Home » Help: mio figlio è sempre ammalato! Guida pratica ai malanni dell’infanzia

Help: mio figlio è sempre ammalato! Guida pratica ai malanni dell’infanzia

La professoressa Claudia Colomba, pediatra e infettivologa, ci spiega i virus pediatrici più comuni

I malanni dei bambini sono uno dei principali motivi di panico per le mamme e i papà. Generalmente iniziano quando i piccoli fanno il loro “ingresso in società”, che equivale ovviamente all’inserimento al nido. Nasini che colano, tosse, febbre, vomito, diarrea, questi sono alcuni dei sintomi più comuni. I genitori entrano in tilt, anche perché i piccolissimi riescono a spiegare ben poco a parole. Le rassicurazioni arrivano dall’esperta, la professoressa Claudia Colomba, pediatra, infettivologa e primaria al Di Cristina di Palermo.
“É assolutamente normale che i bimbi si ammalino, anzi, sarebbe strano il contrario. Il loro sistema immunitario è vergine e quindi, piano piano, facendo ingresso nella vita comunitaria con i pari, è normalissimo che i loro anticorpi inizino a lavorare, così da creare uno scudo per l’avvenire. Perché ciò sia possibile i piccoli devono entrare in contatto con i virus.”
La professoressa Claudia Colomba

 

Professoressa Colomba, la parola virus da qualche tempo a questa parte fa paura, ci spieghi meglio i meccanismi di azione virale e perché non occorre esserne terrorizzati?

La pandemia da Sars Cov-2 ha reso chiaro il concetto di virus, di contagio ed anche di eventuale pericolosità dei sintomi che questo può scatenare. Se da un lato avere acquisito contezza dei meccanismi d’azione e di quelli di protezione è utile, dall’altro non si deve fare l’errore di pensare di far crescere i nostri bimbi in un ambiente sterile. I piccoli devono stare a contatto con il mondo, così da conoscerlo e da maturare quelle difese necessarie, che tanto giovano alla formazione del loro sistema immunitario. Quindi no all’illusione della campana di vetro, sì all’inserimento nel gruppo dei pari già da piccini, con tutte le accortezze del caso: l’allattamento al seno, che è un’immunità naturale che la mamma regala al suo bambino e le vaccinazioni previste dal piano nazionale. Fatto ciò, ovviamente, si potrà stare più sereni e affrontare i naturalissimi malanni, che servono a rendere forte il nostro bimbo. I cosiddetti virus dell’infanzia rendono vivace il sistema immunitario dei piccoli ed è bene che si presentino, poiché appunto il malanno dei bambini tale deve essere ed è auspicabile non prenderlo da grandi.

Professoressa, farebbe una carrellata dei virus più comuni nell’infanzia?

Oggi, i virus dell’infanzia si sono ridotti grazie alla copertura vaccinale, che ha fatto sì che si siano abbattuti i casi di rotavirus, morbillo, varicella, rosolia, parotite, pertosse.
Restano comunque una gamma di altri virus, che è bene conoscere, così da gestirli allorquando si presentano.

 

Può interessarti:  Giornalisti tra i banchi: io quindicenne vi spiego cos’è la morte

Il Coxsackie virus o malattia bocca, mani, piedi

Quando inseriamo i nostri bimbi al nido, uno dei primi malanni è il cosiddetto virus bocca, mani, piedi, che è causato da un enterovirus che si chiama coxsackie. Il mezzo di trasmissione è la saliva, quindi è facile che i bimbi portandosi spesso le mani alla bocca e quindi toccando oggetti e scambiandoli con i compagnetti, diffondano il contagio. Il nome comune, bocca, mani e piedi, deriva dal fatto che si sviluppano delle vescicole proprio in queste zone. É una malattia fastidiosa poiché le vescicole nella mucosa della bocca possono rendere difficile l’alimentazione del piccolo. Generalmente però si risolve in pochi giorni, senza lasciare alcuno strascico. Si curano gli eventuali sintomi quali febbre o disidratazione. Raramente è necessario il ricovero, per via di eventuali complicazioni del virus, che ha generalmente un decorso assolutamente tranquillo. Non è necessaria la terapia antivirale.

 

L’herpangina virus

 

Herpangina è una forma forma di faringite vescicolare causata da alcuni sierotipi di coxsackie virus. Dá febbre alta, vomito, mal di gola, dolore addominale e delle caratteristiche vescicolette localizzate appunto nella zona faringea. Anche in questo caso, consultato il pediatra e fatta la diagnosi, occorrerà monitorare il piccolo e curare i sintomi, seguendo alla lettera i consigli del medico ed avendo cura che il bimbo si idrati bene e che sfrebbri.

 

Quinta e sesta malattia

Quinta malattia

Si tratta di due malattie esantematiche caratterizzate appunto dalla comparsa di rash cutaneo. La quinta malattia è causata dal parvovirus, detto anche megaloeritema cutaneo infettivo. É una malattia che prevale tra inverno e primavera ed è facilmente inquadrabile, poiché il viso presenta un esantema  rosato a farfalla, dal naso verso le guance, quindi vi sarà un interessamento cutaneo del resto del corpo. Si presenta una febbre non alta e quindi il decorso tende a una risoluzione completa dei sintomi nel giro di una settimana-dieci giorni. Anche in questo caso, seguendo le indicazioni del pediatra, la terapia è sintomatica.

Può interessarti:  A Pasquetta, sua maestà la cassata

 

La sesta malattia è herpetica, ed è tipica della primissima infanzia, colpisce generalmente i bimbi sotto i due anni di età. Inizia con tre giorni di febbre, che possono fare pensare a qualsiasi altro virus, non fosse che puntuali compariranno le macchie rosate su addome, petto e viso. Alla comparsa dell’esantema, generalmente, scompare la febbre. Il bimbo si considera guarito, quando andranno via le macchie.

La scarlattina, non un virus, ma una malattia batterica

A differenza delle precedenti, la scarlattina è causata da un batterio, lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, e quindi andrà curata con l’antibiotico. Si presenta con un esantema caratteristico su tutto il corpo: dei puntini, che hanno la forma e la dimensioni di teste di spillo, dal colore rosso scarlatto. Somigliano all’eritema causato da una scottatura solare. La bocca si presenta arrossata, la lingua, dapprima coperta da una patina bianca, diventerà quindi anch’essa rossa. Si presentano febbre e malessere generale. Trattandosi di una malattia contagiosa è bene evitare il contatto con altri bambini.

 

L’adenovirus è un altro dei “malanni” tipici dell’infanzia

Ha sintomi sfumati, che possono rendere più difficile la diagnosi.

La febbre si protrae anche per una settimana o dieci giorni. Sovente il pediatra, non osservando la risoluzione dei sintomi a breve tempo, potrebbe prescrivere l’antibiotico, senza di fatto sortire l’effetto sperato. Vomito, diarrea, tosse, malessere generale, mal di gola, sono sintomi tipici di questo virus. Anche in questo caso, la terapia è sintomatica fino a risoluzione della malattia.

Virus dell’infanzia, non terrore ma attenzione

É bene sottolineare che i virus dell’età pediatrica hanno generalmente un decorso prevedibile, che non lascia strascichi. Nel giro di una settimana, al massimo dieci giorni, il bimbo è completamente guarito e può tornare alla sua vita normale. Vi sono ovviamente delle eccezioni. Occorre prestare molta attenzione ai bimbi fragili, che possono avere reazioni di contatto con il virus più importanti e quindi andare incontro a complicazioni. Per tutti vale la regola che i sintomi devono essere verificati dal pediatra, che guiderà passo passo i genitori. Se nel decorso del virus il bimbo non mangia, ha scariche di diarrea che non si placano, ha febbre alta che non scende è bene andare in pronto soccorso. I “malanni” non devono terrorizzare i genitori, ma non vanno mai presi sottogamba.

Può interessarti:  In Sicilia esami gratis per prevenire i tumori femminili

Le complicazioni esistono, ma sono rare

In casi eccezionali, i virus pediatrici possono avere complicazioni quali sindromi infiammatorie multisistemiche, che possono arrecare danni agli organi: pensiamo alle miocarditi, alle valvulopatie post virali, alle encefaliti, alle nefriti. Si tratta di occorrenze tuttavia e fortunatamente assai peregrine. Oggi i sintomi virali si combattono con successo e in tempi brevi. Restano valide alcune indicazioni per i genitori: no al fai da te, confrontarsi sempre con il medico, osservare il proprio piccolo e tenere a casa i propri bimbi quando vi è il sospetto di un malanno, così da tutelare la comunità pediatrica dove è inserito il proprio piccino.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WC Captcha − 1 = 1