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Le migliori serie tv per ragazzi (almeno secondo noi)

Vademecum per serie tv per bimbi e ragazzi

Le case risplendono di una luce diversa, avete iniziato a fare il cambio di stagione, la primavera fa cantare gli uccellini e sbocciare i fiori, ma siete geolocalizzati in zona rossa con figli al seguito? I bambini e i ragazzi sono continuamente davanti ad un monitor tra attività scolastiche ed extra scolastiche e voi genitori non ne potete più di vedere le loro gote di un candido color grigio, verde, violaceo, ma non potete farci nulla? E, soprattutto, avete infiniti sensi di colpa perché utilizzate il monitor a mò di tata altrimenti non si riesce a combinar nulla tra esigenze lavorative e incombenze quotidiane sempre e solo in casa? Beh, vedetela così, dentro al mondo sconfinato dei monitor, a cercar bene, qualcosa di veramente sano si può trovare da proporre ai bambini e ragazzi costretti a casa. E se non lo volete cercare voi, eccomi qui a risparmiarvi la fatica.
Breve precisazione: non voglio sentirle la solita solfa del “eh, ma non è possibile che i nostri figli stiano sempre davanti ad un monitor” per due semplici ragioni. Per prima cosa bisogna essere onesti con noi stessi e dopo avergli proposto la passeggiata entro i 300 metri da casa, riposato un pò, bevuto, mangiato, docciato, completato i compiti, trascorso un minimo di tempo di qualità insieme, di fronte ad altre 5h di vita diurna e dinanzi alla necessita di “parcheggiare” un figlio per seguirne un altro, che cosa volete ancora proporre? Meglio una serie di qualità che uno scrollamento apatico sul cellulare no? Secondo aspetto: voglio tranquillizzarvi perché, a seguire, realizzerò anche un articolo sui libri per bambini e ragazzi, da far leggere in autonomia o insieme.
Intanto però non demonizziamo la tv, poiché dentro a quel bel rettangolo di ultima generazione si snoda un mondo di qualità così come all’interno di un buon libro.

Anna e le altre

“Chiamatemi Anna”. (Netflix, 3 stagioni) Dimenticate la nostra infanzia anni ‘80/‘90 travagliata dai continui cartoni animati ambientati in orfanotrofi, tra cui “Anna dai capelli rossi”. L’Anna messa in scena da Moira Walley-Beckett parte dalla trama originaria per proporre avvincenti correlazioni con tematiche contemporanee quali l’inclusione, l’omosessualità, lo sdoganamento del ruolo femminile (meravigliosa la figura di Miss Stacy, insegnante anticonformista e irriverente), i tumulti di quella fase critica che fa da ponte tra l’infanzia e l’adolescenza. Un azzeccato connubio tra ambientazione ottocentesca e tematiche incombenti e sempre attuali, tra il freddo Canada e il calore della gioventù, che trovano nell’interpretazione di Amybeth McNulty (Anna) un fil rouge perfetto. Piccola curiosità: i titoli degli episodi sono ripresi dal romanzo “Jane Eyre”, a cui Anna è molto legata. Vi assicuro, cari genitori, che ogni tanto capiterà che vi soffermiate a vedere qualche puntata insieme ai vostri figli. (No, non è una serie rivolta esclusivamente alle femminucce, anzi!).

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“La mafia uccide solo d’estate” (RaiPlay, 2 stagioni) Ottimo prodotto Made in Italy in cui con arguzia, intelligenza e ironia viene trattato il grande male del nostro paese: la mafia appunto. Gli episodi ripercorrono l’incedere della mafia in Sicilia (e non solo) a partire dagli anni 70, intrecciando le violente vicende mafiose alla quotidianità della famiglia palermitana Giammarrese. Pif è il narratore, la versione adulta del piccolo protagonista, ottimo escamotage che permetterà ai vostri figli di comprendere pienamente un argomento così delicato e di cui non si parla mai abbastanza. Il cast è eccezionale, tutto quanto. La ricostruzione storica di una finezza e precisione encomiabili, ma il grande merito va alla caratterizzazione grottesca dei personaggi mafiosi che vengono derisi e finalmente “ridotti” a personaggi smitizzati. Il tutto grazie alla potente arma dell’ironia a cui i ragazzi vanno approcciati da subito.

Accontentare figli di etá diverse

“Una serie di sfortunati eventi” (Netflix, 3 stagioni) tratto dal ciclo di libri omonimi scritti da Lemony Snicket (pseudonimo dell’autore Daniel Handler) è la serie perfetta per accontentare, in un colpo solo, più figli di età diverse. I protagonisti sono i tre fratelli Baudelaire, rimasti improvvisamente orfani, che devono barcamenarsi tra mille sfortunati eventi per sfuggire alle mire ereditarie del perfido conte Olaf e ad un mondo adulto che naviga in un mare di cattiveria e ambiguità. L’ambientazione gotica, bohémien e alla “Tim Burton” contribuisce a ricalcare il mondo inverosimile in cui interagiscono i tre fratelli. Ma la loro arguzia e la loro intelligenza fanno parte delle grandi potenzialità che derivano dall’unione affettiva che solo tra fratelli può esistere. Consigliatissimo anche il film “Lemony Snichet” in cui campeggia la grande interpretazione di Jim Carrey in un cast davvero eccezionale.

“Serie su Snoopy” (Apple Tv). Nel 1950 il genio di Charles M. Schulz creò i mitici Peanuts e 70 anni dopo dalla loro nascita e 20 anni dopo la morte di Schultz, Apple TV dedica parte del palinsesto alle serie tv ispirate al mondo dei Peanuts. Ognuna più bella e magica dell’altra: Peanuts in Space, Snoopy in the Space, The Snoopy Show. Nulla di troppo antico per i vostri figli, fidatevi. Perché le cose belle non hanno età. I personaggi dissacranti e genuini dei Peanuts riusciranno a far immedesimare i bambini di oggi come i bambini di un tempo. La brevità degli episodi, poi, è perfetta per i  più piccoli ma non fatico ad immaginare voi genitori seduti di fianco ai vostri figli a sorridere delle avventure di Snoopy, Charlie Brown&Co. e, magari, a ricercare i mitici fumetti dei Peanuts tra gli scatoloni riposti in soffitta. Un ottimo collante tra passato, presente e futuro.

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“Geronimo Stilton” (RaiPlay, Netflix, 3 stagioni). Uno dei beniamini della letteratura per ragazzi approda in tv e con grande successo. Chi non ha in casa un libro dell’infinito mondo di Geronimo Stilton, sia che rivisiti grandi classici sia che si avventuri in mille vicissitudini. E la serie è ugualmente avvincente. Quelle parole scritte a caratteri cubitali o deformanti e quelle illustrazioni cosi coinvolgenti che movimentano le pagine dei libri creati da Elisabetta Dami, prendono vita in TV seppure con qualche lieve modifica relativa ai personaggi. Ma l’avventura e le risate sono comunque assicurate!

“Piccolo Malabar-Alla scoperta dei misteri dell’Universo” (RaiPlay, 26 puntate). Produzione francese molto raffinata che ha ben presente il pubblico di riferimento. Ogni puntata ha la durata di 5 minuti circa, perfetta per avvicinare i bimbi, in età prescolare, ad un mondo che è l’universo stesso. Il piccolo Malabar e i suoi amici animali esplorano, di volta in volta, le tappe fondamentali del nostro sistema solare rispondendo alle piccole curiosità di ciascun bimbo e proponendo con semplicità delle vere e proprie nozioni astrofisiche (la serie gode della collaborazione di Jean Dupret, astrofisico del CNRS). Il tutto partendo da piccole azioni quotidiane che i bambini subito riconosceranno. In un periodo in cui è vietato viaggiare, il Piccolo Malabar regala dei viaggi unici.

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