi alla fine non siamo, utilizzando un linguaggio “adeguato”, potremmo fargli capire che:
“Tik ToK è figo, ma che è anche figa l’opportunità che loro hanno di avere tutto il Tempo del mondo e che, tipo, non è una cosa tanto figa bruciare ogni tappa così velocemente, perché poi non avranno più nulla da scoprire e da conquistare. Che è figo passeggiare con gli amichetti, ma che è altrettanto figo, che ne so, tipo guardarsi attorno, volgere lo sguardo oltre uno smartphone. Che è figo essere grandi, ma che i veri grandi tutto questo tempo, tipo, non ce l’hanno quindi tanto figo non è. Infine, che la cosa veramente figa, mio caro figlio figo, sarebbe, tipo, fermarlo il tempo, anche se tu vuoi andare velocemente, e che un poeta di tanti, ma tanti, ma tanti anni fa, di nome Dante, che tra poco studierai e che, tipo, ha scritto tante cose fighe, ha detto che ‘Vassene il tempo è l’uomo non se n’avvede’ e se non sai cosa significa perché questo Dante è vecchio, beh fidati che se ti prendi un pò di tempo per riflettere, dato che i neuroni fighi te li ho donati insieme al resto del corpo, allora ti renderai conto che fermarsi a pensare e capire le cose, renderanno il tuo tempo veramente figo”.
Scusami Dante, ma se non glielo spiego così ad un preadolescente il cammino a cui va incontro, come potrà capire che:
“Questa montagna è tale.
Che sempre al cominciar di sotto è grave,
E quant’ uom più va su, e men fa male”.
(Purgatorio, canto IV)

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