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Inverno ti odio ma di te ho bisogno

Freddo, febbre ma anche calore, ricordi, abbracci...i doni di questa stagione

Inverno ti odio, ma sei necessario.
Inverno ti temo, ma pare che il tuo freddo regali tepore.
Se non ci fossi tu, caro infido inverno, non avrebbe senso abbracciare la tazza di tè al mattino, e dopo anche quella del caffè, perché le mattine d’inverno sono dure a carburare.
Nella penombra cupa del mattino invernale, il calore, che dalla ceramica della tazza si diffonde nelle mani e nel corpo di chi la impugna, si trasforma nel contenitore più discreto dei pensieri tipici da risveglio.
Il papà legge il quotidiano stringendo la tazzina da caffè pensando alle ore di lavoro che lo terranno lontano dalla propria famiglia.
La mamma legge il quotidiano stringendo la tazza del tè pensando alle ore di lavoro infinite che le servirebbero per portare a termine ogni cosa.
La figlia grande stringe la tazza del latte pensando a come affrontare le ore di scuola in vista delle verifiche pre scrutini.
Il figlio piccolo stringe la sua piccola tazza di latte pensando al motivo per cui le ore di sonno debbano lasciare immediatamente il posto alle ore di scuola.

Inverno che regali calore

Inverno ti odio, ma sei necessario.
Inverno ti temo, ma pare che il tuo freddo regali calore domestico.
Se non ci fossi tu, caro infido inverno, non avrebbe senso il caldo tappeto in sala su cui la mamma e il papà hanno trasformato le loro gambe in una rampa di lancio per far volare i loro piccoli figli, a braccia aperte e ridendo a squarciagola.
Lo stesso tappeto su cui, qualche anno dopo, la mamma, il papà, la figlia grande e il figlio piccolo incrociano le loro gambe per sfidarsi a giochi da tavola che non temono inverni, che rimangono sempre vivi.
Se non ci fossi tu, caro infido inverno, non avrebbe senso l’odore della ciambella che lievita all’interno del forno caldo mentre fuori il vento freddo e la pioggia incessante tentano di intimorire con rumori minacciosi e di allungare le giornate di minuti infiniti.

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Inverno che regali ricordi

Inverno ti odio, ma sei necessario.
Inverno ti temo, ma pare che il tuo freddo regali ricordi.
Se non ci fossi tu, caro infido inverno, non tireremmo fuori dagli armadi le intramontabili sciarpe della bisnonna che ti avvolgono nel calore del ricordo delle sue mani che intrecciavano i fili dell’uncinetto comprato al mercato del venerdì.
La mamma non appoggerebbe la sua confortevole guancia sulla calda fronte del figlio per cercare di capire se ha la febbre, in un gesto che ricorda il timore e il calore senza tempo di ogni genitore.
Il papà non riscalderebbe le mani del piccolo figlio stringendole alle sue grandi mani e soffiandoci dentro, in un gesto che ricorda il senso di protezione senza tempo di ogni genitore.

Inverno che regali abbracci

Inverno ti odio, ma sei necessario.
Inverno ti temo, ma pare che il tuo freddo regali abbracci.
Se non ci fossi tu, caro infido inverno, la figlia grande e il figlio piccolo non dormirebbero sotto caldi e morbidi piumoni che la mamma e il papà non si stancheranno mai di rimboccare. Ché in quel gesto antico e caldo c’è tutto l’abbraccio che un genitore vuole comunicare a conclusione di una giornata troppo fredda, spesso veloce.
Se non ci fossi tu, caro infido inverno, le gambe della mamma e del papà non si abbraccerebbero sul divano, sotto il caldo plaid, davanti alla tv, nella penombra del silenzio, a godere del conforto di una coppia che in quel semplice abbraccio comunica tutta la forza che serve a sopportare te, mio caro infido, amato e odiato inverno, e a concludere con lentezza una giornata troppo fredda, spesso veloce.

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