“Amati” é l’imperativo che dà il titolo all’ultimo murales dell’artista Igor Scalisi Palminteri. Un’opera d’arte singolare, che il celebre street artist ha realizzato dentro il reparto di Neuropsichiatria dell’ospedale pediatrico Di Cristina di Palermo insieme agli stessi pazienti, a quelli adolescenti in particolare .
Lo sfondo giallo sole, al centro dell’opera una bimba che si sdoppia: la troviamo contemporaneamente dentro e fuori una gabbia, le cui chiavi sono tra le mani della piccola. La scritta “Amati” é un messaggio, che spiegano sia l’artista Igor Scalici Palminteri, che la neuropsichiatra Daniale Buffa e responsabile del progetto.
Ci salviamo partendo da noi stessi
”Il messaggio che abbiamo voluto lanciare con questa opera, dice la dottoressa Buffa, é quello che la salvezza parte da noi. Siamo noi il motore che può cambiare il nostro mondo interiore e di conseguenza quello che ci circonda. Questo é il messaggio che veicoliamo in reparto ai nostri pazienti, gli stessi che sono l’anima di questo progetto riabilitativo, “Terapia in arte”, che affianca alle terapie psichiatriche comuni, le tecniche espressive e i linguaggi artistici quali musica, arte grafo/pittorica. Una maniera molto importante di arricchire e variare il percorso di cure ‘tradizionali’.”
Qualche mese fa inizia il progetto e il gruppo di pazienti adolescenti lo accoglie di buon grado. La neuropsichiatra di reparto Renata Pitino pensa di coinvolgere l’artista Igor Scalisi Palminteri, che accetta di buon grado. Non é finita. Al progetto arriva anche l’associazione “Ali c’è”, voluta e coordinata dai coniugi Gaglio, genitori della piccola Alice, deceduta nel 2019 a soli 11 anni per una miocardiote fulminante. L’associazione finanzia le spese del progetto.
Ed eccoci al momento finale alla presenza dello staff dei sanitari del reparto ed anche dei signori Gaglio, finanziatori dell’opera. Ieri, dalle 16 alle 18.30, nove giovani pazienti, con la guida del maestro di street art palermitano, hanno realizzato la loro opera di arte, di cuore e di prospettiva di rinascita. Entusiasmo, emozione, buona volontà e via con pennelli e colori. Igor, alto, robusto ma dal sorriso rassicurante, ha guidato i ragazzi, che si sono messi all’opera con tanto impegno.
Non é facile l’ambiente ospedaliero che ha in carico bambini, perché il dolore pediatrico é ancora più difficile da vivere e da accettare. Quello neuropsichiatrico ha poi sfumature complesse e lo confermano i sanitari del reparto. Al progetto del murales hanno partecipato ragazzini che sono arrivati in ospedale con problemi importanti: disturbi gravi dell’alimentazione, autolesionismo, depressioni severe, tentativi di suicidio. Il progetto Terapia in arte é sicuramente servito a trovare nuove chiavi di lettura e di risoluzione alle problematiche psichiatriche dei giovani pazienti.
”In reparto, prosegue la dottoressa Daniela Buffa, conosciamo tanti tipi di sofferenza. Dobbiamo affrontarle e offrire ai nostri pazienti strumenti validi di terapia. A me piace l’idea che l’ospedale non sia visto solo come luogo di cura, ma anche di condivisione, un posto costruttivo, che può diventare motivo di orgoglio, perché lí realizzi qualcosa, in questo caso un’opera d’arte. Ciò é possibile tirando fuori le proprie emozioni e stabilendo un buon rapporto di fiducia con se stessi e con l’altro.”
Lo staff del reparto, che ha collaborato al progetto: responsabile di Terapia in arte, neuropsichiatra Daniela Buffa, neuropsichiatra Renata Pitino, Anna Giordano, psicologa, Sofia Lo Duca tecnico di riabilitazione pediatrica e Caterina Rizzo pedagogista. Il direttore del reparto é il neuropsichiatra Giuseppe Santangelo.