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L’amore dopo l’arrivo del bebè

Quando "l'inquilino" arriva spesso i neo genitori rischiano di perdere l'equilibrio costruito in due. Ecco i consigli dell'esperta per gestire una delle fasi più delicate della vita di coppia

Nove mesi di sogni, progetti, carezze al pancione e attenzioni. Molte coppia, non tutte ovviamente, durante la gravidanza vivono un idillio personale. Poi arriva il bebè, si passa qualche giorno in ospedale con medici e ostetriche che spiegano il come ed il perché è tutto pare semplice. Pare…perchè una volta tornati a casa, nulla o quasi, è per come lo si era immaginato. Le notti in bianco, le pipì e le pupù a tutte le ore ed un “cucciolo” che dipende in tutto e per tutto da mamma e papà. Non è semplice ed anche la coppia più affiatata vive attimi di delirio. Ne parliamo con la psicologa Valeria Augello.

Perché alcune coppie appena arriva il “nuovo inquilino” rischiano la crisi?

La gioia per la nascita di un bimbo investe sempre tutti e tutto, ma la famiglia appena formata deve anche confrontarsi con un nuovo mondo emotivo, che le chiede adattamenti e riadattamenti forti e continui, specialmente all’inizio occorre raggiungere in fretta un nuovo equilibrio e ciò non è sempre facile. La complicità presente all’interno della coppia, infatti, potrebbe subire forti oscillazioni e ripercuotersi, come sottolineano molti studi, nella qualità della relazione stessa.
Tempo, spazio ed attenzioni cambiano forma, e nel vortice delle nuove emozioni, a volte, si viene avvolti dal silenzio. Questo porta la coppia ad utilizzare come strategia per risolvere il problema l’evitamento, attraverso comportamenti inappropriati come, appunto il nervosismo, e si discute, ci si lamenta e si litiga per non parlare serenamente. In questi casi c’è una sola regola da seguire: interrompere la congiura del silenzio. Prima ancora di riequilibrarsi, prima ancora di difendere i propri spazi, prima ancora di scatenare l’amore, bisogna parlare, parlarsi.

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Il dialogo quindi alla base di tutto?

 

Anche in questo caso gli studi dimostrano come una coppia che, durante i mesi precedenti al parto, è riuscita a dialogare, ad continuare ad avere relazioni intime affettuose, a mantenere buoni campi vitali e contemporaneamente, a percepire e concretizzare il bambino che sta per arrivare, all’interno di questa loro realtà, difficilmente andrà in contro alla crisi post nascita.

Lettone sì o lettone no…?

Questo è un vero dilemma!
Io inizierei riflettendo sul protagonista di questo bisogno, e mi chiederei: “è un bisogno implicito del genitore avere il figlio nel lettone, o una reale esigenza del piccolo”?
La risposta è la chiave di tutto. Le manifestazioni dei bambini vanno sempre accolte e gestite, ma occorre stare molto attenti a non confondere i loro bisogni con i vostri. Inoltre è importantissimo che la decisione finale sia condivisa all’interno della coppia e bisogna stare attenti che non insorgano inutili sensi di colpa.

La coppia per restare a galla deve ritagliarsi degli spazi che siano solo per la coppia?

Ci sono spazi che non dovrebbero andare alterati, la coppia deve continuare ad essere contemporaneamente coppia romantica e coppia genitoriale. Per i tempi è necessario rispettare le proprie dinamiche personali. Per uscire e godersi una serata mamma e papà devono prima avere una buona serenità emotiva e liberarsi dell’ansia. Inizialmente non sarà molto facile, ma con un poco di esercizio è un risultato raggiungibile.

Fare una breve vacanza da soli? Quanto è legittimo?

Rispettando esigenze e tempi tutto si può fare, anche una vacanza, l’importante, ancora una volta, è raggiungere la serenità che permette di fare le cose e soprattutto di viverle bene.
Quando si adotta questa strategia per i bimbi non c’è nulla di traumatizzante.

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Come la mettiamo con i sensi di colpa?

Senso di colpa ed inquietudine ci allontanano sempre da ciò che stiamo facendo e ne vanificano il senso, non ci permettono di vivere pienamente il presente. Al di fuori del patologico, essi insorgono quando ci sforziamo di vivere delle situazioni per le quali e per varie ragioni, non ci sentiamo pronti. Ecco perché, all’interno della coppia, è sempre bene, prima di agire, raggiungere una fase di equilibrio emotivo, a sostegno delle possibili crisi, ma anche delle gioie.

La psicologia declama da sempre l’importanza di saper stare nel conflitto, che vuol dire?

Innanzitutto bisogna non evitare le discussioni, si resta senza parole perché erroneamente si pensa che chiudersi in se stessi aiuti la risoluzione del conflitto, ma cosi facendo si entra in un vortice negativo che si auto mantiene. Meglio discutere con rispetto (non litigare!) tirando sempre fuori le proprie emozioni e cercando di concentrarsi su di esse per condividerle, senza mai sostituirsi all’altro nelle loro interpretazioni. Anzi, donando sempre all’altro la possibilità di fare circolare liberamente la componente emotiva. Piccolo ma efficace segreto!

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