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Io viva per miracolo nell’inferno della bomba d’acqua

La tragedia nel giorno della Santuzza

Il quindici luglio più doloroso nella storia di Palermo. Nel giorno della Santuzza la tragedia. Una bomba d’acqua che nel giro di neppure mezz’ora ha colpito la città, causando due morti. Un bilancio che potrebbe incrementarsi. Si tratta di un uomo e di una donna, rimasti travolti dalla pioggia battente mentre si trovavano  sulla loro auto  nei pressi di viale Regione, in un sottopasso di via Leonardo Da Vinci. Secondo le ricostruzioni l’uomo avrebbe tentato la salvezza a nuoto, ma sarebbe stato subito travolto dalla furia del fiume d’acqua, la donna invece sarebbe annegata nell’abitacolo dell’automobile. Dieci invece i bimbi ricoverati al Di Cristina per ipotermia, il più piccolo di loro ha solo nove mesi. Il punto più critico è stato proprio viale Regione siciliana, all’altezza dei locali dell’ex Grande Migliore, dove, nel giro di una trentina di minuti, si è scatenato il panico. Prima la pioggia leggera, quindi il temporale violento e il solito blocco automobilistico, che si verifica nella nota arteria viaria ogniqualvolta piove. Non il solito acquazzone estivo, quanto una pioggia  violentissima, come in città a memoria non se ne ricordavano. Le auto sono tutte bloccate, l’acqua inizia la risalita ed ecco che i più cercano di mettersi in salvo, abbandonando i mezzi. Momento di terrore documentati da una serie di video amatoriali diffusi immediatamente sul web.

La testimonianza di una mamma che si è salvata

Drammatiche le testimonianze di chi è ha vissuto in prima persone

Ecco la testimonianza di Aleysiria, una giovane mamma che racconta su Fb la sua esperienza:  “Io, mio marito e mia figlia siamo vivi per miracolo. Appena l’acqua ha superato le portiere mio marito ci ha tirati fuori e non vi dico le scene che abbiamo visto. La  bimba l’ha messa sul tetto e io incinta di 6 mesi venivo tirata dalla polizia verso la parte più sicura della strada. Ci siamo incamminati verso Salamone e Pullara attraversando questo inferno d’acqua. Paura, paura un odissea in un secondo è accaduto.”

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La testimonianza  prosegue con il racconto di alcuni dettagli sul precipitare improvviso della situazione.

“C’era traffico e pioveva leggero, quindi arrivati all’altezza del Big foot e non si camminava più e iniziava la tempesta siamo stati fermi per 30 minuti ma non accennava a diminuire e il livello dell’acqua era alle ruote nessuna macchina faceva passi avanti come una trappola poi in 10 minuti e salita l’acqua ed entrata dentro le macchine.”

Decine di auto sono rimaste impantanate in via Brunelleschi, a piazza Ingastone, in via Messina Marine vicino all’ospedale Buccheri La Ferla, ma anche vicino agli ospedali Civico e Policlinico. Lunghe code in viale Regione Siciliana per i sottopassi allagati. Centinaia le chiamate ai vigili del fuoco in due ore anche per infiltrazioni d’acqua negli appartamenti.

I Sommozzatori dei Vigili del fuoco hanno salvato una giovane rimasta intrappolata nell’auto sommersa dall’acqua in via Imera. Sono intervenute due squadre e i sub che sono riusciti ad arrivare alla vettura e tirare fuori l’automobilista.

Le parole del Sindaco Orlando

“Oltre un metro di pioggia è caduta oggi a Palermo in meno di 2 ore. La pioggia più violenta nella storia della città almeno dal 1790, pari a quella che cade in un anno. Una pioggia che nessuno, nemmeno i metereologi che curano le previsioni nazionali, avevano previsto, tanto che nessuna allerta di Protezione Civile era stato emanato per la nostra città.
Se l’allerta fosse stata diramata, sarebbero state attivate le procedure ordinarie che, pur nella straordinarietà degli eventi di oggi, avrebbero potuto mitigare i rischi. Ma non è il momento della polemica che lascio ad altri, anche perché so bene che la protezione Civile opera con grande professionalità basandosi su delle previsioni metereologiche fatte da altri e che oggi evidentemente nessuno poteva fare con accuratezza. Quanto è avvenuto deve spingerci ancora di più ad una profonda riflessione e a fare nostra le parole di ieri del nostro arcivescovo sul modello di sviluppo che sempre più sta alterando il rapporto fra l’uomo e l’ambiente e il clima del nostro pianeta. In queste momenti tutta la macchina comunale è impegnata per affrontare questa emergenza non annunciata al massimo dell’impegno e della professionalità mentre attendiamo con apprensione che i vigili del fuoco ci diano notizie sulle persone che ancora al momento risultano disperse e siamo vicini ai loro familiari.”

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Sui social monta il dolore, la rabbia, la pretesa che sia fatta giustizia.

“Non si può morire per la pioggia. Chi ha trascurato la manutenzione si assuma la responsabilità.”

Ottavia scrive su Fb: “Mi aspetto del dimissioni del Sindaco. Morti evitabili nel 2020. Solo dolore, amarezza e voglia di giustizia.”

Raffaella: “Nel mio palazzo siamo con il garage sotterraneo allagato fino al livello del piano stradale (con le auto dentro), senza acqua corrente, senza luce condominiale e quindi anche senza ascensore. E ovviamente non è nulla rispetto a quello che è successo oggi a Palermo.”

Ed ancora c’è chi definisce il sottopassaggio della tragedia “killer”, da chiudere immediatamente perché un autentico pericolo da sempre ogniqualvolta scende “anche solo un acquazzone”.

Intanto a Palermo è ancora un risuonare continuo di sirene di ambulanze e vigili del fuoco. Si attende di capire quale sarà il bilancio definitivo di questo indimenticabile 15 luglio, il giorno che i palermitani attendo tutto l’anno e che quest’anno ha legato al silenzio dei festeggiamenti mancati, il rumore senza fine del dolore.

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