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La più grande paura di una mamma (ma anche di un papà)

Cosa temono le neomamme? Quali ansie "sconosciute" le assalgono? Cerchiamo di capirne di più con la psicologa Valeria Augello

Quando si diventa mamme, fuori di luogo comune, la vita cambia radicalmente. Si modificano gli orari, quindi le abitudini, lo stile di vita e la maniera di relazionarsi con gli altri. All’inizio lo scossone è forte. Il fagottino tanto atteso arriva e la vita con il nuovo “inquilino” difficilmente è per come ce la si era immaginata. Un’occorrenza che capita a molte neo mamme è quella di maturare delle paure nuove. C’è chi si scopre particolarmente apprensiva per situazioni, che prima la lasciavano indifferente, chi matura un senso di iper protezione verso se stessa e il piccolo, c’è chi teme per la sicurezza economica della famiglia. Delle tante paure delle mamme, ma anche di quelle dei papà, vogliamo parlare in una rubrica, che partirà nelle prossime settimane. Abbiamo infatti condotto un sondaggio su 100 genitori con bimbi al di sotto dei 2 anni. Dalle chiacchierate sono venute fuori le loro paure, alcune “tipiche” altre più sfumate. Le analizzeremo insieme, con il sostegno della psicologa Valeria Augello. Lo faremo in maniera semplice e conviviale, nello stile di A tutta Mamma, che vuole essere un luogo virtuale di incontro. Ne discuteremo per capire cosa c’è dietro un timore banale o addirittura dietro una paura che rischia di diventare ossessione, innescando ad esempio comportamenti compulsivi. Il tutto nella consapevolezza che vi è soluzione, lavorandoci su, seguendo i consigli dell’esperta e soprattutto mettendo buona volontà.

Partiamo intanto parlando della paura, del suo significato profondo.

Dottoressa, come si può definire la paura?

La paura è un’ importante emozione primaria, ovvero una risposta emessa dall’ individuo in base alla percezione di uno stimolo esterno. E’ presente fin dalla nascita, a testimonianza della sua importanza. Un vero sistema adattivo che modula il rapporto tra l’ambiente e l’organismo favorendo la sopravvivenza di quest’ultimo.

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Nel corso della vita di una persona, cambia la maniera di intendere il concetto di paura?

Dal punto di vista psicosomatico la reazione è identica, ciò che cambia e continuamente cambia, è il nostro atteggiamento nei suoi confronti, che scaturisce, ogni volta, dal senso che le attribuiamo.

Quindi non è sempre necessario legittimare la paura?

Solitamente proviamo paura in presenza di una minaccia, ovvero quando i nostri sensi percepiscono uno stimolo dannoso, o potenzialmente dannoso, diretto verso di noi, o verso le persone che ci circondano. In questi caso alla paura segue uno stato di attivazione neurofisiologica che ci consente di rispondere attraverso l ‘attacco, l’evitamento o la fuga, ma anche attraverso un blocco sia fisico che emotivo. Da questo possiamo capire come, se a prevalere è una minaccia irreale, i nostri comportamenti potrebbero risultare inadeguati e disfunzionali. Alla luce di ciò, è sempre bene legittimare ogni emozione che noi proviamo, cercando di riconoscerla e di accettarla per quel che è realmente, in questo modo non permetteremo ad eventuali paure immotivate ed irrazionali di a plasmare il nostro umore e le nostre azioni.

In gravidanza, complice la carica ormonale, pare che le paure diminuiscano. Quanto di scientifico vi è in questa affermazione?

Durante la gravidanza i pensieri, le preoccupazioni e gli ormoni, si intrecciano fra di loro, rendendo sicuramente più complessa la carica emotiva. Non possiamo dire che le paure diminuiscano…possiamo parlare di una gestione più o meno competente delle stesse.
Gli ormoni gravidici, necessari per gli opportuni cambiamenti corporei richiesti, sono sicuramente responsabili dei fenomeni neurovegetativi ma hanno anche una base psicosomatica, in quanto riflettono la presenza di eventuali paure nei confronti della gravidanza, della vita e del futuro.

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Cosa succede dopo la gravidanza?

Normalmente tutto rientra, sia fisicamente che emotivamente. La vulnerabilità lascia spazio all’assunzione piena del ruolo genitoriale grazie ad una meravigliosa evoluzione.

Questa acquisizione del proprio ruolo genitoriale potrebbe, invece, dar vita a nuove preoccupazioni? E’ Possibile sperimentare nuove paure?

Assolutamente si. Anche in questo caso è importantissimo chiarire il ruolo ed il senso che attribuiamo a tutto ciò che succede e che, di conseguenza, investe la vita del nostro bambino.
Spesso riemergono paure legate al nostro passato, che non siamo in grado di revisionare in maniera corretta, oppure può succedere che una paura prodotta da un evento reale, venga competentemente gestita in maniera tempestiva, ma che inneschi delle reazioni emotive talmente forti da non permetterci lo svincolo, per cui ogni volta che una sensazione qualsiasi (un suono, un odore, un sapore, una luce….), anche in maniera larvata, ci riporta a quel vissuto, noi reagiamo nello stesso identico modo. Attuando quindi un comportamento, fisico od emotivo inopportuno e disfunzionale.

Una mamma può vincere la paura, specialmente quando immotivata?

Certamente, bisogna lavorarci un po’ su, inizialmente per smascherarla, poi per attribuirle il giusto significato ed infine per contenerla. Tutto, comunque, passa dalla conoscenza degli eventi e, soprattutto, dalle reali possibili cause che questi potrebbero innescare.

Anche nella vita dei bambini?

Le ripercussioni sono scientificamente evidenti, anche se il manuale del buon genitore non è mai stato inventato, conoscere o riconoscere, le basilari dinamiche emotive può aiutarci a non commettere errori.

Una delle mamme, intervistate nel nostro sondaggio, ha detto: vedo me e il mio bambino dentro una gabbia. Siamo chiusi lì. Il mio desiderio è di riuscire a volare via. Non importa se io e mio figlio prendiamo direzioni diverse. Basta che usciamo fuori dalla gabbia.

E’ un’immagine molto forte, che immediatamente ci rimanda l’immagine di chi ha paura della paura. Consiglio a questa mamma, d’ora in poi, di seguire la nostra rubrica. Ne riparleremo meglio e circostanzieremo queste e le altre paure emerse nel sondaggio. Ne faremo una rubrica, che potrà crescere in divenire, anche con gli input che le mamme, qualora lo volessero, potranno inviarci tramite i nostri contatti. Ne parleremo con serenità e cercheremo di dare le risposte semplici ed adeguate. Vi aspettiamo.

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