Home » Io, che ho sposato uno chef, mi faccio raccontare una ricetta tutta primavera

Io, che ho sposato uno chef, mi faccio raccontare una ricetta tutta primavera

Oggi Roberta Serio ci presenta suo marito, chef di un celebre ristorante siciliano, che spiega una ricetta golosissima

Ad onor del vero, quanti chef avete visto in queste settimane su Facebook? Tanti. Tantissimi. Forse troppi (o forse no?!). Ognuno con le proprie video ricette ed innumerevoli consigli su impasti, lievitazioni, pane, pizza, brioche per i bambini” (capro espiatorio di ogni nostro desiderio di gola), marmellate, parfait, krapfen, arancine, cassate al forno, cassate classiche. E poi, sempre loro, i cuochi, coinvolti a rispondere agli innumerevoli quesiti: “Le pieghe?come si fanno?”

 “Perché il mio impasto sa sempre di lievito?”

“Quale taglio di carne devo chiedere al macellaio?”… “Perché le mie sfinci si sono sgonfiate?”… “Perché a mio marito non è piaciuto?”

 E loro, sempre loro, i cuochi, a destreggiarsi tra doti di chiaroveggenza, per ipotizzare quale sia stato il cambio di variabile responsabile di tali insuccessi culinari dei follower, e capacità comunicative– nonché diplomatiche- da public relators. Sì, anche i più schivi, anche i più taciturni, soliti a lavorare come macchine da guerra, a capo chino, all’interno delle loro roventi cucine, hanno infranto la timidezza e si sono scoperti insospettabili oratori “social”.

I cuochi che ci tengono compagnia

Indossata la loro giacca bianca, taluni invece  “in borghese”, si sono lanciati in “filippiche” dimostrazioni dal vivo e non, ci hanno tenuto compagnia ed infuso serenità, dato che cucinare -ammettiamolo- è stata l’attività di conforto a cui tutti ci siamo appigliati in questa lunghissima pausa dalla “vita vera”. È quindi inevitabile che ne siate venuti  “a contatto”, magari anche vostro malgrado. La verità è che la mia disamina del fenomeno non è affatto imparziale o scevra da condizionamenti, perché io un cuoco l’ho sposato. E stavolta ho deciso di chiedere a lui il suggerimento da condividere con voi per il nostro dolce (per)passatempo.  Gaetano (Billeci) cucina dall’età di 14 anni, in giro per il mondo, ed oggi, a Palermo è a capo di una bellissima brigata presso il Ristorante Palazzo Branciforte, di cui è anche Patron assieme alla socia Teresa Dawidovska. “ Il dessert che ho pensato di proporre per questa rubrica è l’Eton mess, un dolce tradizionale anglosassone, che prende il nome dall’Università di Eton , luogo in cui si presume sia stato inventato”.

Può interessarti:  Bimbi che non dormono la notte. Uno dei principali motivi di stress dei neo genitori

ETON MESS, la ricetta

Ingredienti

500 gr di Fragole

400 ml di panna fresca da montare

4 grosse meringhe

Foglie di menta per guarnire

Montare la panna fresca e mettere da parte. Lavare e tagliare a tocchetti le fragole. Conservarne una parte e frullare le restanti in un mixer con qualche goccia di limone (lo zucchero è facoltativo: Gordon Ramsay, ad esempio, ne prevede una versione in cui le fragole vengono leggermente caramellizzate in padella, prima di essere frullate). Sbriciolare le meringhe in modo grossolano e mischiarle alla panna ed alla purea di fragole. Versare il composto in bicchieri trasparenti in cui si possa notare la variegatura del composto ed alternare la crema con i pezzetti di fragole precedentemente messi da parte. Ultimare con qualche goccia di purea di fragole e foglie di menta fresca. Potete inoltre, se lo desiderate, aggiungere uno strato di crema pasticcera(come abbiamo fatto noi in foto) o di lemon curd alla base del bicchiere. Refrigerare e servire.

Il motivo per cui ho scelto proprio questa ricetta- spiega lo chef- è stato forse inconscio: vivevo a Londra proprio negli anni della crisi economica del 2008. I miei ricordi devono aver inevitabilmente creato un collegamento tra questi due periodi storici, entrambi di crisi, ed un generico stato di “confusione”, “mess” in inglese per l’appunto”.

Ovviamente, requisito essenziale di questo dessert, come tutti i precedenti suggeriti in questa rubrica, è che sia “quarantena friendly”, cioè realizzabile con ciò che abbiamo già in casa o che possiamo reperire con facilità. Le meringhe, ad esempio, possiamo realizzarle facilmente in casa con l’esubero di albumi che spesso derivano da numerose preparazioni casalinghe che magari stiamo sperimentando in questi giorni (vedi la pasta fresca all’uovo, o la carbonara, in cui si usano soltanto i tuorli). La menta magari la raccogliamo direttamente dalla piantina sul nostro balcone. Le fragole, poi, sono di stagione: costano poco e fanno bene, anche all’umore!

Può interessarti:  Nonni e nipoti, cosa dice la legge italiana

Buon divertimento anche stavolta con il nostro dolce (per) passatempo, a prova di bimbi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WC Captcha 60 − 53 =