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Gravidanza al tempo del Covid: vaccino antinfluenzale, precauzioni, allattamento

Intervistiamo la dottoressa D’Anna, direttore del reparto materno-infantile del Buccheri la Ferla di Palermo

La foto di copertina di questo articolo è stata scattata prima dell’emergenza Covid.

Il Covid non ferma la vita che nasce. Lo dimostrano i 400 mila bambini nati in Italia da inizio 2020 (dati ISTAT). In gravide e partorienti non mancano però i timori legati alla pandemia e con l’avvicinarsi dei malanni di stagione, i dubbi crescono. Abbiamo chiesto un parere alla dottoressa Maria Rosa D’Anna, nota ginecologa siciliana, direttore del reparto Materno-Infantile del Buccheri la Ferla di Palermo, che é uno dei principali centri nascita del sud Italia.

Dottoressa, Covid e gravide, aumentano i rischi?

Secondo le evidenze, che abbiamo avuto modo di verificare dall’inizio della pandemia a oggi, le gravide non sono più reattive al virus, anzi lo sarebbero addirittura in misura minore. In linea generale, infatti, le gestanti positive non hanno presentato sintomi o conseguenze gravi da malattia Covid 19. Ciò ovviamente non significa che non si debba stare molto attente, perché, non dimentichiamolo, la gravidanza é un momento molto delicato per la donna e per il bimbo che porta in grembo.

Cosa fare in vista dei mesi freddi?

Sicuramente il vaccino antinfluenzale, che può essere somministrato già nel primo trimestre, così da schermare mamma e bambino.

Perché il vaccino antinfluenzale in gravidanza é importante?

Lo é perché la comune influenza stagionale in una gravida potrebbe comportare conseguenze anche molto serie. In tempi di pandemia è utile due volte: per la diagnosi differenziale, semmai si dovessero presentare sintomi compatibili con il Covid, e per evitare che malauguratamente si sovrappongano i due virus, quello dell’influenza stagionale e quello Sars-Cov 2.

Alcune gravide temono il vaccino, come rassicurarle?

Il vaccino é sicuro, ha pochi effetti collaterali (la febbricola é uno di questi). È sicuramente più rischioso incappare in una brutta influenza, che può provocare ipertermia con conseguenze serie per mamma e bambino, che non vaccinarsi. A ogni modo, é bene che le gravide si rivolgano al curante o al ginecologo così da avere tutte le delucidazioni in merito.

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Quando fare il vaccino?

Questo é il momento ideale. Le gravide inoltre appartengono alla categoria che ha priorità. Possono chiederne la somministrazione, che é gratuita, al proprio medico curante.

C’è un altro vaccino indicato in gravidanza, quale?

Quello per la pertosse. Anche questo va fatto a maggior ragione in tempo di pandemia. Si somministra dopo la 28ma settimana ed entro la 32ma, anche questo è un vaccino con blandi effetti collaterali ed è gratuito.
A breve, penso entro dicembre, al Buccheri sarà  somministrato alle gravide da noi seguite, contestualmente alla visita ostetrica, in modo da evitare ingorghi nei centri vaccinali.

Cosa consiglia alle gravide per proteggersi in questo periodo difficile?

Il consiglio ovviamente è di stare a casa. In gravidanza è bene prendere aria e fare movimento fisico, ma in questo momento le mura domestiche ci garantiscono più sicurezza. Badate bene però, anche a casa, è bene che le gestanti facciano  movimento secondo il consiglio del medico. É un momento storico particolare, che ci chiede di stringere i denti, nella consapevolezza però che nessun virus può fermare la vita che nasce.

Quali evidenze avete su mamme positivi e nascituri?

Dati incoraggianti: le mamme positive generalmente partoriscono bimbi negativi. Possono e devono fare il parto naturale (salvo che altre complicanze non impongano in cesareo) e, seguendo i protocolli medici, possono anche allattare. Non vi sono infatti evidenze che dicano che il virus passi o dal liquido amniotico o dal latte materno. È importante che la mamma positiva segua alla lettera i protocolli medici, che usi sempre la mascherina e igienizzi mani e oggetti. In tal modo potrà godere a pieno della maternità sin dal primo momento.

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Se il partner risulta positivo durante la gravidanza, cosa fare?

É auspicabile che cambi abitazione. Se invece la casa lo consente, e vi sono quindi spazi ampi e doppi servizi igienici, si potrà vivere sotto lo stesso tetto, limitando al minimo la frequentazione e in tal caso utilizzando i presidi di protezione.

Mamme sole in sala parto, uno dei drammi del covid

É una delle consegue peggiori di questo periodo. Il reparto che dirigo ha sempre incoraggiato la partecipazione del futuro papà in tutte le fasi dell’accoglienza alla vita. La triade prima di tutto é un po’ il nostro motto. In questo momento non può essere così, devo però dire che le neo mamme hanno una forza d’animo che consente loro di farcela brillantemente. La forza dei loro piccini fa il resto. Quindi si va avanti con coraggio e speranza.

Grazie dottoressa e ad maiora!

 

 

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