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L’infettivologo Cascio: applichiamo con intelletto le nuove regole di contenimento del Covid

Commentiamo con il noto infettivologo palermitano Antonio Cascio le indicazioni del nuovo dpcm

Un nuovo dpcm che prevede, in una buona sostanza, una netta riduzione delle situazioni conviviali. Niente feste, cerimonie ristrette a soli trenta invitati, locali che devono chiudere entro mezzanotte e dopo le 21 non possono consentire la sosta in piedi dei clienti. La decisione che fa più discutere è la raccomandazione a limitare pranzi e cene con invitati a più di sei persone, compresi i padroni di casa. Una scelta che fa storcere il naso, soprattutto in un periodo dell’anno tipicamente deputato all’inizio delle reunion tra amici e parenti. Una scelta, come ha ribadito il premier Conte nel pomeriggio, dettata dalla consapevolezza di un rischio, dal tentativo di affrontare al meglio questa nuova fase della pandemia, cercando di eludere il timore di nuovi lockdown. Intanto il bollettino odierno racconta di 5.901 casi nazionali e di 334 nuovi positivi nell’Isola. In merito alle nuove regole da seguire, abbiamo chiesto un parere al professore Antonio Cascio, primario infettivologo al Policlinico di Palermo e professore ordinario alla Cattedra di Malattie Infettive della Facoltà di Medicina di Palermo.

Professore, dobbiamo ridurre le occasioni di incontro, anche tra familiari, cHe ne pensa?

Il contagio intrafamiliare gioca un ruolo importante in questo momento. Quindi non é sbagliato fare attenzione anche in famiglia, pure nel ramo ristretto dei conviventi. Faccio un esempio: io sanitario che mi espongo a un rischio quotidiano,  cerco di essere cauto con i miei familiari, soprattutto se si tratta di anziani o di soggetti a rischio. Condivido la scelta del Governo, penso anche che le regole vadano applicate con intelletto. Se io frequento sempre le stesse cinque o sei persone, siano esse amici o parenti, ed ho una casa capiente, ben areata e ci ritroviamo in otto o in nove, invece che in sei, non si dovrebbero correre rischi. Il discorso cambia se allargo notevolmente i numeri, soprattutto se vado a stipare in un ambiente piccolo tante persone. Il momento è davvero delicato, quindi ci vuole prudenza, ma mai terrore.

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Migliaia di nuovi casi al giorno, ci aiuti però ad analizzarli

Non dobbiamo limitarci a contare i nuovi positivi, che saranno sicuramente tantissimi, considerate le migliaia e migliaia di tamponi che eseguiamo ogni giorno. L’analisi di questo momento va fatta paragonando il numero dei pazienti ricoverati di oggi a quelli del periodo del picco in primavera. Finora i numeri sono alti ma ancora teniamo duro. Il rischio é quello di andare sotto stress come posti letto nei reparti. Al momento la situazione però è sotto controllo, va specificato che i casi rispetto all’estate sono in aumento, giorno dopo giorno, ma che molti dei positivi sono asintomatici o paucisintomatici. Oggi abbiamo possibilità di fare un numero di tamponi tre volte superiore rispetto a quelli di marzo. Questo spiega le aumentate proporzioni del numero dei contagiati, ciò non toglie che si debba necessariamente essere prudenti.

Perché si é abbassatA l’etá media dei positivi?

Per due ragioni: perché oggi i giovani sono maggiormente tracciati rispetto alla primavera scorsa e perché i più giovani sono diventati i vettori della malattia. Il boom si è avuto la scorsa estate con i tanti positivi di rientro dai luoghi vacanzieri. I giovani in questa fase dell’epidemia hanno ingranato la marcia al virus. Mi trovo quindi d’accordo sulle restrizioni alla movida, necessarie per arginare il percorso del virus.

La scuola può diventare un altro vettore importante di contagio?

Non credo ed anzi reputo importante la formazione in presenza. La scuola è un luogo sicuro a patto però che si faccia attenzione fuori dalla scuola. Quindi no alle mega riunioni pomeridiane di ragazzi, all’affollamento nei mezzi pubblici e occhio anche alle feste dei piccoli, in questo momento sono da evitare.

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Come dobbiamo affrontare la stagione fredda con l’ombra del Covid?

Occorre imparare a convivere con criterio con il virus. La vita deve continuare: dobbiamo imparare a stare un po’ più distanti l’uno dall’altro, a usare bene la mascherina (ovviamente se sono solo all’aperto e nel mio raggio d’azione non vi é nessuno, inutile usarla), ad adeguare il nostro quotidiano alla presenza del Covid.

Occorre seguire le regole con intelletto, senza terrore o peggio terrorismo.

Ristoranti, palestre, piscine, teatri, sono luoghi a rischio?

No, se fruiti bene. Se il ristorante ha i tavoli ben distanziati e un buon sistema di areazione non si corrono rischi. In palestra e in piscina attenzione massima negli spogliatoi. A teatro sí, ma sempre con distanziamento e certi che il luogo sia ben areato.

Come dobbiamo comportarci con i nonni?

I nonni vanno tutelati massimamente. Sono soggetti a rischio già per quanto riguarda la comune influenza stagionale. Non impediamo ai nipotini di vederli, ma usiamo le precauzioni ed evitiamo di respirarci addosso. Se i nonni hanno dei badanti, dobbiamo istruire questi ultimi a uno stile di vita adeguato alla responsabilità che ricoprono.

Ci aspetta un inverno di grandi contagi?

È probabile che il numero dei positivi crescerà notevolmente, non è detto che ciò corrisponderà a un aumento dei ricoveri in terapia intensiva o al numero dei morti (fermo restando che occorre distinguere tra morte per Covid o con Covid). Affinché sia così però, lo ripeto, occorre prudenza, seguire le regole igieniche e di distanziamento, sottoporsi al vaccino antinfluenzale e antipneumococcico (deve farlo anzitutto chi é a rischio), così da favorire le diagnosi differenziali e da evitare che si sovrappongano due virus. Occorre essere cauti, diligenti e al contempo non vivere nel terrore, occorrenza che non è mai utile per affrontare i momenti difficili.

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