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Infettivologo Cascio: il Covid é una criticità, ma esistono altre malattie infettive e il Policlinico é il solo centro siciliano a fronteggiarle

Carenza di personale e richieste di ricovero che arrivano perfino da Reggio Calabria, le criticità ospedaliere non riguardano solo il Covid

La pressione ospedaliera da Covid si fa sentire anche al Policlinico di Palermo, dove però emerge un’altra criticità, di cui parla il professore Antonio Cascio, infettivologo e primario al reparto di Malattie infettive e tropicali.

”Abbiamo nuovamente tanti ricoverati Covid, almeno un’ottantina, contro i meno della metà del mese scorso. Un dato che deve sicuramente far riflettere su una rinnovata situazione d’emergenza. Si é anche abbassata l’età media dei ricoverati, che ad oggi è di cinquant’anni. Voglio però sottolineare una criticità di cui si parla poco. Il nostro reparto è essenzialmente il solo di tutta la Sicilia a occuparsi di malattie infettive. Vi é anche un reparto a Caltagirone, ma il grosso delle problematiche si affronta qua al Policlinico. Non esiste solo il Covid in ambito infettivo, ma anche tante altre patologie sulle quali non si può assolutamente soprassedere. Noi curiamo pazienti di lunga percorrenza, quali per esempio i malati di aids, di epatite, ma anche pazienti critici in urgenza, quali per esempio quelli affetti da meningite. In mezzo vi é anche una compagine di altre malattie infettive: malattie veneree, le varie malattie tropicali, la tubercolosi. In tutto ciò ci ritroviamo in pressing da posti letto e carenza di personale. Ciononostante cerchiamo di fronteggiare le emergenze e di andare avanti, anche se i ritmi sono davvero serrati, talvolta senza soluzione di continuità. Nel reparto ricoveriamo malati infettivi non Covid provenienti da Agrigento, Gela, perfino da Reggio Calabria. Il Covid é l’urgenza del momento ma non é la sola urgenza. Auspichiamo ovviamente un potenziamento del personale e una generale maggiore attenzione verso le criticità legate in generale all’ampio ventaglio delle malattie infettive. Comprendo la massima attenzione alla malattia da Covid, ma ve ne sono altre altrettanto insidiose, che vanno curate con la medesima solerzia e un notevole impiego di forze sanitarie.”

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