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Le convulsioni febbrili nei bambini, riconoscerle per non temerle

Vi sono quelle semplici e quelle complesse. Ecco cosa fare nell'immediato e come monitorarle

 

Salve Dott.ssa,
il mio bambino ha un anno e mezzo e ha avuto una convulsione durante la febbre. Ci siamo preoccupati e l’abbiamo portato in ospedale. Temo che possa succedere di nuovo al prossimo episodio febbrile. Cosa dovrei fare? Ciò significa che il mio bambino è epilettico?
Grazie.
Carmen

Cara Carmen,
le convulsioni febbrili semplici rappresentano un evento frequente in età pediatrica.
Assistere ad una convulsione lascia certamente una forte traccia emotiva e, anche se la durata è breve, quei pochi secondi rappresentano un tempo infinito agli occhi dei genitori.
Per questo motivo è bene essere informati e sapere cosa fare in questi momenti per aiutare il bambino.

Si tratta di un disturbo neurologico di tipo parossistico

Che interessa generalmente i bambini fino ai 5 anni, età in cui generalmente il disturbo scompare. Nella maggior parte dei casi la convulsione si manifesta in presenza di febbre alta, ma talvolta quest’ultima può mancare e la temperatura corporea può innalzarsi alla fine della crisi stessa.
Ad oggi non è del tutto chiaro quale sia il meccanismo scatenante. Si tratta di un disturbo multi-fattoriale ed è stata dimostrata una predisposizione genetica; spesso uno dei genitori o uno dei familiari più stretti da bambino ha presentato il medesimo disturbo.

Le convulsioni febbrili si distinguono classicamente in:

– semplici: insorgono in bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni, hanno una durata < 15 minuti, hanno carattere generalizzato con perdita di coscienza e non si ripetono nell’arco di 24 ore;
– complesse: possono aversi in bambini con età > 5 anni, possono avere carattere parziale (interessare ad esempio un solo arto) e possono ripetersi nell’arco di 24 ore.

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Le convulsioni febbrili semplici sono la forma più frequente.

Come si manifesta una crisi convulsiva febbrile semplice?

Ecco i segni per riconoscerla:
– perdita di coscienza
– movimenti ripetitivi ritmici degli arti (clonie)
– rilassamento muscolare (ipotonia) o irrigidimento muscolare (ipertonia)
– fissità dello sguardo
– revulsione dei bulbi oculari (rotazione verso l’alto degli occhi)

La convulsione febbrile è seguita da un periodo di sonnolenza, che prende il nome di periodo post-critico.

La durata della crisi è generalmente breve (1-2 minuti) e nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente.

Cosa fare se si manifesta una crisi convulsiva febbrile?

– mantenere la calma;
– posizionare il bambino durante la crisi di fianco per evitare l’inalazione di secrezioni del cavo orale o eventualmente di vomito;
– eliminare i residui di cibo dalla bocca;
– non forzare l’apertura della bocca con le mani o con l’ausilio di altri mezzi;
– allentare gli abiti;
– non somministrare liquidi o farmaci per bocca durante la crisi;
– osservare le caratteristiche della crisi e la durata.

E’ bene sapere che le convulsioni febbrili posso ripresentarsi, anche a distanza di tempo. Ciò non deve fare stare in ansia i genitori per ogni febbre del proprio bambino. E’ stato osservato che le recidive sono più frequenti se l’età di comparsa delle crisi è precoce, soprattutto se il primo episodio si è verificato entro il primo anno di vita.
Le convulsioni febbrili semplici non sono sinonimo di epilessia e/o di meningite e non arrecano danni allo sviluppo psicomotorio del bambino.
Tuttavia è importante sapere che alcune patologie infettive possono determinare la comparsa di convulsioni, per questo motivo è sempre buona pratica fare visitare il bambino al Pediatra.

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CONSIGLI:

– Consultare il Pediatra o recarsi al Pronto Soccorso: saranno i medici a definire la necessità di ricovero ospedaliero (ad esempio in presenza di primo episodio insorto prima dei 18 mesi di età o per escludere patologie sottostanti infettive o neurologiche);
– Ricordate sempre di osservare le caratteristiche della crisi e la sua durata, in quanto questi dettagli sono dati utili per i Pediatri per risalire al tipo di crisi;
– Al primo episodio di convulsione febbrile i genitori devono essere istruiti su come affrontare a domicilio la crisi: come già scritto il disturbo si risolve spontaneamente in pochi minuti; se ciò non dovesse avvenire è opportuno somministrare farmaci per via rettale (diazepam). Esistono in commercio dei microclisteri pronti per l’uso, da utilizzare qualora la durata della crisi superi i 2-3 minuti. In questi casi non dimenticare di allertare i soccorsi o di portare il bambino presso il Pronto Soccorso più vicino.
– Le convulsioni febbrili non sono una controindicazione all’esecuzione delle vaccinazioni. I genitori devono essere opportunamente avvertiti della possibilità che alcuni vaccini diano una reazione febbrile ed eventuali conseguenti crisi convulsive. In particolare nei casi in cui si siano già verificate convulsioni febbrili. Le linee guide, nei casi sopracitati, suggeriscono di tenere a disposizione il Diazepam, da somministrare per via rettale in caso di crisi prolungata.

 

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